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Alisa: "Servizio assistenza domiciliare per anziani sempre garantito"

sanità
Una anziano ebreo

Liguria - "Il servizio di assistenza domiciliare da parte delle Asl è sempre stato garantito. La delibera di Alisa 253/2021 garantisce una risposta alle persone fragili e alle loro famiglie, nonché una ripresa delle attività degli enti gestori". Così, Cristina Giordano, direttore sociosanitario di Alisa, in riferimento alla nota stampa del consigliere regionale del Partito Democratico Rossetti, che lamenta l’interruzione del servizio di assistenza domiciliare agli anziani. "Il primo piano di riapertura dei centri diurni è stato deliberato con DGR 506 del 19/06/2020, recependo le indicazioni nazionali (confermato successivamente con la deliberazione di Alisa n.389 del 28/10/2020). In quella fase, al fine di evitare il totale isolamento delle persone che prima dell’emergenza Covid frequentavano questi centri, è stata prevista la possibilità di riprendere le attività in presenza in piccoli gruppi e /o in alternativa di svolgere attività a domicilio o da remoto. Peraltro, le attività da remoto hanno riscontrato, nelle persone più compromesse, alcuni problemi in quanto le stesse si sono dimostrate poco complianti" - si legge nella nota.

"Da quel momento, fino ad oggi, numerose famiglie, nonché la Consulta per l’handicap, hanno segnalato disagio e manifestato l’esigenza di una ripresa a regime delle attività in presenza nei centri diurni, al fine di sollevare le famiglie e garantire i necessari interventi continuativi per tutti gli utenti che esprimevano un particolare bisogno. La delibera 253/2021, stante lo scenario epidemiologico, dovendo recepire le disposizioni contenute nell’ordinanza del Ministero della salute dell’8 maggio 2021, ha ripensato alle modalità di ripresa delle attività anche in favore di persone anziane e di persone affette da patologie croniche (ad esempio, Alzheimer). Tale delibera prevede la ripresa delle attività in presenza laddove ci sia una percentuale di personale e ospiti vaccinati pari al 95%, nonché il mantenimento di tutte le adeguate misure di sicurezza igienico-sanitarie. Resta inteso che, ove non fosse garantita la copertura vaccinale del 95% del personale e degli ospiti, possano proseguire le attività domiciliari o da remoto in essere, purché idonee a garantire l’efficacia dell’intervento. Tale piano di intervento deve essere redatto in accordo con la famiglia e la Asl competente.
Con riferimento all’utilizzo di eventuali locali aggiuntivi che non rientrano nell’autorizzazione al funzionamento, per tale opportunità, già prevista nella DGR 506/2020, non è richiesta un’autorizzazione della Asl bensì una rapida validazione per le vie brevi, modalità peraltro già in uso da circa un anno, nel rispetto della sicurezza complessiva degli ospiti. La normativa vigente in materia di privacy, relativamente all’obbligo vaccinale degli operatori, impone importanti passaggi a tutela della privacy, con la conseguenza che l’informazione circa la copertura vaccinale degli operatori, può essere acquisita dal datore di lavoro tramite il medico competente".

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