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Grazzini: "La Serie A? A me tremavano le gambe già in B..."

L'ex presidente dello Spezia, ora impegnato in ambito politico, ricorda i suoi trascorsi all'interno della società e sul sintetico del Picco: "Oggi le difficoltà sono oggettive e quello dello stadio è un bel problema per il sindaco".

Emozioni e ricordi
Giovanni Grazzini

La Spezia - Nel corso dell'ultima settimana il nome di Giovanni Grazzini (per tutti "Nanni") è assurto agli onori della cronaca politica per l'incarico di commissario provinciale di Forza Italia ricevuto dal coordinatore nazionale Antonio Tajani. Il suo sorriso è indubbiamente uno dei più noti sulle rive del golfo, anche perché Nanni ne ha fatto un modello, una formula: se ti approcci alle persone e alla vita col sorriso le cose non possono che andare meglio. Difficile, se non impossibile, trovare argomentazioni per confutare questa tesi. Ma per tanti, soprattutto tra i più giovani, Grazzini è soprattutto l'ex presidente dello Spezia. Una reggenza di poco più di sei mesi, in un periodo in cui gli equilibri societari e tecnici all'interno della società aquilotta duravano il tempo di un caffè. E' stato allora, però, che molti lo hanno conosciuto, con la sua disponibilità e la capacità di rapportarsi con ogni ambiente, dalla classe dirigente al più semplice dei tifosi. C'è chi di lui ha detto che oltre alla laurea con 110 e lode abbia conseguito anche un titolo all'università della strada, e questa è una delle descrizioni alle quali si sente maggiormente legato. Dai salotti al bar, Nanni si sente a suo agio ovunque.

Cosa le rimane della sua esperienza da presidente dello Spezia a qualche anno di distanza?
"E' stata un'esperienza che rimane e che ha segnato la mia vita. Da bambino andavo con papà e con lo zio Saverio allo stadio, poi ho iniziato a frequentare la curva da ragazzo. Ma mai avrei pensato che si avverasse una cosa del genere: essere alla guida della squadra della nostra città, per un tifoso, è una cosa indimenticabile. Dall'essere un ragazzino che cresce a muscoli e farinata a trovarsi presidente dello Spezia, il passo non è così breve. Inoltre ci sono stati momenti più duri e altri più felici, come la gioia immensa del passaggio del turno in Coppa Italia contro la Roma".

Cosa prova da tifoso e Spezzino a vedere lo Spezia in Serie A?
"Un sogno. Non so quanti di noi potessero pensare di vedere lo Spezia in A, per il momento alla televisione, speriamo presto allo stadio. E' un'emozione talmente grande che non credo qualcuno potesse crederci davvero. Qualche tempo fa ho visto Di Stasio e parlando dell'argomento ci siamo confessati di non crederci ancora sino in fondo. La Serie B sino a qualche anno fa era sufficiente per far tremare le gambe. La A ha colto tutti di sorpresa, ma è stata meritata e l'averla raggiunta inorgoglisce una città intera. Peccato che questo abbia coinciso con la pandemia. Spero di poter vedere una partita della squadra al più presto, sarebbe davvero un altro sogno che si avvera".

Maggiore e molto degli spezzini della prima squadra hanno esordito sotto la sua presidenza. Che effetto le fa vederli giocare con Ronaldo, Ibra e Lukaku?
"Nel corso del mio mandato in effetti mi ero adoperato per valorizzare al massimo i nostri ragazzi. Sono sempre stato dalla loro parte e oggi la loro affermazione riempe non solo me ma tutti gli spezzini di orgoglio. Pensare che di Maggiore di parla anche in ottica Nazionale dà l'idea di quanto si possa ottenere lavorando bene sulle giovanili. A volte bisogna essere un po' più duri, altre più tolleranti, ma sono convinto che per questi ragazzi oggi scendere in campo sia un'emozione nell'emozione. Se penso che a me le gambe tremavano calcando il prato del Picco quando eravamo ancora in Serie B...".

Cosa ne pensa della questione stadio?
"Ricordo il periodo in cui il patron Volpi era particolarmente entusiasta e aveva sondato l'ipotesi di realizzare lo stadio a Marinella. Era molto attento all'aspetto infrastrutturale, ma le cose sono andate diversamente e con la promozione in Serie A le cose si sono complicate. Oggi le difficoltà sono oggettive e quello del Picco è un bel problema per il sindaco. Non dimentichiamo che se lo Spezia sarà confermato in massima serie c'è il rischio concreto di dover ritornare a giocare le partite in casa lontano dal Golfo...".

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