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Polemica manifesti Uaar: “Dio, con la croce sulla lettera D… 10 milioni di italiani vivono bene senza D ”.

Campagna Uaar

Liguria - “Molte manifestazioni anche di espressione legate alla nostra cultura ed alla nostra cristianità non vengono portate avanti, vedi ad esempio le recite scolastiche dove non viene più citato il Bambin Gesù, per non urtare la sensibilità di persone che hanno culture differenziati dalla nostra, analogamente in questa vicenda sarebbe stato opportuno che tale sensibilità venisse rispettata nei confronti di chi è Cristiano e crede in Dio”. Lo dichiarano il Consigliere regionale di Forza Italia Matteo Rosso, che insieme ai consiglieri comunali di Genova, Stefano Balleari, La Spezia, Maria Grazia Fria e di Arenzano Giacomo Robello, della Lista Arenzano e Libertà, fanno sapere di avere presentato nei rispettivi consessi assembleari un’interrogazione urgente per conoscere la posizione delle rispettive amministrazioni in merito all’ultima campagna manifesti dell’Uaar, Unione degli Atei Agnostici razionalisti, che riportano la parola Dio in grande con una crode sulla lettera D e la frase “ 10 milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati c’è Uaar, al loro fianco”.

Spiegano gli esponenti del centro destra: “ci sono arrivate moltissime segnalazioni da parte di cittadini che si sentono colpiti da questa campagna. Infatti al di là degli aspetti legali, noi crediamo che sia importante rispettare le sensibilità di tutti, e come spesso ai cristiani viene chiesto di farlo rinunciando a qualcosa analogamente dovrebbe accadere per gli altri. Si parla tanto di cristiani discriminati in Asia, Medio Oriente e Africa. Purtroppo negli ultimi anni sono in continuo aumento gli episodi di discriminazioni anche nel vecchio continente . Ad esempio le limitazioni alla libertà religiosa, di coscienza e di espressione dei cristiani crescono anche in Europa, come dimostra il Rapporto 2012 dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. Come è stato dichiarato alla presentazione del documento dal coordinatore dell’Osservatorio della Libertà Religiosa si contato in Europa 41 leggi suscettibili di influire negativamente sulla libertà religiosa dei cristiani in 15 Paesi, tra cui non c’è fortunatamente l’Italia. Certo è che questa ultima campagna dell’Uaar non va nel segno del rispetto delle sensibilità altrui e di questo siamo indignati”.

“In parole povere quello che noi chiediamo è una attenta valutazione rispetto a questo tipo di campagne: si chiede di riflettere bene sul messaggio che viene promosso con quel manifesto che certamente si basa su un gioco di parole ma lede profondamente la sensibilità di moltissimi italiani”, concludono Rosso, Balleari, Fria e Robello.

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