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Lo Spezia conferma Follo, ma il Comunale sta stretto

Verso il rinnovo della concessione per un altro anno, ma la conferma in serie A porterebbe anche a ripensare gli spazi d'allenamento per la prima squadra. Scartata l'ipotesi di ampliare il Ferdeghini, mentre il Montagna è già occupato.

in prospettiva
Il centro sportivo di Follo

La Spezia - Lo Spezia Calcio non cambia. In parte è perché ad oggi di alternative non ve ne sono. E dopotutto sul Comunale di Follo sono stati fatti tanti lavori in questi anni. Gli ultimi la scorsa estate, quando lo Spezia Calcio ha rivisto gli spogliatoi e le zone di servizio all'interno della tribuna. Un po' per ampliare gli spazi in virtù dei protocolli Covid, un po' per fornire un contesto di decoro massimo in linea con la serie A. Un po' per perseguire un miglioramento anche estetico del complesso, in linea con il curriculum di tanti giocatori che sono arrivati nel frattempo (e che arriveranno in futuro) da contesti di caratura europea. Ma il parco sportivo che sorge sulle sponde del fiume Vara è anch'esso al centro di una riflessione sulle sue potenzialità a lungo termine.
Anche per questo si va verso il rinnovo di un solo anno della convenzione con il Comune valligiano. La dirigenza italiana del club, che ha tenuto i contatti con gli assessori Vezzi e Giacomobono, ha fornito all'ad Nishant Tella e al vicepresidente Philip Platek un quadro della questione strutture di allenamento suggerendo di non cambiare. Se il Ferdeghini, con la sede ed i quattro campi dedicati alle giovanili, ha avuto un impatto positivo sulla proprietà americana, il Picco ed il Comunale di Follo saranno in futuro da rivedere. Il primo con urgenza e per imposizione della Lega di serie A, il secondo per opportunità e in ottica di medio termine.

Un po' ha fatto il logico confronto con l'area del Montagna, anche questa visitata da Tella e Platek che hanno voluto conoscere i dettagli del bellissimo parco sportivo di Viale Fieschi. Una mossa che ha peraltro destato le preoccupazioni dell'atletica, che ha in concessione lo stadio principale. Lo stesso presidente federale Stefano Mei avrebbe manifestato la propria attenzione agli eventuali sviluppi di questo interesse al sindaco Peracchini. E di conseguenza sarebbero arrivate una serie di rassicurazioni dello Spezia Calcio. Il galoppatoio, il campo di sopra, non è nelle mire del club di Via Melara anche se il calcio potrebbe essere nel suo destino.
Così come è stata scartata l'ipotesi di ampliare lo stesso Ferdeghini. La sola trafila della burocrazia legata ai permessi rende i tempi di realizzazione non solo lontani, ma incerti. Qualcosa che in Italia è la norma, ma che diventa difficile da spiegare ad un gruppo di manager statunitensi abituati a lavorare con scadenze programmate. E in questo caso il tempo è denaro anche al di fuori della metafora. Oltretutto c'è la necessità di far allenare lo Spezia dei grandi su un terreno uguale a quello del Picco, quindi in prevalenza naturale, a differenze del resto del centro sportivo che è oggi tutto declinato in sintetico.

"Aperti ad ascoltare ogni proposta, che magari permetta a noi di dare stimolo allo sport giovanile e dilettantistico", diceva la sindaca Rita Mazzi a CDS pochi giorni fa sull'ipotesi lo Spezia voglia rivedere i propri spazi all'interno del Comunale. Tra la pista d'atletica, ormai irrecuperabile, e qualche pertinenza di confine oggi sottoutilizzata, lo spazio per ampliare la zona dedicata al calcio professionistico ci sarebbe. Oggi l'impostazione più moderna per i centri sportivi disegna ampie aree di terreno "giocabile", poi delimitato in maniera modulabile a seconda delle necessità del gruppo squadra. Se ne riparlerà nel corso della prossima stagione, una volta affrontato il caso Picco. "Lo Spezia Calcio, un club di serie A, che viene ad allenarsi nel nostro territorio è un motivo di orgoglio per noi", apre la braccia la prima cittadina.

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