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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Aprile - ore 21.50

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DUE MANI IN AREA CHE NON VALGONO ALLO STESSO MODO | Foto

Primo tempo equilibrato, la Lazio passa con Lazzari ma Verde in rovesciata inventa il gol più bello della A. Poi Giua battezza come non falloso il mani d'area di Acerbi, a differenza di quello di Marchizza che porterà al rigore che decide il match.

non si può essere indifferenti
La rovesciata di Daniele Verde

La Spezia - LAZIO-SPEZIA 2-1
Marcatori: 10'st Lazzari; 28'st Verde, 44'st rig. Caicedo

LAZIO (3-5-2)
Reina; Marusic, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic Savic (28'st Akpa Akpro), Leiva (32' Cataldi), Pereira (6'st Luisi Alberto), Lulic (6'st Fares); Correa, Immobile (28'st Caicedo). A disp. Strakosha, Alia, Romero, Hoedt, Parolo, Escalante, Felipe, Musacchio, Muriqi, Fares. All. Simone Inzaghi

SPEZIA (4-3-3)
Zoet; Ferrer, Chabot, Erlic, Bastoni (20'st Marchizza); Leo Sena (24'st Agudelo), M. Ricci, Maggiore (20'st Agoume); Gyasi, Piccoli (24'st Nzola), Farias (24'st Verde). A disp. Provedel, Galabinov, Capradossi, Terzi, Pobega, Ismajli, Vignali. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Antonio Giua (Olbia)
Assistenti: Cecconi di Empoli e Scarpa di Reggio Emilia
Iv Uomo: Ghersini di Genova
Var: Guida di Torre Annunziata, Avar Liberti di Pisa
Ammoniti: Chabot, Pereira, Correa, Nzola, Agudelo
Espulso: Lazzeri al 50'st, Correa al 52'
Recupero: 1'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
14.01 - La Lazio per non perdere contatto con la quota Champions League, lontana sei lunghezze ma con una partita ancora da recuperare. Lo Spezia per provare a muovere la classifica anche in giornate sulla carta assai proibitive come quella odierna. Due aquile davanti che prima della sosta avevano fatto bottino pieno: i biancocelesti ebbero ragione dell'Udinese, i ragazzi di mister Italiano si aggiudicavano la gara salvezza contro il Cagliari: una vittoria che ha tenuto la zona retrocessione a -7. Iniziano questo pomeriggio i 50 giorni decisivi per l'avventura in massima serie di Italiano e dei suoi giocatori: senza Ramos (Covid) e Saponara (lungodegente), anche l'argentino Estevez non fa parte della distinta (appena uscito dal virus), così come Mattiello, tornato a lavorare in gruppo ma lontano dalla migliore condizione.

14.10 - Inzaghi recupera Fares e Caicedo ma li manda in panchina: niente da fare per Luiz Felipe e Luis Alberto, quest'ultimo toccato duro in allenamento. Al suo posto c'è Andreas Pereira, mentre in attacco torna titolare Correa accanto a Ciro Immobile. Come si preocnizzava alla vigilia è Marusic a scalare in difesa accanto ad Acerbi e Radu mentre in mediana Leiva la spunta su Escalante. Arbitra l'olbiese Antonio Giua, 33 anni. E' il primo arbitro sardo ad arrivare in serie A. Sei le partite dello Spezia dirette da Giua, per un bilancio di quattro sconfitte e due vittorie bianche. In settimana abbiamo ricordato che diresse l'infausta gara di Crotone (4-1 per i pitagorici). Due i precedenti con la Lazio, con altrettante vittorie biancocelesti: lo scorso campionato 5-1 contro la Spal, nell’attuale torneo 2-1 contro il Sassuolo. Spezia total black, Lazio con la consueta divisa da casa celeste nella maglia, bianco nei calzoncini e nei calzettoni.

