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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio - ore 09.32

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“Partire sfavoriti? Per lo Spezia mai stato un problema”

cds a Prato allo Stelvio
Giada Esposito

La Spezia - “In TV la partita non si vive, al massimo si vede. La condivisione, l’amicizia, l’aggregazione è la vera esperienza dello stadio ed è ciò che ci manca. Posso solo immaginare, una stagione come la scorsa, quante persone avrebbe fatto appassionare nuovamente allo Spezia di quelle che magari si sono allontanate negli anni“. Neanche il ventilato stop all’attività sportiva ha fatto desistere Giada Esposito ed il suo fidanzato dal raggiungere Prato allo Stelvio. La fortuna ha proverbialmente soccorso l’audacia e il via libera agli allenamenti singoli ha permesso loro di vedere da vicino per lo meno una parte dei calciatori. “La serie A è un potenziale enorme per tutta la città. Partiremo da sfavoriti, ma questo non è un grande problema per noi”.

Passa Thiago Motta al di là della recinzione, impegnato in una corsa con il suo staff, saluta con la mano e sorride al saluto. Sentenza Fifa e focolaio nel gruppo squadra. Una mazzata? Macché. “Credo che la FIFA non potrà non tenere conto degli sforzi di questa nuova proprietà - dicono -. Il Covid? Meglio ora che a settembre”. Sul mercato, non si lasciano andare al gioco di commentare ogni nome che viene associato e magari smentito il giorno dopo. “Pecini ha una fama di autorevolezza, alla Sampdoria ha fatto bene. Penso possa essere la persona adatta a delineare un progetto che abbia futuro”.

Ma una lancia per il capocannoniere la spezzano. “Nzola da tenere. Ha una media gol che non mente, contro il Torino ho rivisto la sua migliore versione. Deve averne voglia, non deve perdere la fame e l’umiltà. Se avesse giocato 38 partite con lo stesso spirito con cui aveva iniziato, chissà dove sarebbe potuto arrivare”. I Platek hanno accumulato già un credito anche ai loro occhi. “Dovevano presentarsi in qualche modo… e hanno trovato un ottimo modo. Alla Spezia piacciono le persone sanguigne, quali si sono dimostrati di essere. I loro primi passi sono tutti andati nella direzione che la piazza auspicava. Lo stadio oggi è il progetto più importante, perché resterà alla città. I segnali sono ottimi. Eravamo sotto le vetrate dell’NH Hotel quando c’è stata la conferenza stampa di Robert Platek e ci ha colpito la loro genuinità. Ci mancava da anni una cosa così“.

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