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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Aprile - ore 21.50

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COME UN GIRONE FA, LA JUVE DILAGA DOPO UN'ORA ALLA PARI

All'Allianz Stadium lo Spezia riesce perfino a migliorare la prestazione d'andata, palleggiando per lunghi minuti meglio dei Campioni d'Italia. Stavolta a cambiare l'inerzia sono gli ingressi di Bernardeschi e Morata poi Chiesa e Cr7 fanno il resto.

Szczesny para un rigore a galabinov
Juventus-Spezia 3-0 (2021)

La Spezia - JUVENTUS-SPEZIA 3-0
Marcatori: 17'st Morata, 25'st Chiesa, 43'st Cristiano Ronaldo

JUVENTUS (4-4-2)
Szczesny; Danilo, Demiral, Frabotta (16'st Morata), Alex Sandro; Chiesa (26'st Ramsey), Bentancur, Rabiot, McKennie (16'st Bernardeschi); Ronaldo, Kulusevski (42'st Di Pardo). A disp. Pinsoglio, Buffon, Dragusin, Frabotta, Fagioli, Peeters, Ake. Allenatore: Andrea Pirlo.

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Vignali, Erlic, Terzi, Marchizza (40'st Bastoni); Estevez, Leo Sena (40'st Agoumè), Maggiore; Farias, Nzola, Gyasi. A disp. Zoet, Acampora, Ricci, Galabinov, Agoumè, Bastoni, Ferrer, Chabot, Verde, Ismajli, Agudelo, Piccoli. Allenatore: Vincenzo Italiano

Arbitro: Juan Luca Sacchi (Macerata)
Assistenti: Colarossi e Di Vuolo
Quarto uomo: Marchetti
Var: Fabbri; AVar: Di Iorio
Ammoniti: Frabotta, Demiral
Note: al 50'st Szczesny para un rigore a Galabinov

PRE-PARTITA
20.30 - All'Allianz Stadium è un'altra gara storica per il piccolo Spezia di Vincenzo Italiano che nella serata di Torino ritrova capitan Terzi, Marchizza, Nzola e Farias: sono loro le novità dell'undici aquilotto. Di contro la Juventus se non vuole perdere ulteriore terreno dalle milanesi, ha un solo risultato: vincere. Tegola dell'ultimo minuto per Andrea Pirlo: nel riscaldamento si ferma De Ligt, che era nell'undici di partenza: gioca Frabotta. Numeri significativi quelli della Vecchia Signora, capace di mantenere la porta inviolata in quattro delle ulrime sei gare di campionato.

20.38 - All'andata fu 4-1 al "Manuzzi" e a ben guardare quella del 1° novembre scorso è stata la prima vittoria per la Juventus in tre sfide contro lo Spezia in tutte le competizioni: in precedenza un pareggio e una sconfitta, arrivati nella celebre cadetteria dell'annata 2006/07. I Campioni d'Italia hanno vinto le ultime cinque gare casalinghe di campionato, segnando sempre almeno due gol (14 nel periodo) e mantenendo la porta involata nelle tre più recenti.

PRIMO TEMPO
Quando il divario è quello che si legge scorrendo le formazioni diventa complicato immaginarsi sorprese. Non che il piccolo Spezia in questa assurda annata di serie A non abbia messo a segno qualche colpo gobbo che ha poi controbilanciato a dovere qualche passo falso di troppo negli scontri diretti, ma davanti c'è sempre e comunque la Juventus di Cristiano Ronaldo, oltretutto obbligata a vincere per non perdere ancora contatto con le rivali di Milano. I dreadlocks scarlatti di Mbala Nzola pulsano sul tappeto verde dello Stadium, sul bianco dei padroni di casa, l'azzurro degli ospiti. Anche stasera in uno stadio giovane ma già contenitori di grandi vittorie, lo Spezia non pecca di personalità e coraggio: sono gli ingredienti nel dna di questo gruppo di giocatori che imbriglia la Juve nella sua area e allontana il più possibile il primo possesso utile a disposizione di Bentancur e compagni. Frabotta è la novità dell'ultimo secondo, scelto per sostituire De Ligt che dà forfait nelle fasi di riscaldamento. Prima giocata da Spezia al 7' quando Estevez cambia campo attivando Maggiore, appoggio lucido per Farias che potrebbe calciare e invece serve Marchizza nel cuore dell'area per una conclusione che esce di poco con Szczesny comunque pienamente nella traiettoria. Ammonito Frabotta al 10' per un intervento aereo completamente fuori tempo su Vignali: la botta è violenta ma lo spezzino si rimette in piedi. E' una Juve che ha una tecnica complessiva sopraffina e per questo prova ad addomesticare la furia dei ragazzi di Italiano che invece la mettono sul ritmo. I bianconeri hanno un lampo al 14' con Chiesa che riceve sulla trequarti e ci prova da lontano: fuori di un paio di metri.

