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Dibattito fiume sul piano vaccinale ligure, con qualche novità

Una seduta intera del consiglio regionale è stata dedicata al tema, aggiornando la discussione e la votazione di alcuni atti al giorno seguente.

Liste e luoghi di lavoro
Consiglio regionale a fine seduta

Liguria - Un lungo e approfondito dibattito sul piano vaccinale ligure è andato in scena oggi nel corso del consiglio regionale monotematico. Da parte di maggioranza e opposizione, ovviamente, posizioni assai differenti.
“La realtà è che la Liguria è al secondo posto in Italia per letalità del virus, cioè per rapporto tra persone malate e persone decedute. Nelle nostre città si sono registrate proporzioni doppie, talora triple rispetto ad altre regioni italiane. Insomma, i liguri sono stati curati peggio di altri. Sono morti di più. Questi sono fatti, non basta colonizzare gli studi televisivi con qualche epidemiologo ligure per cancellarli”, così il consigliere Ferruccio Sansa in consiglio regionale.
La Liguria per molti mesi è stata ben sotto la media nazionale per tamponi effettuati rispetto alla popolazione. “Toti è anche assessore alla sanità. Doppia, tragica, responsabilità. Da mesi noi dell'opposizione abbiamo denunciato quanto questa sua decisione fosse pericolosa. E si sta rivelando per quel che è: una strategia per smantellare e privatizzare la sanità della nostra Regione. Gli ultimi tasselli si stanno componendo in questi giorni: la decisione di coinvolgere i privati nella campagna vaccinale, la scelta di affidare la gestione di alcuni ospedali, come il Felettino della Spezia, anche ai privati. Il rischio che si corre è che in nome dell'emergenza vengano definitivamente sancite scelte strategiche che cambieranno la sanità ligure per decenni”.
Sansa ha proseguito criticando la gestione della sanità: Dove ci ha portato la sua gestione della sanità? I dati parlano chiaro. Siamo agli ultimi posti nel Nord Italia per la mobilità sanitaria con un debito di 71 milioni. Siamo tra le poche regioni del Nord in cui i numeri della fuga dei pazienti non sono migliorati. Abbiamo i maggiori costi per abitante e il peggior rapporto tra crediti e debiti con un saldo di meno 76 milioni nel 2019. Siamo nei posti di coda al Nord per i Lea, i livelli essenziali di assistenza. Siamo tra le regioni peggiori per le informazioni fornite sulle liste d’attesa. Siamo tra le peggiori regioni per l'informatizzazione del sistema sanitario. Questa situazione ha creato le premesse perché nascessero e sopravvivessero clientele, nicchie di potere. Questa è premessa alla tragedia Covid. Ieri sera la Liguria era penultima in Italia per vaccini somministrati in rapporto a quelli ricevuti: appena il 70,4 per cento del totale. Sta peggio di noi soltanto la Sardegna che, però, era in zona bianca. In Puglia invece siamo all’85 per cento, in Valle d’Aosta all’89,5 e in provincia di Bolzano all’89,6. La Liguria è sotto la media nazionale anche per ultraottantenni che hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino, appena il 42,4 per cento, nonostante la Liguria abbia la popolazione più anziana d’Italia. Agli ultimi posti, sedicesimi, per numero di insegnanti vaccinati: eravamo al 2 per cento quando in Toscana già si toccava il 70 per cento”.
Da qui le proposte della lista Sansa: “Chiediamo che sia invertito il meccanismo di prenotazione delle vaccinazioni, cioè che non siano i cittadini a dover contattare l’autorità sanitaria, ma avvenga il contrario, come in altre regioni; chiediamo che i medici non siano più utilizzati come centralinisti per prenotare gli esami, ma che invece si possano interamente dedicare al loro compito: assistere i malati; chiediamo, come ci hanno segnalato medici e operatori sanitari; che si utilizzi un sistema operativo efficace e non quello realizzato da Liguria Digitale che ha provocato tanti ritardi e disguidi; chiediamo che la Regione si adoperi per riconoscere l’infortunio sul lavoro ai medici che muoiono di Covid e che sia fornita un’assicurazione ai medici che si offrono volontari per somministrare il vaccino; che sia istituito subito un registro di emergenza dei cittadini che si dichiarano disponibili a essere contattati in tempo reale per ricevere il vaccino al posto di chi rinuncia; che, approfittando del periodo di zona rossa legato alla Pasqua e a un auspicato calo dei contagi, si riprenda subito un lavoro di tracciamento; che siano ricompresi tra i soggetti fragilissimi anche alcune categorie non adeguatamente tutelate, come i sieropositivi; che sia garantito un servizio di tamponatura e di vaccinazione anche per gli stranieri sprovvisti di tessera sanitaria che soltanto a Genova sono oltre 15mila. Questo per garantire la loro salute, ma anche per evitare che possano contagiare migliaia di persone. Chiediamo che sia fornita assistenza sanitaria contro il Covid agli stranieri soli e disperati che passano per Ventimiglia; che la Regione si adoperi per rivedere i criteri del consenso informato che altrimenti rischiano di escludere dalla vaccinazione le donne in gravidanza e quelle che allattano”.

