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Garante detenuti, in consiglio la Lega si astiene in solitaria

Approvate le modifiche alla legge varata nel giugno 2020. Rivista anche quella sul garante delle vittime di reato.

Dalla Regione
Garante detenuti, in consiglio la Lega si astiene in solitaria

Liguria - Con 24 voti a favore e 4 astenuti (Lega Liguria-Salvini) è stata approvata la proposta di legge 56 (Sergio Rossetti, Angelo Vaccarezza, Claudio Muzio, Luca Garibaldi, Gianni Pastorino, Ferruccio Sansa, Fabio Tosi, Roberto Arboscello, Enrico Ioculano, Davide Natale, Armando Sanna, Selena Candia, Roberto Centi, Paolo Ugolini, Stefano Anzalone, Giovanni Boitano, Alessandro Bozzano, Chiara Cerri, Domenico Cianci, Lilli Lauro, Daniela Menini) che modifica la legge 10 del 1 giugno 2020 “Istituzione del Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.
Il provvedimento viene aggiornato sulla base della nuova denominazione dei centri permanenza temporanea per stranieri” che sono divenuti “Centri di permanenza per i rimpatri” e vengono specificate meglio le regole di accesso del garante per quanto riguarda le visite negli istituti penitenziari, gli istituti penali per i minorenni, le strutture per il TSO, gli ospedali psichiatrici giudiziari, le comunità terapeutiche, che dovranno ottenere l’autorizzazione della prefettura competente. Rispetto ai poteri del Garante, nel caso in cui questi ritenga che una segnalazione sia fondata, può formulare specifiche raccomandazioni all’amministrazione interessata, la quale, in caso di diniego, comunica il dissenso motivato nel termine di trenta giorni; nella precedente versione il Garante, nel caso in cui ritenesse fondata la segnalazione, poteva intimare all’ufficio competente la risoluzione e, comunque, la rimozione dell’irregolarità nel termine di quindici giorni. Approvato all’unanimità un emendamento presentato dal gruppo Pd-Articolo Uno che specifica alcune cause di incompatibilità del Garante, fra le quali, con l’attività di lavoro subordinato a tempo pieno. Confermata l’incompatibilità con ogni carica elettiva pubblica.

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha sottolineato che la Liguria è una delle poche Regioni a non avere ancora istituito questa figura e ne ha rilevato la necessità per garantire il rispetto dei diritti dei detenuti, ma anche di tutti coloro che sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, sia italiani che stranieri. Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha ricordato il lungo iter del provvedimento, prima della sua approvazione nel corso della passata legislatura. Il consigliere ha sottolineato il vuoto che esiste nella tutela dei detenuti in Italia ricordando che questa figura è nata nel mondo anglosassone. Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha spiegato che il codice penale prevede due aspetti fondamentali: la sanzione e la riabilitazione e quest’ultima sarà il compito prioritario del Garante. Questa la legge – ha detto - è un passo in avanti per una civiltà dell’inclusione. Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha annunciato il voto di astensione del gruppo spiegando che, se da una parte esistono già sufficienti tutele del detenuto nelle funzioni ispettive esistenti, tuttavia l’istituzione del garante potrà alleggerire anche il lavoro delle polizia penitenziaria. Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha annunciato voto favorevole e si è augurato che la stagione delle garanzie ispiri anche altre iniziative nella Undicesima legislatura. In particolare il consigliere ha ricordato le pessime condizioni strutturali delle carceri, che si riverberano non solo sui detenuti, ma anche sugli operatori. Claudio Muzio (FI-Liguria Popolare) ha sottolineato che il garantismo ha sempre ispirato le iniziative politiche di Forza Italia e ha annunciato, pertanto, voto favorevole.

Nel corso della mattinata, inoltre, on 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 12 astenuti è stata approvata la proposta di legge 54 (Stefano Balleari, Sauro Mannucci, Veronica Russo) che modifica la legge 11 del 1 giugno 2020 “Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato”. Il provvedimento si adegua alle eccezioni sollevate dal Governo, che ha impugnato la legge davanti alla Corte Costituzionale e, in particolare, la nuova formulazione prevede che “la Regione promuova e stipuli apposite intese con altre Amministrazioni, anche statali operanti nel settore, comprese le Forze dell’Ordine, per l’eventuale individuazione di propri rappresentanti quali componenti dell’organismo. Viene, inoltre, rimossa l’esclusività del rapporto di lavoro del Garante. Approvato all’unanimità un emendamento presentato dal gruppo Pd-Articolo Uno che specifica alcune cause di incompatibilità del Garante, fra le quali, con l’attività di lavoro subordinato a tempo pieno. Confermata l’incompatibilità con ogni carica elettiva pubblica.

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