PRIMO TEMPO
A cacciar punti anche dove non sarebbe lecito sperare alcuna gloria. Ora che i punti si fanno pesantissimi, ora che inizia un finale in apnea con ben tre turni infrasettimanali in appena 50 giorni, lo Spezia può tenere le distanze da chi è costretto ad inseguire, anche provando a portare a casa risultati importanti su campi altrettanto importanti. Non dimenticano gli aquilotti la partita d'andata, persa per questione di episodi e quell'inesperienza che è peccato non veniale di una debuttante: è passato un intero girone e Italiano spera di aver sistemato ciò che non aveva funzionato, specialmente nei contropiede, una delle specialità dei biancocelesti. Due falli al primo minuto, Leo Sena subisce la francobollatura sistematica e già questo è un ingrediente della partita che a lungo andare potrà influire. Gyasi dà il via a due ripartenze ma Acerbi guida il pacchettro arretrato biancoceleste con autorevolezza, dalla parte opposta per vie verticali, Immobile prova a fare ciò che è nelle sue corde: ballare sul filo del fuorigioco ed attaccare la profondità ma l'uscita di Zoet sui suoi piedi ha il tempismo perfetto e il centravanti della Nazionale si getta a terra abbastanza inspiegabilmente. All'8' la prima grande occasione della partita la porta la squadra di casa: Correa chiede ed ottiene il triangolo ad Immobile che, approfittando della difesa alta e forse nemmeno troppo ben messa, gli regala un rigore in movimento: corpo troppo all'indietro, palla sopra la traversa. Un gol divorato, l'argentino ha tutte le ragioni per disperarsi.

Correa sbaglia un rigore in movimento, lo Spezia si scuote ed inizia a creare. I pugni di Reina fermano Gyasi.
La risposta dello Spezia non tarderà oltre: al 13' avviene nelle forme di un contropiede svelto che porta Farias ad accentrarsi e servire un pallone radiocomandato per Roberto Piccoli (che finisce per allargarsi un po' troppo, subendo il ritorno provvidenziale di Acerbi. Una giocata che dà coraggio e che è preludio ad un momento favorevole agli aquilotti: finalmente la palla gira più veloce e se sulle corsie esterne non si trovano i soliti spazi (Ferrer e Bastoni sono ben arginati ma anche loro lavorano per spegnere i dirimpettai), lo Spezia penetra per vie centrali e al 16' ci vogliono i pugni di Reina per fermare il sinistro potente dal limite dell'area di un Gyasi che non sembra risentire delle fatiche e dei voli aerei degli ultimi quindici giorni. A metà tempo lasciano perplesse le scelte di Giua che prima non punisce con un giallo solare Radu che tocca platealmente la palla con la mano, poi non ha dubbi nell'ammonire Chabot per un fallo a centrocampo. La gara sembra volersi prendere una pausa dopo aver viaggiato su ritmi interessanti.

Davanti a Tella lo Spezia sale in cattedra e finisce in crescendo. Farias inventa, Maggiore vicino al vantaggio.
Inzaghi vuole la verticalizzazione, non vede la solita arrembanza dei suoi calciatori ma sa che basterebbe un golletto come all'andata per togliere delle certezze ad uno Spezia che interpreta la gara in modo ineccepibile. Davanti agli occhi di Nishan Tella, seduto in tribuna centrale, Italiano chiede a Matteo Ricci di usare le bacchette e riprendere in mano lo spartito: prima però lo applaude per come chiude alla perfezione la diagonale su una palla messa al centro dell'area, poi architetta e il pressing coi suoi compagni. Una pressione costante quella aquilotta, un'aggressività ragionata che sporca le idee dei portatori d'acqua della Lazio, costretti spesso e volentieri a forzare la verticalizzazione mentre dalla parte opposta i rifornimenti dalle fasce iniziano a farsi sentire: al 40' Farias tiene vivo un pallone pervenutogli dalla parte opposta, sfida il diretto avversario con le sue finte e scodella morbidamente al centro trovando Maggiore coi tempi giusti. Solo una spizzata quella del goldern boy, la palla esce di un niente alla sinistra di Reina: è la terza occasione nitida degli aquilotti contro una, seppur colossale, dei padroni di casa. Intervallo, lo Spezia c'è, con tutto il suo entusiasmo.

SECONDO TEMPO
Se Inzaghi e Italiano non muovono nulla durante l'intervallo si vede che per il momento sono soddisfatti degli interpreti: la sensazione è che la Lazio preferisca agire di rimessa, contando sull'errore della retroguardia. Lo Spezia deve triplicare l'attenzione perché è certo che gli uomini di Inzaghi oseranno qualcosa di più. Dopo 3' Lazio pericolosa, partendo da sinistra: Correa usa bene il fisico, salta Chabot e scarica un destro potente da posizione però defilata, Zoet ci mette il corpo e non corre grandi rischi. E' soltanto l'inizio di un periodo in cui i padroni di casa fanno sul serio: Inzaghi vuole forze fresce e rinuncia a Lulic per Fares e Pereira per Luis Alberto. All'8' Correa si divora la rete del vantaggio per la terza volta, ma questa volta l'errore è clamoroso perché a tu per tu con Zoet gli tira addosso. Lo Spezia rischia di cadere ancora, i segnali sono eloquenti e due minuti più tardi la Lazio passa: Ricci perde un contrasto con Leiva a centrocampo, la Lazio ribalta velocissima grazie alla corsa di Lazzari che brucia Bastoni e segna la rete del vantaggio con un tiro incrociato che, stavolta, non lascia scampo a Zoet.

