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Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio - ore 22.36

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Prolungata la "bolla", metà preparazione già sprecata

In assenza di nuovi positivi, la squadra ne uscirebbe solo il 31 luglio prossimo. Ovvero a secondo ritiro già iniziato. Per Thiago Motta impossibile fare lavoro tattico, a rischio anche l'amichevole contro la Sampdoria.

difficoltà oggettive
Ritiro di Prato allo Stelvio 2021

La Spezia - Il timer si è azzerato nuovamente ieri mattina. I tamponi mattutini, che vengono svolti da protocollo ogni 48 ore, dimostrano come la coda del focolaio Covid in seno al gruppo squadra dello Spezia non sia ancora terminata. Un calciatore e tre tecnici positivi, tutti asintomatici, si aggiungono alla lunga lista dei tesserati aquilotti in isolamento. E i dieci giorni di "bolla" ripartono: se non ci saranno nuove brutte notizie dai tamponi, si chiuderà il prossimo 31 luglio.
Ciò significa che lo Spezia uscirà dal guscio protettivo imposto dalla FIGC quando il ritiro di Ronzone in Val di Non sarà già iniziato da tre giorni. Ventiquattr'ore dopo la programmata amichevole contro la Sampdoria del 30 luglio a Cles, l'unica organizzata contro una squadra della stessa categoria. In punta di regolamenti giocabile dagli aquilotti (almeno da quelli con tampone negativo), ma di fatto a forte rischio di svolgimento per ovvi motivi di opportunità.

L'ultimo giro di test è quello che sancisce lo sconvolgimento totale del periodo di preparazione estiva. A cui Thiago Motta aveva lavorato presentandosi per tre giorni di seguito in sede all'alba e uscendone solo a tarda sera. Per aggiustare un abito che Italiano, ed il suo team manager Panetta, avevano cucito sulle proprie necessità, salvo poi partire entrambi in direzione Firenze a preventivi fatti e acconti saldati.
Saltano anche i due giorni di pausa tra i due ritiri - il 26 e 27 luglio - che si volevano concessi alla squadra. In Val Venosta, chi ha potuto scendere in campo ha comunque lavorato con intensità, seppure a livello individuale. Manca semmai tutta la parte tattica al nuovo tecnico, impossibile anche solo da introdurre quando hai a disposizione una decina di calciatori di movimento al massimo. Che devono obbligatoriamente rimanere a distanza di sicurezza anche sul terreno verde.

La scelta di ritardare l'arrivo dei nuovi acquisti in montagna - Reca, Piccoli, Colley e Kovalenko dall'Atalanta, Frattesi dal Sassuolo, Amian dal Tolosa - è diventata un obbligo. Gli "italiani" hanno comunque potuto continuare ad allenarsi con le rispettive squadre di appartenenza. Ad oggi partirebbero per Ronzone insieme al resto dei loro nuovi compagni. O almeno, a quelli che saranno a disposizione allora. E Motta avrà, si spera, almeno una decina di giorni per lavorare senza impedimenti. Al ritorno alla Spezia, seconda metà di agosto, la seconda dose di vaccino per chi ha già fatto la prima.

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