Demiral salva due volte la Juve, surclassata da undici aquilotti coraggiosi. Chance per Farias e Marchizza.
Piace anche stasera Leo Sena, anche se non è più una sorpresa per come viene francobollato a dovere da Bentancur ogniqualvolta riceve la palla. Altro bel duello sulla corsia esterna fra Chiesa e Marchizza, due torelli che non si risparmiano. Estevez e Maggiore si alternano al pressing sui centrali difensivi della Juve dai quali parte la proposta di gioco e per questo Pirlo vuole che i suoi velocizzino le intenzioni, anche saltando il centrocampo se serve: con la qualità che c'è davanti qualcosa può sempre accadere anche se davanti c'è una squadra che prova a superare sè stessa. Al 23' si rivede lo Spezia in contropiede, ben lanciato da Maggiore che dona a Farias una palla da smaltare: l'attaccante di Sorocaba converge alla sua maniera dopo un paio di finte, chiede ed ottiene il triangolo da Nzola e conclude con il destro, trovando il corpo di Demiral che manda la sfera in calcio d'angolo. E' un'occasione vera che la Juve assorbe con esperienza e infatti i bianconeri capiscono l'andazzo e per qualche minuto decidono di mettersi dietro, come a volere rinfrescare il cervello. Esattamente il contrario delle intenzioni ospiti che, con coraggio, schiacciano la Juve nella propria area e alla mezz'ora Nzola è bravo ad appoggiare il gioco, lavorare un pallone sul limite dell'area e servire l'arrebante Marchizza e anche questa volta è Demiral ad usare la testa per evitare guai.

La Juve si sveglia: tre lampi in cinque minuti. Palo clamoroso di Cristiano.
L'impazienza di Cristiano Ronaldo è palpabile, fotografata da un paio di momenti in cui il campione di Funchal va a prendersi la palla sino a centrocampo o come quando prova a bucare l'area dello Spezia con le sue serpentine. Il finale è però tutto bianconero con almeno tre occasioni da gol, frutto di bravura propria ma anche di errori in uscita da parte della difesa dello Spezia. Così prima Provedel blocca senza problemi una capocciata di Demiral poi Bentancur premia il gioco senza palla di Chiesa che tenta di calciare al volo, trovando davanti a sè un muro provvidenziale. Pochi secondi più tardi è ancora l'ex viola a cercare di sorprendere Provedel sugli svilluppi del corner battuto dalla destra: calcia sul primo palo ma l'estremo difensore aquilotto fa buona guardia. Ora la palla sembra bruciare fra i piedi degli ospiti, intimoriti da una Juve che al 41' costruisce la sua più nitida palla gol della partita: dopo una ripartenza irresistibile il colpo da biliardo di Cr7 si stampa però sul legno. Fino all'ultimo respiro ogni volta che i bianconeri scendono sono dolori e soltanto la prontezza di Terzi toglie dall'area un'ultimo pallone ben tagliato.