Duri attacchi anche da parte del Movimento cinque stelle. “Recentemente – hanno ricordato Fabio Tosi e Paolo Ugolini -, il presidente di Regione ebbe a dire: “a me le classifiche non interessano”. Dichiarazione che francamente fa sorridere, perché se fossimo invece una regione modello e non la terz'ultima d’Italia, Toti avrebbe comunicato il dato con tanto di fanfara! La dichiarazione sul non interessamento delle classifiche si è poi presto contraddetta con quella di pochi giorni fa: “siamo la prima regione ad aver sottoscritto un accordo con le farmacie”. Che dire in merito? Sorge un sospetto: pur non avendo nessun componente di “Cambiamo!” in ruoli di Governo, credo che qualcuno abbia spifferato che il Governo si accingeva a siglare un accordo nazionale con i farmacisti. Accordo che il Governatore ha subito fatto suo con conseguente lancio di comunicati e post gongolanti. Nel mentre, che cosa si è fatto per gli ultravulnerabili? Penso ad esempio ai pazienti oncologici in cura all'Ist che non possono fare il vaccino anti Covid-19 direttamente all'istituto che li ha in cura. In merito, raccogliendo proprio le testimonianze di questi malati, avevo avanzato una proposta: considerato che le loro cartelle cliniche sono in mano agli operatori che li curano, chiesi che Regione e A.Li.Sa prevedessero che potessero vaccinarsi direttamente nell’istituto o ambulatorio di riferimento. S’è fatto? Macché! E a oggi tutto tace. Che dire poi dei pazienti fragili? Altre Regioni da tempo si stanno dotando di tutti gli strumenti per poter rafforzare la campagna, per renderla più tempestiva e capillare. E procedono speditamente. In Liguria, si registrano invece casi di prenotazione degli over 80 durante l'estate: se il buongiorno si vede dal mattino, questa è una pessima notizia perché viene da chiederci allora quando saranno immunizzate le altre categorie… Nel 2022? Con questi ritmi, temiamo che la data dell’immunità gregge della Liguria la vedremo nel 2023!. Anche sulla campagna di vaccinazione degli insegnanti, rispetto ad altre realtà, siamo molto più indietro: ne abbiamo vaccinati 2.347. Sono pochi? Sono tanti? Paragonato ad altre regioni, è un dato sconcertante: meglio di noi persino il Molise che però ha 1/5 della nostra popolazione. O l'Umbria o ancora le Marche, che ne hanno la metà rispetto a noi eppure viaggiano su doppia cifra per vaccinati nel comparto scolastico. Volendo cercare un paragone con una regione simile alla nostra per popolazione, c’è l’Abruzzo: l'ultimo dato per personale scolastico vaccinato in quella regione è pari a 23.578”.

