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Lo Spezia ha ancora voglia di stupire: Thiago Motta

Pecini non si limita a tamponare la falla, ma punta ad aprire un ciclo. Via Melara pronta a dare la prima vera occasione al predestinato, in passato allenato da Mourinho, Gasperini, Blanc, Ancelotti, Emery e Rijkaard.

una scelta coraggiosa
Thiago Motta

La Spezia - C'erano due strade che lo Spezia poteva imboccare dopo lo strappo di giugno. Una era impostare una stagione di conservazione e costruzione, affidandosi magari ad un tecnico di provata capacità in categoria. Uno come Rolando Maran. L'altra era provare ad aprire subito un nuovo ciclo cercando un professionista giovane, con un curriculum magari da costruire ma particolarmente portato per il lavoro con i giovani. Marco Giampaolo poteva essere la sintesi delle due posizioni, ma i suoi tentennamenti hanno presto chiuso la porta.
Così Riccardo Pecini ha deciso di inaugurare la sua gestione dell'area tecnica con una scelta coraggiosa, andando a scegliere uno dei calciatori più significativi dell'ultimo ventennio in Europa per dare corpo alla seconda ipotesi. Quella che meglio si sposa con la rivoluzione americana dei Platek. Lo ha dovuto fare in tre giorni, ma ora la strada sembra presa. Domani dovrebbe arrivare sulla panchina dello Spezia Thiago Motta, 39 anni ancora da compiere. Sarebbe dunque il club di Via Melara a scommettere sul "predestinato" che si diplomò a Coverciano con 108/110 nell'anno di Pirlo e Italiano e che è reduce da un anno sabbatico dopo l'impatto non facile con il professionismo.

Disse sì a Preziosi nell'ottobre del 2019 con il Genoa, fino ad allora in mano ad Andreazzoli, che navigava in brutte acque. Vinse una sola partita delle nove che gli furono concesse, poi l'esonero che seguì la sconfitta nel derby contro la Sampdoria e il 4-0 contro l'Inter. Prima è stato tecnico della Primavera del Paris Saint Germain, club nel quale ha chiuso la carriera e nel quale conobbe Laurent Blanc. Uno dei suoi tanti maestri. Da calciatore ha potuto lavorare con nomi di prima fascia: Emery, Ranieri, Ancelotti, Benitez, Leonardo, van Gaal, Rijkaard. E poi gli "italiani" Gasperini e Mourinho.
Un bagaglio di esperienze che si è riversato nella tesi di Coverciano per la qualifica UEFA Pro, presentata nell'ottobre 2020 e meritevole degli elogi di Renzo Ulivieri. Pare si fosse ripromesso di non subentrare più, di aspettare una chiamata che gli permettesse di plasmare un gruppo a sua immagine e somiglianza a partire dal ritiro estivo. Quella chiamata è arrivata, nelle prossime ore è attesa la fumata bianca. Sarebbe il più giovane tecnico della prossima serie A. Lo Spezia ha ancora voglia di stupire.

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