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La salvezza vissuta dal Montetto

In tanti ieri hanno scelto di vivere Spezia-Torino all'esterno dello stadio, con scarsa visuale ma grande partecipazione.

partita intravista
Tifosi al "Monteto"

La Spezia - “Il bello di avere uno stadio vecchio è che puoi ancora riuscire a vedere qualcosa da fuori”. Qualcuno, cercando uno spiraglio fra piante e rovi, ha colto così con ironia il lato positivo di un Picco che presto sarà sottopposto ad una non più procastinabile ristrutturazione, ma che ieri ha regalato alla sua gente un'altra giornata emozionante. Contro il Torino infatti, nonostante gli spalti vuoti, un po' di calore è arrivato ai giocatori anche durante i novanta minuti grazie ai tifosi che si sono sistemati sulla ciclabile del Montetto, per seguire la sfida più importante della stagione il più vicino possibile a Italiano e i suoi ragazzi, incitati a distanza con voce, sciarpe e bandiere.

Una partita vissuta da una prospettiva inedita, dopo una stagione trascorsa incollati a tv, tablet e smartphone. Soffrendo per ogni fallo fischiato contro, trattenendo il respiro per ogni decisione del Var, o imprecando per ogni tiro o passaggio sbagliato di centimentri. Tutto senza mai perdere nemmeno un dettaglio di partite che, in un momento di normalità, sarebbero state invece vissute sugli spalti dove l'aspetto emozionale è da sempre predominante rispetto a quello tecnico-tattico. Come già avvenuto la notte del 20 agosto – altra data entrata di diritto nella storia aquilotta – chi ha scelto il Picco lo ha fatto per dare l'ennesima spinta a una squadra trascinata dal calore della gente fin dalla partenza dall'albergo, ma anche per provare a esorcizzare la tensione di immagini che non tralasciano alcun particolare.
Uno scorcio, quello alle spalle della Curva Ferrovia, che ha regalato solo una buona visuale sul gol di Saponara e i rigori di Nzola e Belotti, ma che ha fatto immaginare gran parte di una partita che col passare dei minuti, grazie al poker spezzino, ha fatto sciogliere ogni preoccupazione avviando la festa promozione che ha poi invaso le strade.

Una scelta di cuore, che ha coinvolto anche tanti bambini e giovanissimi, in antitesi a chi vorrebbe imporre riforme nel calcio per vincere un'improbabile competizione con i videogiochi. Dualismo che almeno qui al momento non si pone, visto che proprio la promozione di nove mesi fa e la salvezza di queste ore hanno avvicinato allo Spezia tantisismi ragazzi e ragazze, contagiati da una passione che non è stata mai scalfita dalle tante vicissitudini del passato e che ora attende solo di essere riportata sui gradoni del Picco per un'altra stagione di Serie A.

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