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Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio - ore 22.36

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UN CUORE ENORME E UN PUNTO DI PLATINO NELLA SERATA PIU' DIFFICILE | Foto

Serata di gala al vecchio 'Picco': Farias sfida la capolista Inter, lanciata verso lo Scudetto che va sotto e pareggia fortunosamente. Sul palo e contro un super Provedel i tentativi di Lautaro ma il muro aquilotto regge. Carattere ed abnegazione.

lo spezia sale a 33
Esultanza

La Spezia - SPEZIA-INTER 1-1
Marcatori: 12'pt Farias; 38'pt Perisic

SPEZIA (4-3-3)
SPEZIA (4-3-3): Provedel; Ferrer (1'st Vignali), Ismajli, Terzi, Marchizza (33'st Dell'Orco); Maggiore (39'st Leo Sena), Ricci, Estevez; Agudelo, Piccoli (17'st Galabinov), Farias (33'st Gyasi). A disp. Zoet, Acampora, Agoume, Gyasi, Capradossi, Chabot, Pobega, Verde, Dell'Orco, Leo Sena. All. Italiano

INTER (3-5-2)
Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen (28'st Sanchez), Perisic (28'st Young); Lautaro Martinez, Lukaku. A disp. Padelli, Radu, Gagliardini, Vecino, Sensi, Ranocchia, D'Ambrosio, Darmian, Pinamonti. All. Conte

Arbitro: Daniele Chiffi di Padova
Assistenti: Salvatore Longo di Paola e Matteo Bottegoni di Terni
Iv Uomo: Manuel Volpi di Arezzo
Var: Paolo Valeri di Roma 2 e Avar: Alessandro Giallatini di Roma 2
Recupero: 0'(pt), 4'(st)
Ammoniti: Marchizza, Estevez

PRE-PARTITA
20.25 - Venne così il giorno in cui la capolista Inter calò al "Picco" in una settimana non banale visto che il calcio mondiale ha rischiato (e rischia ancora) il terremoto diplomatico. Nerazzurri in campo coi titolari, Italiano si affida ad un mini turnover: nell'undici di partenza ci sono Marchizza, Terzi, Ferrer, Farias, Estevez, Agudelo e Piccolo. E mentre Handanovic e compagni hanno terminato il riscaldamento hanno appreso la notizia che a Milano i cugini rossoneri hanno perso in casa per 2-1: il Sassuolo vince con una doppietta di Raspadori.

20.40 - Criticata per il gioco espresso, la squadra nerazzurra è però una schiacciasassi e il pareggio di Napoli è stato soltanto l'ultimo esempio della consapevolezza e della solidità dei giocatori a disposizione di Conte. Un gruppo che sa anche aspettare per colpire l'avversario: basti pensare che ha segnato 10 degli ultimi 12 gol in Serie A nei secondi tempi. L'Inter, che dall'inizio partirà con gli stessi del Maradona escluso Perisic, con 48 reti nelle riprese è la squadra più prolifica in questo campionato nella seconda parte di gara. Lo Spezia (con ben 41 gol incassati) è invece la peggior difesa dal 46° in poi.

PRIMO TEMPO
Sono sogni proibiti di una notte di primavera quelli di Vincenzo Italiano e del suo Spezia, chiamato a vedersela con la prima della classe, con in tasca il 19esimo scudetto. Possesso Inter, Brozovic viene a prendersi la sfera all'altezza dei difensori per uscire dalla marcatura e dal pressing che lo Spezia porta con tutti i suoi attaccanti e le mezze ali. E' un giropalla su ritmi non eccelsi quello dei nerazzurri, lo Spezia cerca le misure per tenere i reparti vicini, per correre in modo organico senza mai dover perdere la concentrazione contro le bocche da fuoco in maglia nerazzurra. L'Inter non forza nulla, lo Spezia vuole ordine e reattività e alla prima sortita offensiva passa: partendo da sinistra Agudelo serve dalla parte opposta Farias che esce dalla marcatura di Hakimi e converge per poi far partire un destro, apparentemente innocuo. Non per Handanovic che conferma il suo brutto momento e dopo l'infortunio di Napoli la combina grossa anche al Picco. La palla arriva centrale ma forte e soprattutto col rimbalzo in faccia: quel che beffa il capitano nerazzurro è il fatto che la traiettoria scenda d'improvviso e lui sembra non saper come coordinarsi per fermare la conclusione. Minuto 12, torna al gol l'ex cagliaritano, non festeggiava da gennaio in casa della Roma.

