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La Regione si impegna a ridurre l’aliquota Iva sui prodotti di igiene femminile

Approvata all'unanimità la mozione presentata da Pastorino.

Consiglio regionale

Liguria - Il Consiglio regionale ha approvato oggi all’unanimità la mozione presentata da Gianni Pastorino (Linea Condivisa), che impegna la giunta a sostenere l’introduzione di regimi di tassazione agevolata per articoli per l’igiene intima femminile, in particolare in tema di aliquota IVA; a sostenere un’ulteriore agevolazione sull’aliquota IVA per i prodotti di questa categoria, che assicurino più elevati livelli di sostenibilità ambientale. Nel documento si rileva che, dalla pubertà alla menopausa, ogni donna, a seguito del flusso mestruale, utilizza circa 12 mila assorbenti e, per rispondere a tale esigenza naturale, deve supportare un costo medio di un pacchetto dei prodotti di cui sopra di circa 4 euro, con una spesa annua complessiva di circa 126 euro, di cui 22 di tassazione indiretta, tramite l’imposta sul valore aggiunto (IVA).
L’assessore alla tutela dei consumatori Simona Ferro ha condiviso nel merito le richieste contenute nelle mozioni 22 e 20 rilevando, però, che l’interlocutore principale è il Parlamento, che ha le competenze per attivare iniziative legislative collegate.

"I prodotti in oggetto, che si declinano soprattutto in quelli a contenimento del ciclo mestruale, hanno un’importanza fondamentale per le donne – dichiara il consigliere regionale Gianni Pastorino – e richiedono per questo un intervento, atteso oramai da troppo tempo, sulla tassazione”.
Dalla pubertà al periodo della menopausa, una donna a seguito del flusso mestruale, consuma in media 12 mila assorbenti, per una spesa complessiva, annua, di circa 126 euro, di cui 22 di tassazione indiretta, tramite l’imposta sul valore aggiunto, cosiddetta iva.
“È doveroso sottolineare che in altri Paesi europei, a differenza dell’Italia, è stata attuata una riduzione dell’aliquota iva nei prodotti per l’igiene femminile, con una tassazione non superiore al 10%”, spiega il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino. Per rendere l’idea: Spagna 10%, Portogallo 6%, Francia 5,5% e Inghilterra 5%. “Il tema dell’aliquota sugli assorbenti igienici ha trovato riscontro anche dall’associazione WeWorld ONLUS, associazione che si occupa del tema trattato – prosegue il consigliere Pastorino – che definisce tale aliquota una forma di violenza economica a tutti gli effetti su tutte le donne, andando a contrastare un percorso di politiche per le pari opportunità”.
Il Parlamento italiano ha avviato, per adesso in modo preliminare, una discussione rispetto alla possibilità di prevedere una tassazione agevolata per i prodotti in oggetto, con proposte delle maggiori forze politiche, anche di diversi schieramenti (tramite il DDL 475 depositato il 05/06/2018 presso il Senato della Repubblica, e il DDL 734 depositato il 01/08/2018, sempre presso il Senato della Repubblica).
“Pertanto chiediamo alla giunta e all’assessore competente di sostenere in tutte le sedi opportune l’introduzione di regimi di tassazione agevolata per articoli per l’igiene intima femminile, in particolare in tema di aliquota iva, ai quali si deve aggiungere anche un percorso che assicuri più elevati livelli di sostenibilità ambientale”, chiosa il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino.


“Bene che la Giunta, a differenza dello scorso mandato, abbia accettato la mia proposta di attivarsi nei confronti del Governo per chiedere l'abbassamento dell'Iva sui prodotti di igiene femminile e sui pannolini per i bambini dal 22 al 4%. Un atto formale ma anche fortemente politico. La mozione è stata votata all’unanimità, un impegno nuovo e un segnale in più che arriverà a Roma, perché finalmente si intervenga su questa distorsione”. Così il capogruppo del Partito Democratico – Articolo Uno Luca Garibaldi dopo l'approvazione in Consiglio regionale di una mozione sulla riduzione dell’Iva sui prodotti di igiene personale. “Ridurre l’Iva – prosegue il capogruppo – è una misura equa e giusta, perché i prodotti per l’igiene non possono essere tassati come beni di lusso. Non lo sono. Ogni donna in un anno spende circa 126 euro per comprare assorbenti, che devono essere tassati come beni di prima necessità. In Europa molti Paesi si sono già adeguati abbattendo la tassazione su questi prodotti. Anche in Italia molte Regioni si stanno muovendo in questa direzione, e da oggi con soddisfazione anche la Liguria”. "Spero - conclude Garibaldi - che le forze politiche della maggioranza vogliano sensibilizzare anche i loro rappresentanti in Parlamento, come noi stiamo già facendo da tempo, perché finalmente le Camere si esprimano a favore di questa riduzione".


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