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Oss, Corte costituzionale conferma norma ligure su società in house

Sentenza dei togati romani: respinte tutte le questioni di costituzionalità promosse dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

E ora?

Liguria - Le Regioni possono costituire società in house. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale promosse dalla presidenza del Consiglio dei ministri nei confronti degli articoli 5, 6 e 31, commi 1° e 2°, della legge della Regione Liguria numero 31 del 27 dicembre 2019. Una norma che era stata promulgata nel pieno del dibattito per l'internalizzazione dei servizi svolti dai 159 Oss che operano nelle strutture della Asl 5 per conto di Coopservice.

Immediato il commento del consigliere regionale Davide Natale, esponente del Partito democratico: "Nel mese di marzo scorso un’importante onorevole del centrodestra chiedeva, in maniera retorica, ai rappresentanti liguri del Movimento cinque stelle e del Pd di commentare la decisione da parte del Governo di impugnare la legge regionale della Liguria che prevedeva la possibilità di costituire società in house che abbiano per oggetto attività di produzione di beni e servizi anche riguardanti le attività logistico-alberghiere comprendenti servizi socio-sanitari, socio-assistenziali e ausiliari. Ora chiedo io a Toti e agli esponenti regionali e locali di Cambiamo cosa intendono fare visto che che la Corte costituzionale ha respinto il ricorso del Governo. Ora la società si può fare, si farà?
Se la scelta di approvare la legge era dettata da vera convinzione e non segnata da opportunismo politico, oggi è il momento di agire. La sentenza ha fatto chiarezza mettendo la parola fine alla querelle oggetto di moltissimi interventi pubblici. Propongo che vengano convocate le organizzazioni sindacali e si affronti questo problema in maniera definitiva", conclude Natale.

Secondo il presidente del Consiglio, rappresentato dall'Avvocatura dello Stato, la norma ligure interviene "in un ambito – la disciplina delle società in house – che appartiene alla “tutela della concorrenza” di competenza “legislativa esclusiva statale”" e inoltre "fa presente che la disposizione in esame è in contrasto con i vincoli di scopo e di attività" fissati dall’art. 4, commi 1 e 2, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), nella parte in cui consente la costituzione di società in house "riguardanti le attività logistico-alberghiere comprendenti servizi socio-sanitari, socio-assistenziali e ausiliari".

I giudici romani hanno rilevato che l’articolo 31 della legge regionale impugnata dispone che aziende ed enti del Servizio sanitario regionale (nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 - Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), "possono costituire società in house che abbiano per oggetto attività di produzione di beni e servizi strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche riguardanti le attività logistico-alberghiere comprendenti servizi socio-sanitari, socio-assistenziali e ausiliari".
Disposizioni che, secondo la presidenza del Consiglio, sarebbero "costituzionalmente illegittime perché interverrebbero in materie riservate alla competenza legislativa dello Stato". Non si sono trovati d'accordo i togati, che hanno sottolineato come al ricorrente spetti "l’onere di individuare le disposizioni impugnate e i parametri costituzionali dei quali lamenta la violazione, svolgendo una motivazione che non sia meramente assertiva".
L'Avvocatura dello Stato, invece, rileva la Corte costituzionale, "si limita a denunziare l’invasione, da parte del legislatore regionale, della competenza legislativa esclusiva dello Stato nella materia "tutela della concorrenza", con affermazione priva di idoneo supporto argomentativo".
Nel dichiarare inammissibili tutte le questioni poste, i giudici affermano che la norma regionale censurata "si limita ad affermare che enti ed aziende del Servizio sanitario «possono» costituire società in house, ma «nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175» e nell’ambito di attività che vengono circoscritte ai «beni e servizi strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali»; si tratta, pertanto, di una previsione che, in sé considerata, sembra ricalcare espressamente il vincolo di scopo già stabilito dal legislatore statale".

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