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Il battesimo di Thiago: "La nostra impronta sarà il gioco collettivo" | Foto

Scelto a sorpresa da Riccardo Pecini, il nuovo allenatore dello Spezia si presenta alla stampa: "Convinto dai dialoghi col direttore, mi piacciono le sfide. Maggiore ed Erlici? Noi proveremo a tenere i migliori".

la prima conferenza stampa
Thiago Motta e Riccardo Pecini

La Spezia - "Dobbiamo rispettare la storia di questo club sia fuori che dentro al campo. Cercheremo di fare sempre un gioco collettivo, quella che sta per iniziare è una sfida interessante che prendo con grandissima responsabilità". L'accento brasileiro sporca solo in misura infinitesimale un italiano quasi perfetto in quello che è il battesimo di Thiago Motta davanti ai giornalisti. L'ex campione di Paris Saint Germain, Inter e Barcellona si presenta così nella sala stampa del Ferdeghini. Misurato ma con le idee chiare, si vede subito l'abitudine al dialogo con la stampa dopo tantissimi anni ai massimi livelli del calcio internazionale. Eppure la modestia pesa tutte le risposte alle sollecitazioni: "Cercherò di fare il meglio giorno dopo giorno per portare in fondo l'obiettivo che ci siamo prefissati. Iniziamo lunedì e già da lunedì dovremo iniziare un lavoro di miglioramento quotidiano per arrivare alle competizioni nel modo migliore possibile. Per pensare al futuro c'è tempo". Si vorrebbe già parlare di mercato ma è chiaro che non può essere questa la circostanza, visto il poco tempo a disposizione e una preparazione tutta da cominciare. Al suo fianco chi l'ha scelto, quel Riccardo Pecini che ha sorpreso tutti visto che il nome di Thiago Motta non era mai balenato nel borsino degli allenatori possibili dopo lo strappo di Vincenzo Italiano: "Abbiamo parlato e condiviso le necessità della squadra, siamo d'accordo e stiamo lavorando per migliorare il livello attuale. Vedrete col tempo i giocatori che arriveranno e quelli che usciranno. Ho avuto un primo contatto coi giocatori nel contesto dei controlli medici, abbiamo parlato delle vacanze, di come stanno e di come affronteremo il lavoro. Non sarà lo Spezia di Thiago Motta, sarà lo Spezia di tutti: sono qui per fare del mio meglio. Abbiamo questo ritiro per introdurre delle consegne, il modo in cui vogliamo giocare. La nostra impronta, la nostra filosofia è il gioco collettivo, non vedo un'altra strada: una squadra pro-attiva, consapevole che davanti avremo delle grandi squadre".

Un ritorno in Italia non scontato dopo i due mesi da dimenticare in sella al Genoa ma su questo si può soprassedere. C'è così tanto da fare: "E' vero che volevo tornare ad allenare, non necessariamente in Italia. Quello che mi ha convinto però sono le cose che mi ha detto il direttore, abbiamo condiviso i nostri pensieri e sono stato molto convinto che era la cosa giusta da fare. La parentesi da allenatore al Genoa? Io penso all'oggi e al futuro, con motivazione ed entusiasmo per iniziare a lavorare con i giocatori e poi vedremo. Mi piacciono le sfide e questa è una bella sfida: per me è una grandissima opportunità, cercherò di fare il mio lavoro, giorno dopo giorno, aiutando i giocatori ad entrare in campo e dimostrare ognuno il suo meglio per il bene della squadra". Inevitabile cercare una reazione del nuovo mister anche su interrogativi più spinosi. E' ancora il calciomercato ade imporre riflessioni e la domanda diventa obbligatoria: "Maggiore ed Erlic hanno mercato, parlerà con loro? Proveremo sempre a tenere i migliori con noi, vedremo sino alla fine del mercato cosa accadrà perchè sappiamo che nel calcio tutto può succedere. Ma la nostra idea è tenere i migliori della rosa". Visti i traguardi dello scorso anno, la filosofia imposta da Italiano, si riparte da uno Spezia all'attacco: "Vincenzo ha fatto un grandissimo lavoro, ora è in un'altra squadra e gli auguro il meglio. Il gioco collettivo sarà la nostra idea di partenza, ora non è il momento di approfondire ma la strada è quella. Tutti devono mostrare il loro valore individuale nel contesto complessivo. Quando ho visto le imprese dello Spezia non mi immaginavo un anno dopo essere qui. Speriamo di continuare così.". Agudelo e Pinamonti furono tra le poche note positive del periodo genoano: potrebbero essere parte del nuovo gruppo di giocatori? "Innanzitutto ringrazio i giocatori che ho avuto, al di là dei risultati contano sempre anche altre cose: il feeling, la convivenza, il rispetto. Ma direi che non è il caso di fare i nomi anche per questioni di strategie di mercato". Sulla finale di domani fra Italia-Inghilttera invece Thiago non ha dubbi: "Italia campione, hanno fatto un grande Euorpeo, ce la faranno anche se davanti c'è l'Inghilterra".

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