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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Giugno - ore 09.13

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E' TUTTO VERO, LA STORIA SIAMO NOI! | Foto

Dal bagno di folla davanti all’Nh per la prima della famiglia Platek alla bolgia del dopo Torino: lo Spezia schianta i granata con una grandissima prestazione. La doppietta di Nzola certifica la salvezza di un gruppo che è andato oltre i suoi limiti.

miracolo italiano
Esultanza

La Spezia - SPEZIA-TORINO 4-1
Marcatore: 19'pt Saponara, 42'pt rig. Nzola; 9'st rig. Belotti, 29'st Nzola, 38'st Erlic

SPEZIA (4-3-3): Zoet; Ferrer, Terzi, Ismajli, Marchizza; Maggiore, Ricci (11'st Leo Sena), Pobega (23'st Estevez); Saponara (33'st Erlic), Nzola, Agudelo (11'st Farias). A disp. Provedel, Agoume, Gyasi, Bastoni, Erlic, Verde, Dell'Orco, Vignali, Piccoli. All. Vincenzo Italiano

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo (10'st Singo), Nkoulou, Bremer; Vojvoda (1'st Verdi), Rincon, Mandragora, Lukic (17'st Buongiorno), Ansaldi; Sanabria (17'st Zaza), Belotti. A disp. Ujkani, Sava, Evangelista, Baselli, Roderiguez, Verdi, Bonazzoli. All. Davide Nicola

Arbitro: Orsato di Schio
Assistenti: Giallatini e Colarossi di Roma 2
Iv Uomo: Volpi di Arezzo
Var: Mariani di Aprilia; AVar: Di Vuolo di Castellammare di Stabia
Ammoniti Vojvoda, Pobega, Agudelo, Buongiorno, Bremer
Recupero: 2'(pt), 5'(st)
Angoli: 6-3 per lo Spezia

PRE-PARTITA
14.10 - Dopo il pari di Genova per lo Spezia è il match ball numero due questa volta fra le mura del Picco. Contro il Toro è una vera e propria sfida salvezza, con Spezia e Torino appaiate in classifica a 35 punti, senza peraltro dimenticare che i granata continuano ad avere una gara in meno. Italiano sceglie Nzola al centro dell'attacco, con Saponara e Agudelo ai lati. In mezzo al campo la spunta Ricci;, sarà lui ad occuparsi della regia con Leo Sena in panchina mente in difesa coppia centrale Ismajli-Terzi. C'è Zoet in porta al posto di Provedel: la vera novità rispetto alla vigilia è l'impiego dell'olandese. Dal canto suo Nicola ritrova il gallo Belotti dal 1', affiancato da Sanabria. Lukic gioca a centrocampo, in difesa recuperano Izzo e Nkoulou. Spezia in maglia bianca, calzoncini e calzettoni neri, Torino in completo granata. Dirige Orsato di Schio.

PRIMO TEMPO
A rivederla tutta questa mattinata ti sembra già un film. Un film dove la fine della pellicola sembra sia stata tagliata e messo al principio tanto era l'entusiasmo intorno alla squadra e alla nuova proprietà prima del match. C'è voglia di festa all'Alberto Picco ma per poter godere per davvero sappiamo tutti molto bene che cosa deve accadare. Pronti via e Agudelo sgraffigna una palla sul palleggio incerto di Rincon: già al 2' minuto è bravo e caparbio il colombiano a guadagnarsi la palla e trovare la profondità ma una volta giunto quasi sul fondo non trova compagni liberi a rimorchio e ci prova da solo da una posizione troppo angolata per impensierire un Sirigu che aveva ben coperto il primo palo. Lo Spezia è partito comunque molto bene, aggredendo l'avversario sulla prima linea di passaggio mentre i granata rimangono compatti, tutti al servizio di Belotti, capitano e uomo più rappresentativo dei granata, che ingaggerà un duello tutto fisico con Ardian Ismajli. Mentre fuori i tifosi di casa assicurano un contorno rumoroso, il Toro tenta di scuotersi la polvere sulle spalle: dopo una decina di minuti a capire la partita, Nicola nasa scorie post-batosta e ordina il pressing alto, con il chiaro intento di non farsi schiacciare dal giropalla dello Spezia che diventa sempre più martellante.

Saponara e un palo da stracciarsi le vesti. Poi trova il pertugio: avanti Spezia!
Salgono i decibel fuori, aumentano i giri del motore dei ragazzi di Italiano che al 17' confezionano la prima grande occasione della gara: superba la verticalizzazione di Maggiore che serve Saponara in campo aperto mettendolo di fatto davanti a Sirigu. L'ex viola aggira l'estremo difensore granata in uscita, defilandosi un po' troppo e il suo piatto sinistro alla fine non chiude abbastanza la traiettoria incocciando il legno a porta sguarnita: la mente di ogni tifoso aquilotto vola a Genova e quell'errore di Farias che è stato uno dei trending topic delle ultime 72 ore. Ci sarebbe da disperarsi, non fosse che i bianchi continuano a premere sull'acceleratore e al 19' il trequartista aquilotto, ripartendo dalla stessa zona di campo, riceve dallo scatenato Agudelo, punta l’avversario con il suo inconfondibile andamento. Palla sul destro direzione primo palo, colpita rasoterra: Sirigu si tuffa con ritardo, forse coperto e la palla s'insacca. E' l'1-0, meritatissimo, Cairo lascia la postazione assegnata e si sposta nella parte alta della tribuna com'è solito fare mentre Nzola impegna Nkoulou e Bremer con la sua fisicità e la ritrovata fame che tutti aspettavano. Il Toro la mette sul fisico, d'altra parte ha i giocatori per farlo ma davanti ha un avversario coriaceo e determinato a vincere tutti i contrasti, a conquistare tutte le palle vaganti: Maggiore e Pobega sono due stantuffi, Marchizza e Ferrer garantiscono soluzioni e Nzola è tornato Mbala.