Anche l'Inter porta il pressing, Hakimi è l'uomo in più di Conte.
E' un gol che sorprende chiunque e che obbliga l'Inter ad uscire dal guscio alzando il baricentro e il ritmo: anche Conte, che aveva osservato a braccia conserte l'andamento della gara in sostanziale silenzio, inizia ad agitarsi e a guidare i suoi giocatori. Grande attenzione sarà necessaria soprattutto sulla fascia destra dove Hakimi, esattamente come fu all'andata, è l'uomo in più. Ci vogliono la dedizione di Maggiore e Marchizza per tentare di arginare la sua furia: l'ex Borussia, cercato continuamente dallo stesso Eriksen, non a caso è il più forte esterno al mondo e Barella che lo affianca quando l'Inter attacca, prova a supportarlo. Lo svantaggio non sembra comunque cambiare il modo di stare in campo della capolista che vuole cercare gli spazi con la qualità e la velocità del giropalla mentre lo Spezia fatica a sporcare le giocate altrui e dalla cintola in su si vede poco: sulla mancina più che dall'altra parte anche perché Farias sembra in serata. Un suo traversone al 31' per poco non trova pronto all'appuntamento Roberto Piccoli, tallonato da Skriniar che si alterna con De Vrij nella marcatura: è però un colpo di coda solitario perché lo Spezia è costretto a difendersi sotto i colpi di un Inter che piano piano carbura.

Pareggio sporco ma l'Inter è questa: Perisic fa l'1-1
Il vantaggio aquilotto si cancella così al 38' con azione che, guarda caso, si sviluppa sulla destra con cross al centro che Perisic, nel corpo a corpo con Ferrer, tocca con le parti basse verso la porta: Provedel è lì, smanaccia fuori ma la palla finisce di nuovo sui piedi del centrocampista che resiste al dolore e insacca alla sua 200esima in maglia Inter. Anche il diggì Marotta, seduto in tribuna centrale vicino al vice-presidente Javier Zanetti e all'ex Piero Ausilio, esulta per un gol che non fa che confermare la solidità di un gruppo destinato a vincere. Sulla regolarità del gol l'arbitro Chiffi, buona la sua direzione complessiva, non ha dubbi e non chiede pareri alla Var ma effettivamente non sbaglia la valutazione: al momento di ricevere la palla il mediano di Spalato era dietro la linea della palla. Pareggio sporco ma l'Inter è questa e non c'è da meravigliarsi: brutta ma cinica, difettosa epperò consapevole. La colpa dello Spezia è quella di non essere riuscito a fermare Hakimi ma per il resto difficile muovere critiche per come Terzi e compagni stanno in campo.

SECONDO TEMPO
Giocare alla morte sapendo che ci vogliono tutte le componenti per prosciugare le vie d'accesso di un Inter che nella prima frazione è curiosamente mancata nei suoi uomini d'attacco. Le statistiche però dicono molto di questa squadra capace di mettere in porta nei secondi tempi 10 degli ultimi 12 gol in Serie A: con 48 reti nelle riprese è la squadra più prolifica in questo campionato nella seconda parte di gara. Si riparte proprio da uno di loro, quel Lautaro Martinez che, servito in verticale come piace a lui, scarica un diagonale a posizione defilata che costringe Provedel alla parata in due tempi. Guai a perdere la testa e ad abbassarsi troppo, quando succede l'Inter porta al limite dell'area mezza dozzina di giocatori, pronti ad avventarsi sulle seconde palle. Italiano si sgola, telecomanda nome per nome i suoi calciatori, sia nella fase offensiva che quando c'è da organizzare gli uno contro uno. Nel tiro-cross di Perisic al 13' c'è la prontezza di Provedel che poteva cadere in errore vista la strana traiettoria presa dal pallone durante il volo.