Italiano cambia tutto in cinque minuti. La rovesciata vincente di Verde è lo spot alla serie A!!!
Ora serve cambiare, uomini in primis visto che, al di là dello svantaggio, già da inizio secondo tempo gli aquilotti avevano perso campo. Si sentono parecchio gli ingressi di Luis Alberto e Fares, due autentici fuoriclasse che danno quella qualità che alla Lazio era mancata nel prim tempo. Due uscite a kamikaze di Zoet per anticipare l'ultimo attaccante fanno venire i brividi ma alla fine la Lazio non ne approfitta e il risultato rimane ancora in bilico. Italiano opera gli avvicendamenti, tutti in soli 5' perché vuole una scarica di energia elettrica improvvisa: Agoume per Maggiore, Marchizza per Bastoni, più tardi Agudelo, Verde, Nzola, tutti insieme per gli ultimi venti minuti abbondanti. Cambi che danno freschezza e quell'imprevidibilità che era mancata dal ritorno in campo. Finora la cronaca è stato un racconto divertente e ritmato ma niente di trascendentale in fin dei conti: qualche bella giocata individuale soprattutto dai subentrati in maglia biancoceleste. Mai ci saremmo aspettati di vivere e raccontare ciò che avviene al minuto 28: Gyasi lavora una palla sull'out sinistro e la scodella al centro, Verde sfoglia velocemente il manuale del football e si coordina per una rovesciata da copertina che s'insacca sotto il sette: i giovani cerchino Youri Djorkaeff.... Reina e i giocatori della Lazio sono ancora increduli, consapevoli di aver visto, senza ombra di smentita alcuna, il gol più bello di tutto il campionato. La giocata dell'attaccante napoletano è un pezzo di bravura per coordinazione, calcio e quel pizzico di follia che è l'arma degli audaci: ancora in gol all'Olimpico dopo la tazza alla Roma.

L'impresa si ferma davanti alla Var: un rigore che addolora. La Lazio finisce in nove ma vince. Il calcio non ringrazia.
Ora lo Spezia deve far passare i minuti tenendo l'avversario il più lontano possibile dall'area di rigore, nella speranza che non ci sia l'episodio che troppe volte ha castigato Italiano. Ma dietro l'angolo c'è sempre la Var e una situazione in area di rigore che lascia attoniti a tre minuti dal 90': traversone nell'area calda, Marchizza tocca la palla con la mano senza nemmeno guardare, anche perché la stessa arriva dal cielo e lui esce da un contatto con Ferrer che lo spinge ad assumere quella posa in modo causale, totalmente. Non esistendo più il concetto di volontarietà, Giua decide di affidarsi alla tecnologia senza prendere una decisione. La Lazio fa capannello intorno a lui, Guida lo chiama alla Var: alla fine deciderà che quel tocco di mano vale un penalty a questo punto pesantissimo. A Caicedo la responsabilità di segnare un gol che tiene la Lazio in scia Champions, ma non c'è emozione nella sua battuta e Zoet non può nulla. Un gol che uccide lo Spezia ma una valutazione, quella del direttore di gara sardo, che non può lasciare indifferenti anche per chi ne ha viste tante: per molti il pensiero va a quando sull'1-1, lo Spezia preme e Gyasi crossa al centro una palla bassa che Acerbi da terra tocca evidentemente con il braccio, nemmeno si va a rivedere. E' vero che il regolamento dice che se l'arto è appoggiato a terra si lascia correre ma è altrettanto vero che in ogni partita l'interpretazione cambia e il braccio del difensore della Lazio accompagna il movimento... tanto che la palla gli finisce contro... La Lazio esulta ma, in un mondo normale, avrebbe poco da festeggiare, anche per come la butta in rissa nei minuti di recupero: cartellini rossi a Lazzeri e Correa, Inzaghi finirà in nove ma intanto non si gioca più. Non ci saranno i processi alla moviola come per le grandi, ma chi ha assistito ai quasi 100 minuti si porta appresso quegli episodi come macigni. Che come dirà Meluso, amareggiano.

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