SECONDO TEMPO
Se si vuole tentare di uscire indenni dalla serata sono necessari lo stesso pressing del primo tempo e, se possibile, un'attenzione ancor più chirurgica in ogni situazione: facile a dirsi... E così la Juve si fa forza, dopo essersela vista brutta al termine di un palleggio zoppicante che per poco non manda in porta Nzola: i bianconeri provano a prendere in mano la partita e sulle folate di Chiesa costruiscono la superiorità. Troppo lungo sia per Kulusevski che per Ronaldo il cross dell'attaccante mentre un retropassaggio corto di Vignali complica la vita a Provedel, permettendo a McKennie di intercettare la sfera e metterla al centro dove fortunatamente Erlic arriva prima di tutti con una diagonale impeccabile. Un po' si rischia di ballare ma come potrebbe essere diversamente? La pressione Juve dura in verità soltanto 5' poi lo Spezia si rimette sotto, sostenuto dall'enorme lavoro di Maggiore ed Estevez nella fase di non possesso, cui comunque partecipano anche Farias e Gyasi. La Juve specula su qualche palla morta che emerge dai contrasti, sa che può bastare anche un golletto per incanalarla, al resto ci pensano esperienza e qualità. Sono i prodromi di un cambiamento che avverrà solo con i cambi.

Bernardeschi-Morata, ingresso e gol: la Juve passa così. Poi con Chiesa dilaga.
Al 14' Kulusevski fa faville sulla sinistra e serve un ottimo pallone nel mezzo: forte e diretto proprio a Cristiano ma Provedel ci arriva e la sporca quel tanto che basta... Come all'andata sono i cambi di Pirlo a fare la differenza: gli ingressi di Morata e Bernardeschi, in campo dal 16', funzionano immediatamente e la Juve ringrazia. Sulla prima giocata dei subentrati l'arbitro Sacchi fischia con una certa sicurezza il fuorigioco a Bernardeschi, autore dell'assist messo a segno dall'ex Real ma il Var dopo un paio di minuti di replay convalida la rete e la Juve passa poco dopo l'ora di gioco. Ma gli ospiti non si perdono d'animo, si mettono sotto e pedalano come e più di sempre, schiacciando i nobili avversari anche rischiando qualcosa dai fisiologici contropiede bianconeri. Juve che al 25' raddoppia con il cinismo delle grandi, quelle che si possono permettere che un certo Bernardeschi faccia la riserva: è lui da sinistra a seminare il panico, mettere un pallone d'oro al centro dove irrompe il solito Chiesa che prima trova i riflessi sbalorditivi di Provedel poi gonfia la rete in acrobazia sul tap-in.

Il finale serve solo a Cristiano Ronaldo: suo il tris imparabile. Szczesny para un rigore a Galabinov
Gara virtualmente in archivio e, seppur parzialmente, la testa va al Benevento che domani ospita il Verona e sabato è al Picco: escono di scena Nzola, Maggiore e Farias, entrano Galabinov, Acampora e Verde. Vuole il gol personale, l'ennesimo della sua carriera ma Cr7 dopo il palo del primo tempo sullo 0-0, trova sulla sua sua strada un grande Provedel che vola a destra per neutralizzare la sua punizione. Potrebbe anche riaprirla la squadra di Italiano se al 34' se Marchizza invece di concludere addosso a Demiral, servisse Gyasi tutto solo alla sua sinistra: i cambi però danno almeno un po' di freschezza per non assistere ad un finale senza calcio. Minuti anche per Bastoni e Agoumè, lo Spezia onora l'impegno, la Juve pensa alla prossima e si difende con umiltà a difesa della porta, riuscendo nelle battute finali ad evitare i guizzi dei centrali dello Spezia, saliti alla battaglia sui calci da fermo. Al 43' il conto lo chiuderà proprio Cristiano che con un diagonale apparente semplice manda fuori causa Provedel, concludendo un'azione nella quale è Agoumè a perdere una palla che non si deve perdere. Ci sarebbe il tempo per addolcire la pillola, per le statistiche e per la differenza reti: Gyasi si procura un rigore per un intervento maldestro di Demiral, il Var corregge il nulla di fatto di Sacchi ma Galabinov si fa neutralizzare la conclusione da Szczesny. La Juve vince la sua sesta partita consecutiva in casa, lo Spezia è al secondo ko consecutivo lontano dal Golfo: dopo un'ora alla pari, sono state le sostituzioni a creare le differenze. Come già è successo ma questo è il campionato che sapevamo di giocare.

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