Spezia stanco, l'Inter prova ad approfittarne. Ma Provedel rimedia all'errore-monstre di Ismajli.
Verso l'ora di gioco inizia a farsi sentire anche il fattore stanchezza, Italiano vuole che gli attaccanti non smettano mai di portare pressione e fa sedere Piccoli per inserire Galabinov. Anche Maggiore è sulle gambe e Marchizza si trova spesso costretto a destreggiarsi fra due giocatori mentre Provedel al 19' esce male su un cross basso di Barella che attraversa tutta l'area e giunge a Perisic: il suo sinistro di prima intenzione non inquadra lo specchio. Al 22' arriva il pasticciaccio che può compromettere la prestazione: Ismajli, fino a quel momento vicino alla perfezione, dosa malissimo il passaggio all'indietro per Provedel e Lukaku si impossessa della sfera volando verso la porta. Il portiere aquilotto gli si fa incontro e gli prende il tempo, intuendo la sua scelta di dribblarlo e bruciando quella che sembrava una sentenza scritta: la palla torna proprio a Lakuku che stavolta di potenza trova ancora un muro che si chiama Ivan Provedel. Ora l’Inter fa paura e l’estremo aquilotto ripeterà ancora su Skriniar, praticamente sulla linea di porta. Due minuti dopo il difensore kosovaro sbaglia ancora e stavolta è costretto a rincorrere Lautaro Martinez cui toglie la palla del 2-1 con una scivolata provvidenziale. I cambi dell'Inter coinvolgono Sanchez e Young, subentranti a Eriksen e Perisic per provare a sfondare il muro aquilotto. Non bisogna pasticciare, non bisogna perdere lucidità e infatti arrivano anche i cambi dello Spezia: Dell'Orco, Gyasi e poi anche Leo Sena per gli ultimi palpitanti minuti di gara.

Cuore, orgoglio e super Provedel. L'Inter ci prova in ogni modo ma lo Spezia strappa l'1-1
Guai a perdersi, a sbagliare uno stop o un cambio di marcatura, perchè poi quando succede, minuto 34, Lautaro Martinez si avventa su una palla e calcia con un destro da liutaio che scheggia il palo sinistro. L'Inter scodella corner a non finire (8-0) ma sui centimetri lo Spezia c'è. Basta una verticalizzazione per andare in porta, è un marchio di fabbrica delll'Inter di Conte che al 40' segna con Lukaku dopo una sgroppata sensazionale di Hakimi che però viene fermato perchè partito in fuori gioco: sospiro di sollievo per gli intimi ma la gara è ancora lunghissima. Lo stesso succederà dopo a Lautaro che aveva comunque mandato la palla a fil di palo dopo un'arringa veloce, altro pezzo di bravura del "Toro". Finale al cardiopalma, l'extratime si vive con tanta, troppa tensione perché la sfera brucia fra le 'fette' dei giocatori in maglia bianca, vicini ad un risultato storico e preoccupati di non piangere sul gong. La chiusura di Vignali in pieno recupero ricorda quella del finale playoff col Frosinone mentre Provedel è intelligente a non uscire su un pallone in area, aspettando che Lukaku raccolga e calci da posizione pressoché impossibile anche per uno come lui. L'ultimo brivido lo porta ancora Lautaro che si coordina per un tiro definitivo che, smorzato dalla difesa, finisce in braccio a Provedel. Finisce 1-1 in Viale Fieschi, lo Spezia si prende un punto nella serata più difficile rispondendo al pareggio del Toro a Bologna, al 2-2 fra Genoa e Benevento mentre il Cagliari rispetta i pronostici vincendo a Udine. E' ancora lunga e la prossima fermata si chiama "Marassi".

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