Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 02 Agosto - ore 18.35

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Lavoro minorile, Coldiretti: "Stop importazioni da Paesi che non rispettano bambini"

L'intervento dell'associazione
Il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa

Liguria - "Dal pomodoro cinese alle fragole dall’Argentina, dal riso birmano alle nocciole turche, dal pesce del Ghana fino ai gamberetti tailandesi: sugli scaffali dei supermercati italiani ed europei sono presenti un gran numero di prodotti extracomunitari ottenuti dallo sfruttamento del lavoro minorile, che finiscono sulle tavole per effetto di una globalizzazione senza regole". Lo afferma in una nota Coldiretti Liguria, sulla base della lista dei prodotti ottenuti dallo sfruttamento dei bambini stilata nella “List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor” del Dipartimento del Lavoro Usa per il 2020. "Dal Sudamerica all’Asia fino all’Africa - si legge ancora nella nota dell'associazione - 112 milioni di bambini e adolescenti sono costretti a lavorare nella produzione alimentare, secondo elaborazioni Coldiretti sui dati dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro. Con gli accordi commerciali l’Unione Europea ha favorito l’importazione agevolata, anche in Italia, di prodotti agroalimentari che sono ottenuti dallo sfruttamento dei bambini, e a preoccupare ora è anche l’accordo di libero scambio che l’Unione Europea sta trattando con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) su alcuni dei quali gravano pesanti accuse del Dipartimento del lavoro Usa per sfruttamento del lavoro minorile".

“Sono un numero inconcepibile, - affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - i minori che, ancora oggi, vengono impiegati per la coltivazione o la produzione di molti cibi che finiscono sulle nostre tavole, a volte addirittura spacciati per italiani grazie alla mancanza dell’obbligo dell’etichettatura d’origine che interessa ancora circa un quinto della spesa alimentare. E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro e la salute. Consigliamo di preferire sempre, per le proprie scelte d’acquisto, la filiera corta direttamente in azienda, bottega o presso i mercati di Campagna Amica Liguria, per essere sempre sicuri della qualità e provenienza, sostenendo, allo stesso tempo, economia e occupazione territoriale. È necessario inoltre un cambio di passo a livello comunitario, a partire da una maggiore attenzione agli accordi commerciali con quei Paesi dove si sfrutta il lavoro minorile ed, infine per consentire ai cittadini scelte di acquisto consapevoli, è fondamentale estendere a tutti gli alimenti l’obbligo di indicarne in etichetta la provenienza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




FOTOGALLERY






















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News