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Superbonus, Toti: "Strumento concreto per il rilancio"

l'intervento a Confine
Giovanni Toti

Liguria - “Il superbonus 110% è un esempio concreto e funzionale delle politiche di cui abbiamo bisogno per il rilancio del sistema, è una parte di quello che dovremo fare nel prossimo futuro costruendo un sistema coerente di strumenti per far ripartire l’Italia e l’Europa”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti intervenendo in videoconferenza al convegno Superbonus 110% organizzato dal Laboratorio ConFinE dell’Università di Genova.
Il superbonus 110% è una agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che porta al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per specifici interventi che riguardano l’efficienza energetica e gli interventi antisismici. Possono accedere al beneficio anche le Arte (Aziende territoriali per l’edilizia residenziale) per intervenire su edifici Erp. Il superbonus offre l’opportunità di operare una importante riqualificazione energetica del patrimonio abitativo di edilizia residenziale pubblica. La condizione per accedere è il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio con interventi che riguardino l’isolamento termico e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Hanno diritto al beneficio anche gli interventi di sostituzione di serramenti o l’installazione di pannelli fotovoltaici, oltre agli interventi di miglioramento antisismico.
“Il superbonus è strategico - prosegue Toti - perché contribuisce a iniettare risorse in un settore strategico per l’economia, l’edilizia, in una fase in cui l’investimento privato è diventato molto più fragile a causa delle incertezze sul futuro e in un contesto, quello europeo, già debole in partenza dal punto di vista economico. Inoltre, interviene su uno di quelli che devono essere i motori della nostra economia del presente e del futuro, ovvero il filone della transizione green. Si tratta, quest’ultimo, di uno degli ambiti che avrà un impatto decisamente importante in particolare nella nostra regione, penso all’elettrificazione delle banchine e alla logistica green”.
“Lo strumento del superbonus ha poi valenza per quanto riguarda le politiche abitative pubbliche, e si inserisce nella necessità di ridisegnare l’offerta abitativa pubblica del nostro Paese di fronte ai bisogni dei cittadini e alla necessità di risposte abitative – spiega Toti - Grazie a questo strumento, nella sola Liguria, si può prevedere la riqualificazione energetica del 60% del patrimonio abitativo di proprietà e in gestione, cioè circa 12mila dei circa 20mila alloggi di Erp regionali, con investimenti per oltre 300 milioni di euro”.
“Allargando poi lo sguardo - aggiunge il presidente -, è necessario inserire uno strumento come il superbonus in un sistema più ampio, coordinato, coerente e funzionale: in questa fase è in corso la riprogrammazione dei fondi strutturali europei sul sistema regionale. Siamo quindi in una fase straordinariamente importante per la programmazione economica di finanza pubblica: speriamo di vedere presto la definizione del Recovery fund a livello europeo, e direttamente collegato a esso la riprogrammazione di fondi europei. Tutto questo deve essere gestito in modo armonico. Abbiamo di fronte anni decisivi: se sommiamo i fondi del Recovery fund, quelli della riprogrammazione dei fondi europei, più il deficit e il debito prodotto dagli scostamenti di bilancio, abbiamo di fonte una quantità di denaro mai vista prima, addirittura tre volte il piano Marshall – puntualizza - ma non abbiamo un meccanismo di spesa, di indirizzo, controllo e programmazione all’altezza di quello che possiamo e dobbiamo fare per il rilancio di questo Paese”.
“Gran parte degli investimenti legati ai fondi europei, compresi quelli del Recovery fund, sono di competenza regionale, ma non è stata ancora strutturata, e mi auguro che il prossimo governo lo faccia in tempi molto rapidi, una governance che ci consenta di andare rapidamente a investire quei fondi secondo le modalità e le tempistiche che sono più utili al sistema, senza che questo comporti un elevato livello di contenzioso, cosa tipica del nostro Paese, e a una velocità di spesa che non può essere certamente quella a cui siamo abituati”.

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