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Burbero e appassionato, Capiferri lascia la visione degli Assoluti al Montagna

Ci aveva lavorato per dieci anni, curando ogni dettaglio: immaginava una festa per l'atletica e per tutta la città.

1947-2021
Norberto Capiferri

La Spezia - Non si è svegliato questa mattina Norberto Capiferri. Ha staccato dall'ultima pedana all'improvviso, a 73 anni, con quelli che tra i Sessanta e di Settanta erano considerati i "piedi più belli" dei salti in Italia. Aveva fatto parte di una generazione di atleti spezzini di caratura nazionale, tra i quali l'olimpionico Brogini, allenati da Odoardo Bianchedi, gareggiando prima sotto le insegne della Fitram la Spezia e poi dei Carabinieri. Pioniere del triplo in un periodo in cui la giovane disciplina era dominata da Giuseppe Gentile.
Periodi che ricordava ancora con nostalgia, con memoria fotografica. Senza rimpianti, anzi scherzando su come la figura dell'atleta fosse cambiata nel tempo. "Oggi ci sono gli integratori, ma ai miei tempi io andavo a vino rosso" raccontava ridendo. E a vedere gli scarpini curati: "Io ne buttavo via un paio dopo ogni gara". Eppure nel 1970, quando Primo Nebiolo, da presidente, organizza con la FIDAL il primo campionato indoor il campione italiano è lo spezzino con 15.41 metri

Ha fatto un po' di tutto nell'atletica del dopo, anche il giudice, il dirigente ed il cronometrista. Negli ultimi anni era del tutto assorbito dal progetto di portare i Campionati italiani assoluti individuali al Montagna, insieme a Stefano Mei e Federico Leporati allora "solo" nei ranghi dell'Atletica Spezia Duferco. Quando nel 2018 il Comitato organizzatore spezzino, di cui era presidente, fu convocato a Roma per presentare il progetto, ne venne fuori un'esposizione accorata che colpì tutti. Aveva iniziato a lavorarci quasi dieci anni prima a quel dossier, a limarlo e immaginarlo fino a considerare ogni dettaglio.
C'era l'atletica per la Spezia e la Spezia per l'atletica. Dai paracadutisti del Tuscania per la cerimonia d'apertura fino alle essenze dei fiori con cui abbellire il campo, passando per l'opera del pittore Antonio Barrani che aveva creato il logo di La Spezia 2020, la banda della Marina Militare e la marcia lungo Via Chiodo. Quei giochi che aveva contribuito in maniera decisiva ad ottenere e che avrebbe fatto funzionare di sicuro, te li faceva vivere ogni volta che ne parlava. Il burbero con la voce roca dalla cui passione e competenza era impossibile non rimanere contagiati.

E' andata così, i giochi non li potrà vedere. Ci sarebbe da maledire la sorte per questo, se non fosse che lui ci avrebbe probabilmente costruito sopra una battuta sapida. E poi avrebbe trovato un'altra strada per arrivare lì, dove le gambe malconce non lo portavano più. Sabato alle 9 presso la cripta della Cattedrale di Cristo Re l'ultimo saluto. A due passi dalla casa di Via Veneto che divideva con la moglie Rosa Amodio. "Ciao Norberto, fai buon viaggio... L’atletica spezzina non ti dimenticherà", lo ricorda il presidente federale Stefano Mei.

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