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1944-2002: uno scudetto per sempre.

La cronistoria del riconoscimento fino alla cerimonia di due anni fa.

1944-2002: uno scudetto per sempre.

La Spezia - LA SPEZIA - Penultimo appuntamento con la commemorazione dei 60 anni dello scudetto di guerra conquistato dai Vigili del Fuoco della Spezia nel lontano 1944.

1944-2002 : Il diario di uno scudetto per sempre.

Cinquantotto anni per non riconoscimento, lungo questa strada.
16 LUGLIO 1944: alla finali del campionato di guerra nell'arena di Milano, in un giorno di allarmi aerei, lo Spezia Vigili del Fuoco batte il Torino di Pozzo e Mazzola per 2-1. Tre giorni dopo Torino-Venezia 5-2, spezzini primi nel girone finale.
8 AGOSTO 1944: al quarto piano di Foro Bonaparte in Milano, durante un trasloco, Barbieri, l'allenatore, e Semorile, il segretario, vengono liquidati dalla FIGC con una coppa. Nessun riconoscimento ufficiale.
29 DICEMBRE 1945: con un comunicato FIGC, il n.12, 42 corpo dei Vigili del Fuoco e Spezia si fondono.
1 DICEMBRE 1990 esce il libro UN GIORNO DI ALLARMI AEREI, che vuole riaprire il caso. Matarrese, presidente FIGC, dà appuntamento a due inviati da Spezia per discutere la riapertura dell'indagine, ma non si fa trovare in ufficio.
6 FEBBRAIO 2000 : il sindaco Pagano lancia l'idea di richiedere quel titolo mai riconosciuto appoggiando l'iniziativa editoriale del Decimonono sulla Storia dello Spezia.
21 MARZO 2000: i tifosi vengono coinvolti ed organizzano tramite il coordinamento dei club un convegno al centro Allende con i superstiti. Ci sono Gramaglia, Tommaseo, Rostagno e Bicchielli. Nel giro di pochi giorni vengono raccolte 5000 firme da inviare alla federazione gioco calcio per riaprire l'inchiesta.
22 MARZO: l'assessore Garbini costituisce un comitato per iniziare l'iter di richiesta ufficiale. Vengono convocati Napoletano e Rabajoli, Pandullo e lo Spezia calcio.
25 MARZO: Comune e Spezia presentano congiuntamente richiesta alla federcalcio per riaprire il caso.
30 MARZO: la prima battaglia. A sfondare il primo muro ci pensa l'avvocato genovese Paolo Bordonaro, delegato Uefa. La FIGC resiste, parla di prescrizione e rimane sui suoi passi.
4 APRILE: primo contatto tra Napoletano ed i funzionari della federcalcio, qualcosa si muove. Passi da gigante li ottiene anche Pagano, che continua la via istituzionale, pressando la federcalcio. Rabajoli e Pandullo coinvolgono federcalcio e stampa nazionale.
14 APRILE 2000: il consiglio federale appoggia la richiesta dello Spezia, all'unanimità. Nizzola istituisce un'apposita commissione di indagine, onde compiere disamina preventiva.
14 APRILE, comunicato della federcalcio: .
16 APRILE: la Figc nega a Napoletano la possibilità di accedere agli archivi federali. A Bologna, tramite un giornalista, Daniele Cacozza, vengono trovati i documenti originali dei comunicati di quel campionato, fotocopiati in maniera quasi furtiva.
12 MAGGIO: la figc richiede l'invio urgente della documentazione in possesso dei richiedenti, onde compire disamina preventiva. Nel corso di una riunione della commissione vengono presi in considerazione ed esaminati atti direttamente riconducibili al momento storico relativo.
15 MAGGIO 2000: a Coverciano c'è un lunghissimo colloquio tra Valitutti, presidente della commissione, Napoletano e Rabajoli, nello studio personale del presidente. Successivamente Pandullo parla con Nizzola.
