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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Giugno - ore 21.32

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Curva Piscina, entro un mese via allo smontaggio

I Platek anticipano la cifra necessaria, ma tratterranno una parte maggiore degli incassi da botteghino. Via ai lavori tra l'ultima settimana di giugno e la prima di luglio.

parte il cantiere del picco

La Spezia - Conto alla rovescia per l'apertura del primo cantiere del nuovo stadio Picco. Tra l'ultima settimana di giugno e la prima di luglio è previsto l'inizio della demolizione della Curva Piscina. In realtà più uno smontaggio che un abbattimento, visto che le parti in calcestruzzo sono minime. Il settore ospiti, omologato oggi per 1.800 posti a sedere, è infatti costruito in tubi innocenti con una tecnica molto in voga negli impianti sportivi italiani tra anni Ottanta e Novanta. Di facile costruzione e costi contenuti, solitamente intesa come opera temporanea ma poi nei fatti diventata parte del paesaggio di tante città italiane.
L'esempio del Picco, che ha quantomeno il resto dei settori in solido cemento, è frutto di diverse rielaborazioni durante gli anni che portò la Curva Piscina ad ospitare anche i tifosi di casa per alcune stagioni. La configurazione attuale è grossomodo quella definita nel 2006, quando lo Spezia Calcio tornò a giocare in serie B dopo 55 anni di assenza. In quell'occasione, oltre all'ampliamento della capienza, fu costruito il tunnel sotterraneo che permette alle tifoserie ospiti di accedere agli spalti direttamente dal parcheggio loro dedicato, evitando pericolose commistioni.

Lo schema utilizzato per finanziare l'opera ricalca quello già sfruttato lo scorso autunno per implementare l'illuminazione e permettere allo Spezia Calcio di ottenere la deroga per ospitare la serie A a casa. Sarà dunque il club a sostenere inizialmente le spese, dopo aver scelto a chi affidarsi per i lavori e aver trasmesso il preventivo di spesa al Comune della Spezia per l'approvazione. La cifra indicativa è di 2 milioni di euro, 700mila in meno rispetto alla previsione che Dontstop Architettura, autori del progetto, aveva messo nero su bianco nel proprio studio di fattibilità. Varrà in ogni caso l'importo a consuntivo.
Se l'amministrazione comunale aveva dovuto rendere la spesa per l'illuminazione alla società, allora di Gabriele Volpi, nelle settimane seguenti la fine dei lavori, in questo caso "il costo degli investimenti effettuati sarà riconosciuto [...] nell’ambito del piano economico finanziario del progetto di fattibilità complessivo". Ovvero del nuovo documento creato tenendo conto della sopravvenuta legge 38 (QUI per approfondire) dalla GAU Arena dell'architetto Gino Zavanella, partner scelto nel frattempo dallo Spezia per disegnare in particolare il rifacimento della tribuna.

Viene però da subito rivisto il comma della convenzione Comune-Spezia per la gestione dello stadio Picco, aggiornata l'ultima volta l'8 agosto 2020, in cui si prescriveva che il "3% sull’importo degli incassi percepiti dallo Spezia Calcio s.r.l. al termine di ogni stagione agonistica" fosse girato a favore di Palazzo Civico. Il nuovo accordo, firmato da Nishant Tella il 29 maggio scorso per conto del club, stabilisce un tetto di 30mila euro a questa cifra.
In particolare "fino alla concorrenza di euro 50.000 annui quale remunerazione del capitale investito (applicazione di un tasso di remunerazione medio del 3%)" e "al di sopra dell’importo di euro euro 50.000 e fino alla concorrenza di euro 120.000 annui quali importi per temporaneo riequilibrio economico e finanziario di periodo 2021-2026 a fronte degli investimenti effettuati". Insomma, lo Spezia inizierà da subito a rientrare, quantomeno parzialmente, delle spese.

E in caso il club volesse in futuro costruire uno stadio proprio, sciogliendo la convenzione per il Picco? L'ipotesi sembra poco realistica visto l'impegno economico che i Platek sono pronti a mettere in campo in questa fase, ma è prevista nell'accordo a scanso di equivoci. Lo Spezia potrà sfilarsi con un anticipo di 6 mesi e a quel punto il Comune della Spezia dovrà liquidargli le spese sostenute. Il costo della Curva Piscina andrà in ammortamento trentennale. Se, per esempio, dovesse costare 3 milioni di euro a consuntivo, nel 2031 avrà un valore residuo di due milioni, di un milione nel 2041 e di 500mila euro nel 2046. Quella sarà la parte che spetterà al club.

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