La parola alla maggioranza. “Priorità delle sinistre: prima i migranti, poi i liguri. E i nostri pensionati, persone fragili, lavoratori a rischio? Al momento non ci sono abbastanza dosi di vaccino anti Covid e le necessità sono altre, ben delineate dai medici. Tuttavia, oggi in consiglio regionale gli esponenti della Lista Sansa hanno presentato un ordine del giorno che chiede alla giunta di impegnarsi ‘ad attivare un servizio di assistenza sanitaria per i migranti che garantisca lo screening per la ricerca del virus del Covid-19 e la vaccinazione’ in particolare a Ventimiglia. Se non vi fossero quotidiani respingimenti dalla Francia (circa 13mila all’anno) e se il Governo Conte 2 non avesse demolito i decreti sicurezza di Salvini, nella zona di confine non avremmo migliaia di migranti di passaggio ogni mese. Naturalmente, la Lega non ha sostenuto il documento della Lista Sansa, ma siamo anche rimasti senza parole per l’assurdità e pericolosa ingiustizia di questa iniziativa puramente ideologica”. Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega Stefano Mai, Sandro Garibaldi, Brunello Brunetto, Alessio Piana, Mabel Riolfo.

“Anche se avessi a disposizione una Giunta con 20 assessori, mi sarei comunque assunto la responsabilità di guidare la sanità di questa regione: rispondere di quello che funziona e di quello che non funziona è il compito che i cittadini assegnano con il loro voto. La soluzione non può mai essere quella di abbandonare la nave, farsi da parte e dare la responsabilità ad altri”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in aula.
“Il mio auspicio – ha detto Toti – era quello che questo consiglio permettesse di mettere sul tavolo proposte e affrontare i singoli problemi senza trasformarli in una discussione ideologica o di propaganda. Perché certo ci sono state delle difficoltà, scelte che ci hanno fatto perdere efficienza, penso a quella di sparpagliare nella prima fase di campagna vaccinale le nostre squadre anche nei piccoli Comuni, dove talvolta la performance è stata inferiore rispetto a quella di chi ha scelto i grandi hub verso cui ci stiamo dirigendo oggi, recuperando quell’efficienza. Ma ci sono aspetti che sono andati indubbiamente bene: la Liguria è stata la prima a curare un paziente con anticorpi monoclonali. L’accordo con i medici di medicina generale sui vaccini è arrivato prima da noi che a livello nazionale, come anche quello con i farmacisti e quello con la sanità privata, unico in Italia, che si farà carico di un ulteriore parte della campagna vaccinale e darà un importante aiuto. Come non si è detto che, in un mare di regioni rosse, la Liguria continua ad avere parametri da zona arancione”.
“Sul fronte dei vaccini poi - ha aggiunto Toti – non ho sentito dire che la Liguria è l’ottava regione per cittadini vaccinati (con due dosi) su cittadini residenti, con il 4,74% della popolazione ligure vaccinata con due dosi di fronte a una media italiana del 4,05%, e che la Liguria è all’ottavo posto per quanto riguarda le prime dosi in rapporto alla popolazione, con il 9,21% e una media italiana dell’8,72%”.

Al termine della seduta è stato dato spazio alle votazioni delle proposte dei gruppi e quelli che seguono sono alcuni dei provvedimenti presi.
“Accolta all’unanimità la nostra proposta di predisporre, anche nella nostra regione, uno specifico protocollo in accordo con le associazioni datoriali, i sindacati e le associazioni dei medici del lavoro per organizzare le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. Nella nostra realtà provinciale vi sono importanti realtà economiche che potrebbero essere interessate da tale iniziativa (es. cantieristica, portualità e stabilimenti militari). Ovviamente, come prevede il nuovo piano di vaccinazione del Governo, questa fattispecie di vaccinazioni interverranno nella 4^ fase. Essere pronti potrebbe significare accorciare i tempi per la fase pratica di vaccinazione", ha dichiarato Davide Natale, consigliere regionale Pd.