Lo Spezia vince tutti i contrasti, Saponara rischia un altro gol spettacolo. Poi Mbala di rigore!
Recrimina e ha ragione Tommaso Pobega, ammonito per niente: il centrocampista aquilotto si prende una pallonata, Orsato gli contesta una mancata distanza che francamente lascia attoniti e lo Spezia ha che di protestare. Ma i bianchi oggi sembrano avere quella forza in più e Saponara sciorina tutto il talento che lo rese l'under 21 più interessante della sua annata: al 39' Nzola sradica dai piedi di Izzo una palla da valorizzare che arriva a Saponara, letteralmente inarrestabile: il tunnel su Bremer gli spalanca la porta e solo un recupero portentoso di Bremer gli sporca la traiettoria della sua conclusione. Qualcosa di simile a Verona, peccato perché sarebbe stato un altro eurogol. Un minuto dopo l'episodio che vale il 2-0: Vojvoda interviene in netto ritardo su Pobega e lo atterra platealmente in area davanti agli occhi di Orsato. Non serve la tecnologia per rilevare il pestone tanto che il Torino non protesta neppure: Nzola spiazza Sirigu e torna al gol dopo oltre un girone, il decimo della sua staione. Che, si spera per lui e per tutti, sia il più importante da quando veste la maglia bianca.

SECONDO TEMPO
Nicola toglie l'ammonito Vojvoda ed inserisce Verdi, Torino col 4-2-4 con il chiaro obiettivo di dare un segnale ai suoi giocatori. Si configura così un secondo tempo completamente diverso, con il Torino che alzerà il baricentro: sta nell'ordine delle cose ma cosa si mangia Nzola in contropiede dopo che Saponara aveva recuperato una palla in difesa e l'aveva condotta sino al limite dell'area servendo al compagno un pallone d'oro: avrebbe dovuto calciare di prima intenzione e invece spostandola sul destro non imprime sufficiente forza e angolazione. I granata ora mantengono il possesso, lo Spezia si difende con ordine e partecipazione da parte i tutti i giocatori. Ma i granata possono tornare in partita anche con un episodio singolo e all'8' accade: nel tentativo di calciare lontano invece di colpire la palla Ferrer colpisce un giocatore del Torino che aveva frapposto la gamba. Penalty ineccepibile che Belotti sigla con freddezza e rimette tutto in gioco.

Belotti di rigore, la partita cambia strada. Mbala la riporta su quella giusta!!!
Allo Spezia serve qualche minuto per digerire la brutta notizia, ci si gioca praticamente la stagione e ogni palla ha un suo valore: ora la palla fra i piedi brucia e sulle seconde palle il Toro surclassa una squadra che ha speso tanto. Nicola nel frattempo opera altri cambi, mette Zaza al fianco di Belotti e alza Ansaldi che se la vedrà col neoentrato Farias cui si chiede di fare bene la fase difensiva come aveva fatto Agudelo: c'è da immaginarsi il sistematico cross da lontano per una delle due punte, gente abile in area di rigore. Lo Spezia si ripropone in chiave offensiva al minuto 18 quando Saponara riceve un pallone complicato, arrivatogli dalla parte opposta dopo essere passato indenne nel cuore dell'area: non sa come andarci e quel che viene fuori è una conclusione sbilenca. O segni o lo prendi, è questo che gira nella testa dei tifosi fuori dal Picco e al 29' su una specie di corner corto battuto da Marchizza, la sfera finisce a Nzola che con il piatto destro indirizza la palla nell'angolo più lontano. E' il 3-1, esplode la tribuna centrale. E' un lunghissimo ed emozionante abbraccio quello che coinvolge tutta la famiglia Platek e la dirigenza aquilotta.

Maggiore, il simbolo di una stagione. Erlic entra e chiude il conto: 4-1. Salvezza storica!
Cuore di Spezia, Giulietto Maggiore: è lui che morde le caviglie di tutti quelli che gli capitano davanti, lui che alla terza partita in sette giorni rischia di far cacciare dal campo Bremer che lo tira giù con un fallaccio. Orsato estrae il rosso ma, chiamato da Mariani, cambia idea dopo aver visto che al Var il fallo è brutto ma non c'è l'intenzione di fare male. Ma la giornata è tutta aquilotta, non c'è niente da fare per il Toro: a metterla in cassaforte e chiudere a doppia mandata ci pensa Martin Erlic, entrato per dare una mano ai suoi compagni della difesa e a Terzi stravolto dai cambi: il cross dalla destra calciato da Farias trova appostato sul secondo palo il gigante croato che gonfia la rete con un colpo di testa in solitaria. Un gol che chiude ogni agonia e dà inizio alla festa dei tifosi proprio mentre Zoet alza sopra la traversa il colpo di testa di Bremer per l'ultima vera azione dello Spezia mentre Sirigu evita di prendere il dodicesimo gol in tre giorni, allungandosi sulla punizione-bomba di Estevez che Maggiore non riesce a ribadire in rete solo per un rimpallo sfortunato. E' finita, davvero: lo Spezia riesce a superare perfino la squadra che ad agosto vinse i playoff in questo stesso stadio. Claudio Terzi capitano e Giulio Maggiore suo vice sono forse gli esempi più fulgidi del vecchio e del nuovo corso di un club agli apici della sua storia. Giusto che la serie A venga riconfermata con una grandissima prova corale documento scritto di quello che si può definire un autentico miracolo sportivo. Grazie mister, grazie ragazzi, orgogliosi di voi.

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