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Ultimo aggiornamento: Domenica 11 Aprile - ore 22.34

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Gyasi tuttofare, Nzola l’ombra di sé stesso, Erlic porta sicurezza

Le pagelle
Spezia-Benevento 1-1

La Spezia - Zoet 6 - Ha sicuramente imparato l’italiano in questi mesi e lo si ascolta usarlo per tutto il match. A livello di parate, non gli si chiede granché

Ferrer 5,5 - Sbaglia una quantità impressionante di palloni, solo a tratti si riesce a rivedere il calciatore sicuro che conosciamo

Ismajli 6 - Costretto a giocare troppi palloni, beneficia dell’ingresso di Erlic con cui forma una coppia meglio assortita

Terzi 5 - Al terzo errore di fila in impostazione lancia il gol del Benevento senza riuscire a recuperare (dal 1’st Erlic 6,5 - Porta centimetri e sicurezza, la traversa gli nega il gol)

Bastoni 5,5 - Gyasi è libero dietro Tello, ma lui non riesce a coprire i metri che lo dividono dal compagno (dal 1’st Marchizza 6 - Decisamente rianimata la fascia dalla sua entrata in campo)

Leo Sena 6 - Compassato forse, però di palloni ne spreca ben pochi ed è l’unico che salta il diretto avversario

Ricci 5,5 - Un po’ scolastico per i suoi standard, lui che con i cambi di campo di solito riesce a garantire l’uno contro uno delle ali

Estevez 5,5 - Di palloni gliene passati a decine tra i piedi, ma si va molto poco in verticale (dal 19’st Maggiore 6,5 - Con la sua posizione tra difesa e centrocampo giallorosso diventa l’elemento che produce la maggiore pericolosità dello Spezia nel finale)

Verde 6,5 - Ingabbiato nel primo tempo, nella ripresa trova cross preziosi e un gol fondamentale (dal 40’st Galabinov SV)

Nzola 5 - Non è ancora lui, lento e approssimativo negli stop (dal 13’st Farias 6 - Entra nell’azione del gol, ma poco altro)

Gyasi 6,5 - Oggi ha fatto tutti i ruoli dell’attacco, tanto gioco ed una traversa clamorosa

All. Vincenzo Italiano 5,5 - Mettersi dietro e aspettare l’errore dello Spezia. Ci sono riuscite il Genoa e l’Udinese, per poco non ci riusciva il Parma. Anche il Benevento ci va vicino, pur subendo una rete e due traverse. Ma fino al gol del pareggio l’inerzia della partita sembrava dare ragione a Inzaghi, venuto qui senza velleità di giocare a viso aperto. Perché i bianchi per un tempo gestiscono il pallone soprattutto nella propria trequarti, imbottigliati e pressati alti.
Solo con i cambi inizia a vedersi qualcosa di buono. Verde finalmente servito con qualche libertà può rientrare e mettere dentro di sinistro, ma Nzola non fornisce apporto e allora è tutto sullo spalle di Gyasi l’onere di (provare) a concludere. Lo Spezia insomma si costringe a dove lavorare come un mulo per crearsi un’occasione decente. Ci riesce alla fine, anche più di una volta, ma il gioco in questo momento non vale la candela. E così è un punto che non può soddisfare.

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