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"Sul Picco attendiamo lo Spezia. Udine? Si fa un po' di confusione"

il punto con il primo cittadino

La Spezia - "Noi siamo pronti ad affrontare il discorso stadio con lo Spezia Calcio in qualsiasi momento, chiaramente appena la nuova proprietà avrà terminato le proprie valutazioni". Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, si sente un po' tirato per la giacchetta. Il Picco è di proprietà del Comune della Spezia, il quale ha redatto un progetto di fattibilità molto impegnativo per ampliarlo ma, in mancanza delle coperture economiche, sa che senza la forza del club la strada per mettere mano al manufatto si fa stretta. "Stiamo verificando tutti i percorsi possibili e immaginabili per arrivare al risultato. Stiamo anche aspettando però dallo Spezia una parola. Il club ha in concessione lo stadio per altri sei anni. Ad oggi ci hanno chiesto tempo visto che si sono insediati da poche settimane e devono compiere le proprie valutazioni".
Lo Spezia intanto ha indicato la Dacia Arena di Udine come stadio per ottenere la licenza Uefa. Un atto puramente pro forma, visto che la squadra non rischia di finire in Europa la prossima stagione, e dettata dai buoni rapporti con l'Udinese (c'erano anche Torino e Bologna disponibili). In merito allo stadio in cui giocare l'eventuale serie A 21/22, se il Picco sarà indisponibile, non c'è invece alcuna decisione presa. "Si è fatta un po' di confusione mi pare su questo aspetto - dice il sindaco -. Se bastassero i parametri UEFA, anzi, sarebbe anche più semplice mettersi in regola. A quel punto basterebbero 8mila posti a sedere, invece dei 16mila richiesti dalla Lega di serie A come capienza minima. Il resto delle opere accessorie necessarie a quel punto si potrebbe affrontare per tempo".

In merito ad eventuali partner da coinvolgere nella partita stadio. "Sì, ci sono stati un paio di ragionamenti sui fondi che potrebbero fare investimenti come previsto dalla norma del 2013. Ma anche in questo caso, senza la società non è possibile approfondire il tema. Oggi sul mercato ci sono diversi strumenti che possono essere utilizzati, come dimostrano i casi di Bergamo, Udine e Bologna - ricorda Peracchini -. Fattispecie in cui la società investe insieme al pubblico ed eventualmente ad altri privati".
Cessione del manufatto o del diritto di superficie, per l'amministrazione comunale non c'è alcun paletto. Si lavorerà di concerto sulla strada indicata dallo Spezia Calcio. "Noi siamo disponibili a qualsiasi soluzione - assicura il sindaco -. Nell'unica videoconferenza fatta ad oggi con la famiglia Platek mi pare ci sia stata anche da parte loro la prima presa di coscienza dei termini del problema. Lo stadio è tra i beni alienabili da anni, in alternativa si può dare in concessione per un lungo periodo di tempo. Per noi la priorità è ospitare la serie A alla Spezia. Siamo pronti a lavorare su qualsiasi ipotesi".

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