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La Super League non passa dal Picco, l'Inter pronta a ritirarsi

dopo l'addio delle sei inglesi
The Super League, l'Arsenal si ritira

La Spezia - "Abbiamo fatto un errore e vi chiediamo scusa". Il primo club a rompere un silenzio di imbarazzo è l'Arsenal, 135 anni di storia del football. Seguendo le anticipazioni di stampa, delle sei squadre inglesi che avevano aderito al progetto The Super League solo due giorni fa, dopo la mezzanotte non ne rimane neanche una. I Gunners rivolgono una lettera di pentimento ai propri tifosi: "Sappiamo che ci vorrà tempo per riguadagnare la vostra fiducia, ma sappiate che la decisione di aderire era stata fatta per proteggere l'Arsenal".
Poco dopo le due, ora italiana, si fa avanti anche il Chelsea: "Confermiamo di aver iniziato le pratiche per ritirarci dal gruppo fondatore della European Super League. Abbiamo capito che farne parte non sarebbe nell'interesse del club". A farglielo capire, una grande manifestazione di tifosi che ieri ha organizzato un sit in prima della partita di campionato contro il Brighton. Quando arriva l'alba, hanno annunciato l'addio anche Manchester City, Manchester United, Liverpool e Tottenham.

In Inghilterra la pressione dei fan è stata immediata ed energica, almeno quanto quella della politica. Anche in Italia non sono mancate le prese di posizione da parte dei gruppi di tifosi, anche se solo con comunicati rilasciati alla spicciolata. Tuttavia l'effetto a cascata ormai è innescato. La prima a defilarsi sarebbe l'Inter, in ritiro a Lerici in vista della partita contro lo Spezia di questa sera. "Il progetto della Superlega allo stato attuale non è più ritenuto di interesse dall’Inter", batte l'ANSA nel cuore della notte. Sul sito ufficiale ancora nessun comunicato, ma è tutto il progetto Superlega ad evaporare dopo la riunione d'emergenza organizzata alle 23.30 di martedì 20 aprile.
Infine il comunicato di quello che rimane del gruppo fondatore, che suona la ritirata: “Siamo convinti che il calcio europeo deve cambiare. Proponiamo un nuovo corso, perché quello attuale non funziona. L’idea è di consentire allo sport di evolversi, di generare risorse e stabilità. Vogliamo fornire pagamenti di solidarietà a tutte le parti interessate dl calcio. Nonostante la partenza dei club inglesi, costretti a prendere tale decisione a causa della pressione esercitata su di loro, siamo convinti che la nostra proposta è allineata alla legge e ai regolamenti, così come ha dimostrato oggi il tribunale. Date le circostanze del momento, riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l’intera comunità calcistica“.

Squadra e dirigenti dell'Inter seguono tutto dal ritiro del Golfo dei Poeti, dove sono arrivati ieri sera. Per ora i nerazzurri sono nel limbo. Ufficialmente del progetto fanno ancora parte ad oggi Juventus, Milan e Inter per l'Italia e Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid in Spagna. Chi si è maggiormente esposto sono il presidente juventino Andrea Agnelli e l'omologo madridista Florentino Perez. Lunedì pomeriggio, a seguito dello strappo degli scismatici, era andata in scena un'assemblea di Lega di serie A dai toni accesi.

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