La federcalcio si apre ad un accordo. Trapela questo dall’incontro tra una parte del comitato spezzino per lo scudetto 1944 ed i vertici della FIGC, in quel di Coverciano. Da una parte, in due riprese, prima chi scrive queste righe ed il collega Paolo Rabajoli (interlocutori Mario Valitutti e Luciano Nizzola), poi Alberto Pandullo ed i vertici della Robe di Kappa con gli stessi dirigenti federali.
Vi riproponiamo senza indugi i passi più importanti del lungo incontro, negli uffici privati del presidente del centro tecnico, Valitutti appunto, con alle pareti le immagini delle nazionali campioni del Mondo e d’Europa vestite di azzurro e le firme in calce di Vittorio Pozzo, Enzo Bearzot, Ferruccio Valcareggi.
Valitutti: ”Lieti di poterci confrontare con voi su questa vicenda, speriamo di non finire contrapposti”.
Comitato: ”Il protocollo riflette alcuni punti fondamentali della vicenda. Non fu campionato di guerra, ma un vero e proprio campionato di divisione nazionale, come riportano le carte federali del tempo…….alcune terminologie stampa arbitrarie……un campionato comunque anomalo ma giocato”.
Valitutti: ”Diciamo che non si comprende perché si sia atteso tanto, 56 anni, per affrontare in maniera decisa la questione, per il resto quel campionato personalmente me lo ricordo. Amenta e Tori, nel susseguirsi degli anni, vennero anche a giocare nella mia Salernitana. Conoscere il periodo aiuta”.
Comitato: ”La città può contare solo da poco in una società stabile, interessata alla questione; prima questo non era possibile, si è vissuti nell’anonimato per lunghi tratti…manchiamo dalla B dal 1950-51, ci sono motivi economici ed organizzativi alla base… difficile fare programmi fra i debiti”.
Valitutti: ”La posizione dello Spezia va vagliata, anche se la documentazione deve chiarire l’affiliazione con i Vigili del Fuoco. Stiamo anche cercando di verificare se la FIGC statutariamente era a posto in quel periodo, e se la stessa AIA poteva esercitare regolarmente.. devo sentire alcuni colleghi, gli aspetti di quella stagione sono molteplici”.
Valitutti a questo punto trascrive il numero di firme della petizione dei tifosi, dopo aver consultato l’elenco.
Comitato: ”Abbiamo atteso tanto, non crediamo che il problema sia quello di poter prendere altre informazioni”.
Valitutti: “E’ stato importante che abbiate fornito i documenti federali del tempo… la FIGC ha perso molto del materiale…..non si trova neppure l’atto notarile della costituzione della Federcalcio…….i casi di scudetti non assegnati ci comportano problemi, quello del Torino soprattutto è ancora aperto”.
Comitato: “Ci permetta di valutare che i casi di Genoa, Torino e Bologna sono moto diversi”.
Valitutti: ”Indubbio, e questo porta ad una valutazione diversa sulla vicenda”.
Interviene Nizzola: “Non ci sono preclusioni, Valitutti è un signore e la commissione ci porterà a decidere per il meglio. Conosciamo la storia di quello Spezia”.
Comitato: “Un ‘audizione potrà spiegare meglio le cose”.
Valitutti: ”Alla luce dei documenti presentati penso di si, fatti nuovi sono emersi, faremo un sereno confronto…i miei collaboratori vorrebbero aprire una più ampia discussione su altri punti… più informiamo il consiglio federale meglio è….”.
Il presidente del settore tecnico si dilunga poi in domande di altro interesse: i problemi della città in guerra, la media spettatori del Picco, l’influenza di una eventuale decisione positiva sulla città sportiva, la cultura calcistica del posto, fino ai problemi di occupazione e la crisi dell’Arsenale.
Nizzola annuisce e lascia il gruppo, senza aver dato mai l’impressione di una presenza passiva; rinnoviamo l’invito, portato a nome del sindaco Pagano di venire alla Spezia. < Magari dopo…> commenta sibillino Valitutti.
Poco dopo Alberto Pandullo affronterà ancora la questione per circa 60 minuti. Impressioni positive, che non trovano però riscontri concreti se non quelli di aperture fin ora inedite.
