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Lettini e ombrelloni, in spiaggia con le stesse regole del 2020

Lo ha spiegato l'assessore regionale Scajola dopo una riunione con Regioni e ministro Garavaglia: "A oggi vengono ritenute valide le linee guida adottate un anno fa". Oggi un incontro con i balneatori e poi con Anci.

Tema Bolkestein ancora in agenda
Spiaggia di Fegina a Monterosso

Liguria - L'estate 2021 sulle spiagge italiane dovrebbe ricalcare quanto avvenuto lo scorso anno. Lo ha dichiarato l'assessore al Demanio marittimo, Marco Scajola, al termine dell'incontro sull'avvicinamento alla riapertura della stagione con i colleghi delle altre Regioni d'Italia e con il ministro del Turismo Massimo Garavaglia.
Dunque lettini e sdraio distanziati un metro e mezzo tra loro, un’area minima di 10 metri quadrati per ogni ombrellone, misurazione della temperatura all’ingresso e sanificazione frequente di tutti gli spazi comuni.
"A oggi - ha spiegato Scajola - vengono ritenute valide le linee guida adottate un anno fa. Come Regione siamo intenzionati a confermare la possibilità per i Comuni di estendere sino al 70 per cento l'area attrezzata delle spiagge libere attrezzate. Oggi pomeriggio incontrerò i rappresentanti della categoria dei balneatori e presto avremo un incontro con Anci in questo senso, con lo scopo di avere spiagge libere vitali e sicure come lo scorso anno".

Scajola ha ricordato come erano andate le cose nella primavera del 2020. "Il governo lanciò le linee guida Inail che immediatamente contestammo unitariamente come Regioni perché quei criteri risultavano inapplicabili per molti: in Liguria avremmo assistito alla mancata apertura da parte del 40 per cento degli operatori. Pertanto proponemmo linee guida che il Governo, con grande senso di collaborazione, recepì. E i risultati, anche grazie al lavoro fatto insieme ai Comuni, sono stati ottimi e nessuna spiaggia è stata chiusa per problemi legati al Covid. Oggi ripartiamo da lì, con la possibilità di migliorare ulteriormente".
Tra le proposte che saranno avanzata da Scajola e dagli altri portavoce delle Regioni ci sarà quella di permettere l'ampliamento degli spazi demaniali a disposizione di bar e ristoranti che si trovano su aree di proprietà del Demanio marittimo. "Come prevede il decreto del governo, gli stabilimenti balneari potranno riaprire dal 15 maggio e l'intenzione è quella di dare ai Comuni la possibilità di concedere maggiori spazi, anche gratuitamente, a quelle attività che per mesi hanno subito gli effetti della crisi e delle chiusure", ha aggiunto l'assessore.

Scajola ha riferito anche del dibattito che si è svolto nel corso della riunione sul tema della direttiva Bolkestein: "Si tratta di un tema che ci portiamo dietro dal 2007 senza che nessun governo sia riuscito ad affrontarlo in maniera risolutiva. Siamo fermi a una legge del 2018, ritenuta non valida in alcune sedi. Serve una legge che chiarisca: non si può attendere altro tempo. Lo Stato deve dire se le concessioni demaniali sono estese al 2033 oppure no. Tutte le Regioni considerano valida questa norma, ma lo Stato deve chiarire la situazione. Per questo chiederemo unitariamente come Regioni di farci sapere a che punto è il confronto con l'Unione europea sulle concessioni demaniali marittime: ci risulta che il tavolo non sia stato nemmeno. Spesso si addita l'Europa come responsabile dei problemi, ma bisogna chiedere e dialogare: solo così si può ottenere qualcosa di importante. Spagna e Portogallo lo hanno fatto, dieci anni fa. E non si trovano nella condizione in cui ci troviamo oggi come Paese. Serve una riforma del Demanio marittimo, non è mai stata affrontata da nessun governo, servono certezze per le imprese che lavorano e vivono sul Demanio marittimo. Ci sono state troppe pacche sulle spalle e pochi fatti".

Infine da parte di Scajola un appello "al buonsenso e alla responsabilità" per quanto riguarda l'innalzamento del corso minimo dei canoni a 2.500 euro. "Si tratta di una decisione del governo precedente - ha concluso l'assessore - e pare che questo la voglia confermare, ma così rischiamo di mettere in ginocchio tante realtà, comprese le associazioni di volontariato. Bisogna rivedere questa norma".

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