Dai Cinque stelle, Tosi ha rivendicato: “Anche in Liguria, nel solco di quanto fatto dal M5S in Regione Lombardia, è stato votato favorevolmente l’Odg che chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo per dare il via alla procedura volta all'applicazione delle clausole speciali previste in caso di emergenze sanitarie e pandemie dagli articoli 31 e 31 bis dell'"Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale” sottoscritto dai membri dell'Organizzazione mondiale del Commercio (WTO). Gli articoli consentono, cioè, di bypassare i brevetti e concedere licenze obbligatorie per la produzione di farmaci essenziali, quali i vaccini anti-Covid”.
Anche Ugolini gioisce per l'approvazione di un ordine del giorno che impegna la Giunta ad attivarsi urgentemente al fine di predisporre anche in Liguria un protocollo per la gestione dei vaccini anti SARS-CoV-2 inutilizzati a causa di mancata presentazione del paziente prenotato, al fine di evitare sprechi di dosi e garantire al meglio la salute pubblica.
“L’atto - ha commentato Ugolini - è stato votato all'unanimità in Consiglio regionale: anche in Liguria, dunque, si provvederà a mettere a punto un sistema di chiamata finalizzato a evitare gli sprechi delle dosi vaccinali inutilizzate. L'iter consiliare conferma che quando c'è la volontà, la politica fa gli interessi dei cittadini. In questa fase delicata di contrasto alla diffusione del virus, la somministrazione del vaccino in tempi certi e rapidi è essenziale per la tutela della salute: indispensabile, dunque, non sprecare le dosi vaccinali inutilizzate, preziose per il bene di tutta la comunità”.

Infine da Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare, è arrivata la richiesta al presidente Toti di farsi carico di fronte allo Stato del tema della vaccinazione degli addetti alle onoranze funebri.
“Il tema della vaccinazione degli addetti alle onoranze funebri, personale che ritengo ad alto rischio di contagio da Covid-19 e oggetto di una mia iniziativa in Consiglio Regionale depositata l’11 gennaio scorso, avrebbe dovuto essere discusso quest’oggi in Aula. Alla luce dell’aggiornamento del Piano di vaccinazione del Governo, che ha fissato un criterio rigorosamente anagrafico e uniforme a livello nazionale, ho deciso di ritirare l’Ordine del Giorno e di trasformarlo in Raccomandazione al presidente Toti, chiedendogli di sollevare il tema in Conferenza Stato–Regioni. E’ in tale sede, infatti, che questa problematica potrà trovare adeguata trattazione nel quadro del Piano nazionale. Voglio inoltre sottolineare – prosegue Muzio – che in un contesto certamente complesso a causa dell’esiguo numero di dosi di vaccino disponibili, bene ha fatto la Regione, già a partire dal mese di gennaio, ad inserire le professioni mediche, tra cui gli odontoiatri, i fisioterapisti e i veterinari, tra le categorie a cui somministrare prioritariamente la vaccinazione. Stesso discorso per quanto riguarda gli informatori scientifici del farmaco. Si tratta di attività particolarmente esposte al rischio di contagio e per le quali avevo sollecitato la Regione presentando, sin dai primi giorni del 2021, apposita richiesta con ordini del giorno da discutere in Consiglio Regionale”.
“Esprimo infine soddisfazione – conclude – per il fatto che nell’aggiornamento del Piano nazionale sia prevista in tempi brevi la vaccinazione dei disabili e delle persone che li accudiscono, tema sul quale, con particolare attenzione ai disabili psichici e di coloro che se ne prendono cura, avevo presentato una Interrogazione alla Giunta lo scorso 2 marzo”.

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