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Nursing Up Liguria: "Strumentale definire No Vax gli infermieri non vaccinati"

"Gogna mediatica"

Liguria - "Ci preme ancora una volta sottolineare che definire No Vax’ chi non si è ancora sottoposto a vaccinazione è quanto di più forviante e strumentale ci sia in un momento così delicato. Questo tipo di comunicazione sta alimentando una campagna di gogna mediatica nei confronti di colleghi che non hanno certamente la visibilità destinata ad altri personaggi ormai diventati ‘pubblici’”. Lo afferma in una nota Enrico Boccone, segretario Sindacato Nursing Up Liguria.

"Nelle dichiarazioni sui 400 infermieri del San Martino ancora non vaccinati - prosegue - si omette un dato fondamentale: ovvero quello dei 512 infermieri risultati positivi al tampone da agosto 2020 a fine febbraio 2021, corrispondente a poco meno del 50% del numero totale di dipendenti contagiati nel periodo di riferimento nell’intero Policlinico. Ancora una volta, gli infermieri risultano essere la categoria maggiormente esposta e quella a pagare il prezzo più alto. La maggior incidenza dei contagiati è riferita ai mesi che vanno da ottobre a metà gennaio. Le indicazioni del SAGE (OMS) prevedono che in presenza di scorte limitate di vaccini, le persone con Pcr positiva nei 6 mesi precedenti, possano scegliere di ritardare la vaccinazione fino alla fine di questo periodo.
Inoltre, il Ministero della Salute, in una recente circolare, inviata tra gli altri, anche agli Assessorati regionali alla Sanità, ed avente come oggetto “ Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2”, cita testualmente: Visto il parere espresso dal Gruppo permanente sull’infezione da SARS-Cov-2 del Consiglio Superiore di Sanità, trasmesso alla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute con nota protocollo n. 477-03-2021- DGOCTS, conforme a quello espresso da AIFA in data 23/02/2021, si rappresenta che è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 ( decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa. …omissis. Alla luce di quanto esposto ci chiediamo come avrebbero potuto vaccinarsi la maggior parte di quei 512 positivi, non essendo ancora trascorsi i 6 mesi raccomandati".

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