Veniamo invitati ai bordi del campo dove la nazionale di Zoff sta facendo l’allenamento mattutino a porte chiuse. Fino alla fine la federazione si preoccupa dei suoi ospiti e Antonello Valentini, capo ufficio stampa, ci fa da scorta anche alla partenza. Altro non ci sentiamo di aggiungere, perché illudersi sarebbe troppo, ma l’impressione è che la FIGC si sia trovata di fronte una vicenda del tutto inedita, o almeno presentata in maniera inedita.
Una fiaba in tanto calcio di oggi: ”Comunque – concluderà Valitutti - il calcio che più amiamo”.
Sale la pressione.
18 MAGGIO: il corpo dei Vigili del Fuoco della Spezia fornisce i documenti d'epoca con le tessere ed i registri di iscrizione dei giocatori nei ruoli di servizio, che vengono inviati a Roma.
29 MAGGIO: viene consegnato un ampio dossier alla federcalcio. L'avvocato spezzino Franco Ferri redige un'istanza rivolta ai legali Persichelli e Goldoni. La vicenda ora è anche di diritto.
28 GIUGNO: lunghissimo appuntamento telefonico tra Napoletano ed alcuni funzionari federali, Discussione su alcuni documenti. I dirigenti sono tutti a Geel, quartier generale azzurro, per gli Europei dell'Italia. Valitutti apre una prima breccia.
29 GIUGNO: durante Italia-Olanda semifinale degli europei, Floriano Omoboni si inventa e mostra in eurovisione uno striscione che dice SPEZIA VUOLE IL SUO SCUDETTO, più volte ripreso dalla Rai. Omoboni collaborerà fattivamente nel proseguo. Lo stesso striscione viene esibito a lungo anche allo stadio Picco prima che venga rubato durante un'incursione notturna di ignoti nello stadio Picco.
9 LUGLIO: la federcalcio comincia ad avvertire un certo disagio, anche perchè lo stesso sindaco Pagano continua a pressare con grande intelligenza. Viene convocata per il 19 un'audizione tra le parti.
19 LUGLIO 2000: nella sede della FIGC di Via Allegri in Roma dibattito di circa 90 minuti. Da una parte la commissione, dall'altra comitato, autorità e Spezia calcio, insieme ad un rappresentante dei Vigili. E' vera battaglia, con interventi di Pagano, Merlo, Napoletano e Campagni. Ma alla fine la FIGC comincia a scricchiolare, su alcuni documenti è palese il vizio da parte federale.
9 SETTEMBRE: Valitutti convoca la commissione. I legali continuano sulla via intransigente, temono ripercussioni generate da qualche decisione importante.
17 SETTEMBRE SCUDETTO 44/ CONCLUSI I LAVORI DELLA COMMISSIONE DI INDAGINE, SI VA VERSO UN TITOLO ONORIFICO: riconoscimento della vittoria nel campionato di guerra 1943-44 (cade la dizione di Alta Italia), altissima onorificenza alla formazione dello Spezia-Vigili del Fuoco, ergo titolo onorifico o scudetto d'onore come lo ha chiamato il collega della Gazzetta dello Sport Antonello Capone, che ieri si è fatto vivo dall'Ucraina per aggiornarci.
Questa la definizione della vicenda più cara agli sportivi spezzini che dovrebbe avere il suo epilogo nei prossimi 30 giorni ma non lunedì prossimo, 18 settembre, con il più vicino consiglio federale. La commissione di indagine federale nominata dal presidente della FIGC avvocato Luciano Nizzola ha concluso i suoi lavori e tra lunedì scorso e ieri, martedì, deve aver redatto la proposta che l'avvocato Mario Valitutti, presidente della stessa commissione, porterà in consiglio, vicenda che però non rientra nell'ordine del giorno del 18 (deciso con almeno 10 giorni di anticipo).
