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Ceccarelli tifa a distanza: "Vai Spezia, segui Italiano e non ti snaturare ora"

A 38 anni ha salvato il Pergocrema, ma ha un desiderio: "Venire al Picco il prossimo anno a vedere la serie A!"

ex capitano
07.09.2013 SPEZIA - CARPI 0-2 CECCARELLI

La Spezia - E' lo spezzino Matteo Figoli, suo compagno di squadra alla Pergolettese, che non manca mai di scegliere la app giusta per seguire la partita. Se gli orari non coincidono con gli impegni della serie C, allora a Crema si crea il siparietto del giovane centrocampista e del capitano Luca Ceccarelli che si piazzano lì a veder giocare lo Spezia in serie A sul tablet. "L'ho seguito tanto in stagione e credo che si meriti di rimanere in categoria. Qualche punto di vantaggio è stato perso per strada, ma più che altro per merito del Cagliari che rimane una squadra importante. Lo Spezia dovrà battagliare fino all'ultima giornata, con fiducia", dice l'ex difensore aquilotto.
A 38 anni Ceckenabuer si diverte ancora. Tre giorni fa ha festeggiato la salvezza dopo un'annata che si era messa bene per la società di Cesare Fogliazza. "Il campionato è andato oltre le aspettative, di fatto eravamo già in buona posizione un mese fa. Poi forse ci siamo rilassati inconsciamente. Fogliazza è un patron con grande passione, non ti fa mancare niente. Ha voglia di consolidarsi e lanciare tanti giovani. Abbiamo raggiunto un traguardo importante, sono davvero orgoglioso. Anche della mia tenuta, ho giocato 24 partite. Finché ci sono gli stimoli, il fisico ancora regge bene...".

Per lei che ha giocato con entrambe, vedere Verona-Spezia in serie A che effetto fa?
“Quando sono arrivato io a Verona, in Lega Pro, comunque la piazza aveva già in testa la serie A come traguardo. Diciamo che era solo una questione di tempo, mancava giusto un po' di continuità societaria che adesso la proprietà attuale ha garantito. Per lo Spezia è sicuramente un sogno, ma anche in questo caso è frutto di un lungo lavoro. Gabriele Volpi dopo il fallimento ha speso tante risorse nel club per portarlo a certi livelli. E poi, come succede spesso, alla fine il risultato è arrivato quando forse si cercava con meno assillo. In un anno molto particolare, sia in generale che della gestione. E comunque lo Spezia ha già dimostrato di poter stare in serie A".

Quanto contano le motivazioni in una fase di campionato come questa?
"Io non mi sono forse mai trovato a lottare per la salvezza così da vicino, dico la verità. Ma più volte l'ho dovuto fare per la promozione: è sicuramente diverso, anche se poi la tensione si assomiglia. Comunque si scende in campo sapendo che hai la possibilità di centrare un obiettivo unico. Lo Spezia è una squadra con tanti esordienti, questo ti dà qualcosa di più a livello di entusiasmo, ma poi rischia di toglierti in fase di gestione. Sicuramente la partita di sabato ha molta più importanza per lo Spezia".

Se dovesse essere uno degli uomini esperti di uno spogliatoio giovane, che parole userebbe con i suoi compagni al debutto?
"Guardate, per il campionato che ha fatto lo Spezia fino ad oggi c'è poco da inventare. Basta continuare sulla stessa linea: allenarsi bene e dare tutto in partita. Qua non si tratta di cercare la strada giusta, perché mi pare che sia già stata imboccata. Ora magari conta tenere alta l'autostima. Gli esordienti possono pagare qualcosa a livello psicologico, ma ci sono certezze a cui aggrapparsi. La prima è l'allenatore, che si vede viene seguito dai suoi calciatori. Vedo certi abbracci a fine partita che non mentono. E poi comunque c'è un capitano come Claudio Terzi, contro cui ho giocato spesso. Sicuramente uno di quelli che sa dire le parole giuste".

Tante avversarie tendono invece a chiudersi in questa fase, pensando soprattutto a non perdere. Una difficoltà in più?
"Lo Spezia ha i punti che ha perché se li è guadagnati in campo. Grazie ad un'identità precisa, che non deve perdere ora. C'è chi si chiude dietro? Per me Italiano non avrebbe neanche gli uomini per fare un discorso del genere, sempre che abbia davvero voglia di snaturarsi. No, lo Spezia è nato per produrre gioco e occasioni da rete. Pedalare e seguire le direttive del tuo tecnico, la ricetta è semplice".

Lei arrivò la prima volta alla Spezia da giovane dell'Inter, in una fase in cui il club milanese aveva una partnership con i bianchi. Dopo quel 2-0 al Milan però, oggi sono i nerazzurri ad essere in debito...
"In effetti quel risultato, arrivato proprio in quel momento del campionato, ha avuto un grande peso nel racconto della stagione. Il Milan, per la prima volta dal dopo lockdown, ha avuto una battuta d'arresto inattesa che magari gli ha fatto perdere qualche certezza. Poi la rimonta è chiaramente merito dell'Inter, ma quella sconfitta è stata potente".

La salvezza significherebbe permettere a tutto un popolo di poter vedere la serie A dal vivo già dal prossimo anno, pandemia permettendo.
"Ci ho pensato più di una volta che mi sarebbe piaciuto vedere il Picco in serie A in questa stagione. Chissà che spettacolo, chissà che atmosfera! Mi sono mangiato le mani come tanti spezzini. Un motivo in più per centrare la salvezza, perché quella gente ha atteso tanto di vivere certe emozioni e si meriterebbe davvero di poterlo fare presto".

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