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Un anno di Covid, Confesercenti: "Attività economiche al limite"

In Liguria 5 miliardi di Pil e 4 miliardi di spesa in meno, nonché 13.000 imprese e oltre 50.000 posti di lavoro tra autonomi e dipendenti in pericolo.

La crisi
Turisti davanti ad un negozio chiuso

Liguria - In 12 mesi di pandemia e restrizioni in Italia sono stati persi 183 miliardi di Pil, 137 miliardi di consumi e 148 miliardi di valore aggiunto. La spesa delle famiglie è tornata ai livelli del 1997 e sono a rischio 450mila imprese e 2 milioni di posti di lavoro.

Per la Liguria l'anno di pandemia trascorso ha significato una stima di circa 5 miliardi di Pil e 4 miliardi di spesa in meno, nonché 13.000 imprese e oltre 50.000 posti di lavoro tra autonomi e dipendenti in pericolo.
"Ovviamente - commenta Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria - le perdite sono da attribuirsi, in primo luogo, alle restrizioni per le attività e per il movimento delle persone finalizzate a contenere la diffusione del virus. Considerando solo i pubblici esercizi di Genova e del resto della Liguria, senza conteggiare le ordinanze comunali, ci sono state chiusure per 119 giorni (che è poi la media del settore in Italia)".

È quanto emerge dal dossier “Le imprese nella pandemia: marzo 2020 – marzo 2021”, predisposto da Confesercenti nazionale per fare il punto sull’impatto della crisi generata dalla pandemia sul sistema economico del Paese, a un anno di distanza dal primo lockdown.
Una situazione aggravata dall’eccesso di ‘pandeburocrazia’ creata per fronteggiare l’emergenza: sono infatti oltre 1.000 gli atti e i provvedimenti nazionali e di carattere periferico emanati per contrastare la diffusione del Covid-19 e arginarne gli effetti sanitari ed economici. Una mole di disposizioni che ha generato ritardi e confusione.
Gli aiuti diretti alle imprese, inoltre, si sono rivelati gravemente insufficienti: i contributi a fondo perduto ammontano in totale a poco più di 10 miliardi di euro, insufficienti a coprire le perdite sostenute dal tessuto produttivo.

"L'eventuale ripresa dipenderà in primis dalla normalizzazione della spesa delle famiglie e dall’entità delle future restrizioni alle imprese. Fondamentale, quindi, sarà l’esito della campagna vaccinale su cui è evidente la necessità di accelerare. Solo commercio, alberghi e ristorazione, hanno perso 65 miliardi di valore aggiunto a livello nazionale, quasi 1,9 quelli mancati in Liguria. Le nostre attività economiche sono ormai al limite e bisognose di una terapia intensiva. Il governo si appresta a varare il Decreto Sostegni, atteso con ansia dalle imprese, ma la bozza attualmente circolante, se confermata, rappresenterebbe una beffa per molte imprese. Sebbene sia positivo il superamento del codice Ateco come criterio di selezione delle imprese, troviamo inaccettabile il colpo di spugna sulle perdite subite dalle imprese nel 2020 e mai ristorate. Chiediamo che si corregga la linea: ci sono migliaia di imprese in attesa anche in Liguria".

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