Il vaglio dei membri dello stesso consiglio dovrebbe dare il risultato che tutti si attendono, anche perché lo stesso Nizzola aveva chiarito che gli studi della federazione avevano già fatto luce sufficiente sulla vicenda e quindi, aggiungiamo noi, non si vede perché Sensi, Giraudo, Pastorello, Paganini, Mormando o Macalli dovrebbero opporsi alla proposta che non toglie nulla a nessuno. Trattandosi di una vicenda però complessa, il condizionale, finchè Nizzola non firmerà il verbale di assemblea, è d'obbligo ma l'audizione del 19 luglio scorso in Roma era già stata abbastanza esaustiva per sgomberare ogni dubbio.
Un titolo onorifico dunque, anche se la federazione tenterà fino alla fine di fare l'equilibrista ed il trapezista per non far vacillare un mondo del calcio sensibile a tutti i terremoti parlando apertamente di titolo italiano; i legali federali ci chiarivano in questi giorni quanto delicata sia, comunque la si giri, la vicenda che rappresenta un fatto unico nella storia del nostro calcio, visto che alte onorificenze la FIGC ne ha concesse in passato solo a Vittorio Pozzo ed Enzo Bearzot (campioni del mondo) ed a Ferruccio Valcareggi (campione d'Europa).
Lunedì, a Pontremoli, al premio Bancarella sport, lo stesso Antonio Ghirelli, storico del calcio, grande giornalista a contatto con lo stesso Valitutti, ci aveva confermato: .
Nella stessa giornata sono stati avvisati il sindaco Pagano (anche lui a contatto telefonico con la FIGC) ed il vice Merlo (che era a Roma ma per Spedia), così come l'amministratore delegato dello Spezia calcio, Angelo Zanoli. C'è stato in queste ore un ulteriore contatto tra Valitutti e Pandullo, a nome del comitato, ma i giochi paio fatti.
14 OTTOBRE: la spunta il presidente, si richiede un titolo onorifico e di apporre sulle maglie un simbolo, tricolore o coppa, lo Spezia ed i Vigili si vedrebbero riconoscere la . Nizzola, che sta per essere esautorato dal ruolo di presidente, per ben tre volte si oppone all'iscrizione nell'ordine del giorno dei consiglio federali di ottobre e novembre, delle risultanze dell'indagine.
30 DICEMBRE: Nizzola lascia la FIGC, la pratica viene accantonata.
MARZO 2001: Pagano contatta Petrucci, il commissario straordinario della FIGC. C'è anche un lungo colloquio tra Pandullo ed i funzionari federali, e tra Napoletano e Metitieri. Si cerca una via.
MAGGIO 2001 Petrucci, forse mal consigliato da alcuni legali della FIGC, decide che sarà il consiglio federale prossimo a formarsi a decidere il tutto, ma l'elezione del presidente prevista in giugno salta e la carica di Petrucci si protrae fino a dicembre.
7 GENNAIO 2002: Napoletano ed in funzionari della FIGC cercano una via dopo che Carraro è diventato presidente. Si concorda un invio di fax con richiesta ufficiale da parte del Comune, dello Spezia e dei Vigili. Anche l'avvocato Ferri, legalmente, richiede risposta scritta alla sua istanza.
15 GENNAIO 2002: Pagano e Carraro riescono ad avere un colloquio. Il presidente dice che ha in valigia l'indagine. La sta analizzando.
22 GENNAIO: I legali della Federcalcio mostrano ancora qualche perplessità, sembra che Carraro voglia posticipare la decisione. Antonello Capone, della Gazzetta dello sport, che da due anni segue passo dopo passo la vicenda da Milano insieme allo spezzino Beppe De Capua, ha avuto accesso ai documenti e attacca Carraro. Si fa presente che non si può più attendere.
22 GENNAIO: consiglio federale, parole di Carraro, dispaccio Ansa ore 15,45 : “Medaglia al valore sportivo allo Spezia Vigili del fuoco, non è uno scudetto, ma un titolo sportivo onorifico di cui la Spezia potrà fregiarsi anche sulle maglie”.
[A.N.]

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