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Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio - ore 22.36

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Dalla stretta di mano con Tella al telefono spento

L'amministratore delegato americano molto infastidito dal caso Italiano-Fiorentina. Fu lui a trattare il rinnovo e a chiamare i Platek per annunciare che l'accordo era stato raggiunto. Facilitare la separazione non è nei suoi piani.

in due settimane
Nishant Tella

La Spezia - Quelli che due settimane fa erano solo segnali, oggi diventano presupposti. I presupposti della rottura tra Vincenzo Italiano e lo Spezia Calcio. Il club che martedì 1° giugno, sedici giorni fa, gli ha presentato un contratto in cui erano soddisfatte tutte le richieste espresse dal tecnico. L'aumento dell'ingaggio, la conferma dello staff (anche degli elementi demansionati) e perfino i benefit che fanno tanto "mondo dorato del pallone". Eppure quel pomeriggio si chiuse senza sorrisi (QUI la cronaca di quel giorno), anche se poi in serata fu fatta filtrare da vari canali una versione conciliante che prevedeva una firma imminente. Avvenuta in effetti il giorno dopo.
Un racconto (QUI l'articolo) che poteva quantomeno reggere il tempo di una stagione calcistica. E invece oggi si conferma forzato e rischia di non durare neanche il tempo di una vacanza al mare. Inutile girarci attorno, i fatti degli ultimi giorni dicono che per Italiano lo Spezia non è più la priorità. Il tecnico ambiva già a fine stagione, lecitamente, a confrontarsi su palcoscenici maggiori. Ma su quei palcoscenici sono andati profili con curriculum più importanti dei suoi: Sarri alla Lazio e Spalletti al Napoli. Il Sassuolo ha infine scelto Dionisi. Poi il caos della Fiorentina ha rimesso tutto in discussione. E ora si tratta, come se nel frattempo nulla fosse successo.

L'elemento in più è che, a ieri sera, Nishant Tella aspettava ancora di poter parlare direttamente con Italiano. Robert e Philip Platek hanno cercato il tecnico a loro volta, ma sono negli Stati Uniti ed è quindi l'amministratore delegato aquilotto il rappresentante diretto del gruppo in Italia. E' lui che il 2 giugno ha stretto la mano a Italiano nella sala dei trofei del centro sportivo Ferdeghini, quella all'ultima porta a sinistra intitolata al compianto Marco Simonetti. Quella dove si sono prese le decisioni più importanti negli ultimi anni. E' lui che ha chiamato New York per annunciare: "deal is done".
Ha impegnato la sua professionalità e la sua faccia insomma. E ora pare che il suo aplomb di manager newyorchese sia messo alla dura prova. Si è occupato di sport in USA, Inghilterra, Danimarca e Spagna ma evidentemente una cosa così non gli era ancora capitata. E per la verità, la situazione che si delinea è un unicum anche per l'Italia. Per questo di facilitare l'eventuale addio di Italiano al momento non avrebbe alcuna intenzione. Posizione rafforzata dal sentimento della piazza, che iniziare a mutare radicalmente rispetto a solo pochi giorni fa. Se esiste un modo per tornare indietro da questo stallo, davvero al momento non si intravede.

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