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“The Albanian wall”, così i tifosi dello Spezia scoprono Ardian Ismajli

La grande notte del 34 contro un certo Ibra: nato in un sobborgo di Pristina, è l’acquisto più oneroso della storia dello Spezia. Sui social tanti complimenti e lui: “With the patience and work hard always good things will come”.

L’intuizione di Meluso
Ismajli contro Ibrahimovic

La Spezia - Fino a ieri il suo primo campionato di serie A era sintetizzabile in poco: appena 232 minuti giocati in cinque apparizioni soltanto tanto da farlo diventare, insieme al brasiliano Leo Sena, l’oggetto misterioso del mercato settembrino di Mauro Meluso. Il direttore sportivo aquilotto lo aveva portato in maglia bianca con un lungo contratto che lo lega al club fino al 30 giugno 2023, rischiando anche qualcosa di più della semplice intuizione: già perché Ardian Ismajli, cosovaro di nascita e diventato poi Nazionale albanese, è uno degli innesti pesanti del calciomercato. Con il budget più piccolo della serie A, l’uomo mercato di Via Melara aveva davvero poche possibilità di sbagliare, soprattutto se i 2,5 milioni sborsati per averlo dall'Hajduk Spalato, rappresentano la spesa più alta d’acquisto di un calciatore nella storia dello Spezia.

E’ stato a lungo l’ultimo delle gerarchie d’Italiano, che ha voluto prepararlo prima di inserirlo in campo, anche perché tatticamente doveva capire non solo le insidie del calcio del Belpaese ma anche i meccanismi del calcio totale di questo Spezia: una squadra che palleggia dal portiere all’ultimo degli attaccanti e dove i difensori devono partecipare alla fase offensiva o ancor meglio, la devono letteralmente dettare loro. Nella serata in cui Ardian annulla un certo Zlatan Ibrahimovic, il 24enne si prende una bella rivincita da chi lo aveva velocemente battezzato. E con lui se la prende Mauro Meluso che lo aveva seguito negli ultimi due anni e lo ha portato in riva al Golfo, credendo nelle sue qualità. Che non sia stato facile stare a guardare gli altri lo si evince dalle stesse parole con cui commenta sul suo profilo Instagram la grande serata di ieri, immortalato in uno dei tanti duelli con Ibra: “With the patience and work hard always good things will come”, scrive e ne ha ben donde perché è stata la sua disponibilità a colmare i gap che Italiano intravedeva. C’è voluto un po’ di tempo e anche qualche defezione ma oggi il numero 34 dello Spezia è uno del gruppo.

Ne è passata insomma di acqua sotto i ponti da quel 31 ottobre 2020, giorno in cui esordisce in Serie A contro la Juventus subentrando all'88º minuto al posto di Terzi e ora Ismajli puó dare alla squadra i suoi centimetri e quel gioco d’anticipo che abbiamo imparato ad apprezzare e che ieri è sembrata una sentenza perfino per il celebratissimo campione che aveva davanti. Ha 24 anni ma sta in campo come un veterano e lo Spezia dei ragazzi impertinenti ha tanto bisogno di quell’esperienza internazionale che in pochi di questa rosa hanno. E chi sa quante volte, da giovane aspirante calciatore cresciuto in un luogo peraltro particolare come il Cosovo, aveva visto volteggiare il campione di Malmö nelle aree di rigore di tutta Europa. Ieri sera per il ragazzo di Majac, sobborgo di 1500 anime nel distretto di Pristina, è stata una catarsi. Lo Spezia può contare anche su di lui.

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