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L’impresa di tre giovani universitari spezzini con il mare e l’impegno sociale nel sangue

Poco più che ventenni, hanno reagito al divieto di spostamento, studiando da casa e dedicandosi alla loro passione: sulla storica Classe Meteor che hanno chiamato "Basilico" hanno deciso di fare sul serio. Con un pensiero costante per Patrick Zaki.

Passione vela
Matteo Sampiero, Andrea Onnis e Federico Terenziani

La Spezia - Quando si dice fare di necessità virtù e trasformare una situazione di disagio in un’occasione di crescita. O quantomeno di divertimento. È il caso di Matteo Sampiero, Andrea Onnis e Federico Terenziani, tre studenti universitari che abitano in città e che in città quest’anno sono dovuti rimanere, seguendo le lezioni universitarie da casa e dedicandosi a quella che ormai è più di una passione: la vela.
Dopo anni da istruttori al Circolo della Vela Erix di Lerici – lo sono tutt’ora – e grazie a una serie di eventi fortunati (se così si può dire), i tre velisti spezzini hanno deciso di dividere le loro giornate tra libri e barca. E non una barca qualsiasi, ma uno dei vanti della nautica del made in Italy: una Classe Meteor, un modello storico italiano che, tra le altre cose, ha cambiato produttore proprio in questi giorni. Oggi alla guida della produzione del monotipo c’è infatti Luigi Faliva, un imprenditore lombardo di origine, ma ligure nel cuore, che ha sponsorizzato l’impresa dei tre velisti.
«Abbiamo cominciato l’anno scorso a fare le prime regate con una barca vecchia rimessa a posto da noi con pochi soldi – racconta Matteo, 21 anni, studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche a Gorizia - ma oggi facciamo più sul serio. Per questa nuova imbarcazione, battezzata “Basilico” come tributo al nostro territorio e varata pochi giorni fa sul Lago Trasimeno, dobbiamo dire grazie al nostro sponsor BBC Consultant che ci permetterà di gareggiare a Torre del Greco e a Talamone per il Campionato Italiano e poi faremo la Barcolana a Trieste».
Ma quando nasce l’amore per la vela e come si concilia con lo studio di tutt’altre materie, ce lo racconta Andrea. «La passione per la vela nasce da bambino. Dopo un primo corso, sono entrato nella squadra agonistica e ci sono rimasto fino ai 19 anni. Ho un po’ mollato per l’università, mi sono laureato a ottobre in Scienze Internazionali e adesso sto facendo un master in Cooperazione internazionale. Come mi vedo da grande? – risponde Andrea – Mi vedo sul campo, in un’emergenza umanitaria, ma spero di continuare a coltivare la mia passione per la vela. Probabilmente vivrò in tante città diverse, ma Lerici e il mio golfo saranno sempre il mio porto sicuro per veleggiare con gli amici».
Anche Federico, 22 anni da compiere e iscritto a Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, ha un legame indissolubile con il mare «Ho imparato a camminare in barca a vela, dato che i miei genitori sono da sempre appassionati velisti e poi dai 7 anni di età la vela è diventata il mio sport e poi un lavoro. La vela ha tante varianti – svela Federico – è anche un ottimo modo per divertirsi e passare del tempo con gli amici. Nell’ultimo anno poi, dovendo stare a Spezia, ho ricominciato ad andare in barca con costanza ed è stata un’occasione fantastica per staccare un po’ dallo studio e viaggiare per l’Italia. Apprezzo sempre di più il fatto di vivere in una città che ha un rapporto così stretto con il mare – confida infine – Quando sono in mare è come se staccassi con il resto del mondo. Non smetto mai di stupirmi di questo, è come una magia».
E se non bastasse, c’è dell’altro. Tra gli studi a distanza e gli allenamenti in mare, c’è spazio anche per l’impegno sociale. E basta dare uno sguardo a Basilico per capirlo. «Il logo di Mediterranea l’abbiamo messo sul finestrino a prua, quello di One Ocean sui finestrini centrali e quello di Amnesty sarà presto sulla vela – spiega Matteo – In più da pochi giorni abbiamo messo l’adesivo più grosso sulla fiancata con l’hastag Free Patrick Zaki perché vogliamo che si veda bene e speriamo di toglierlo presto perché vorrebbe dire che Patrik è tornato a casa».
Questo impegno attivo – tradotto anche di recente in una raccolta fondi di 1000 euro destinati alla sezione di Amnesty La Spezia di cui Matteo e Andrea fanno parte – avvalora ancora di più l’impresa del giovane team di velisti anche se «la priorità restano gli studi». Ma intanto, anche oggi, li aspetta il mare.

Annamaria Giannetto Pini

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