Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Aprile - ore 23.55

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Isaac Asimov designato al VAR per Lazio-Spezia

Se stendere il braccio d'appoggio in scivolata diventa un fondamentale del buon centrale di difesa e cinque frame video valgono più della capacità interpretativa di un essere umano...

un caso che può fare scuola
Lazio-Spezia 2-1 (2021)

La Spezia - Più demotivante di un rigore dubbio subìto al novantesimo, ci sono forse solo i vittimismi e le dietrologie del giorno dopo. Ricami non necessari, tanto più che nei commenti del dopo Lazio-Spezia solo qualche giornale affezionatamente romano non censura quello fischiato contro Marchizza. Gli aquilotti perdono un punto meritatissimo nella corsa salvezza, che tutti si augurano di non dover rimpiangere. Ma non è solo questo che si è visto all'Olimpico. A voler analizzare bene gli episodi della partita, c'è materiale per i corsi di aggiornamento dell'AIA e anche per una riflessione quasi filosofica.
Il livello degli arbitraggi in serie A è nettamente più alto rispetto a quelli della cadetteria. Chi ha vissuto la serie B nelle ultime otto stagioni lo può dire con cognizione di causa. I fischietti arrivano alla massima serie dopo una lunga gavetta ed un'attenta selezione. E si vede. E poi c'è il VAR, che funziona ed è oltretutto un validissimo calmante dei nervi nel sempre polemicissimo calcio italiano (giocato, parlato e scritto). Però i regolamenti devono aiutare e le linee guida dovrebbero tentare di non cambiare direzione ogni annata. Il fattore umano, quello interpretativo dell'azione nel suo complesso, rimane il contributo decisivo dell'arbitro nell'era della tecnologia. E va sostenuto a monte.

Parliamo del mani in area di Acerbi. Da quest'anno si è convenuto di non ritenere un fallo il tocco con il braccio che sorregga il corpo in scivolata. A meno che gli arti non siano "estesi lateralmente o verticalmente lontani dal corpo", dice il regolamento edizione in corso. In parziale contraddizione con quanto aveva stabilito l'IFAB nel 2019, che invece esplicava il braccio dovesse essere attaccato al corpo. Dalla prossima stagione "se il braccio in appoggio è lontano dal corpo", sarà invece considerato fallo.
Già questo sottile rimpallo terminologico dovrebbe testimoniare come la questione sia complessa e ampiamente discussa nelle sedi apposite a livello internazionale. Nel caso di Lazio-Spezia, il braccio destro esteso di Acerbi tocca il terreno poche frazioni di secondo prima di deviare l'assist di Gyasi. Un assist che avrebbe messo Agudelo in condizione di tirare in porta, con il suo piede preferito di calcio, a non più di 5 metri dalla porta. Se il discrimine per non considerarlo un fallo è il fatto che la mano del difensore della Lazio fosse già poggiata a terra, allora la questione sembra più mutuata dal baseball che dal calcio. Per paradosso, allungare una mano a terra con tempismo rischia di diventare un fondamentale del buon centrale di difesa.

Sul caso di Marchizza sarebbe interessante capire se l'arbitro Giua non conceda inizialmente il rigore per non aver visto il tocco di mano o perché, pur avendolo osservato, non lo ha ritenuto falloso. Nel secondo caso avrebbe semplicemente letto l'azione con la propria capacità di comprenderla nel suo svolgimento. Una prerogativa umana, che pochi istanti di replay non renderanno mai. Quello che si vede è il difensore dello Spezia che viene inizialmente rimbalzato in mischia, poi addirittura spinto via da un compagno ed è infine di spalle quando il pallone gli piove sul braccio. I pochi frame del VAR che a Giua verranno somministrati poco dopo, tagliano tutto il preambolo o quantomeno lo mettono in secondo piano. C'è un difensore che colpisce goffamente con la mano in area (sebbene senza vedere il pallone arrivare).
Il punto qui sembra offerto più da Isaac Asimov nelle sue riflessioni sul rapporto uomo-macchina. In un caso come questo, certamente particolare, provare a leggere solo quei due secondi scarsi che precedono il tocco fornisce un'idea fuorviante. Allargando il campo, se un gruppo arbitrale predilige sempre e comunque la lettura "tecnologica" a quella che gli viene offerta dalla propria esperienza del gioco, il risultato è che tra qualche anno sul campo la quaterna sarà sostituita da un singolo ufficiale di gara che riporti sul campo ciò che viene deciso da remoto. I primi a sperimentarlo potrebbero essere gli assistenti di linea, che ormai troppo spesso non segnalano più neanche i fuorigioco più evidenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News