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Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Luglio - ore 22.27

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"Partiamo dal blocco dello scorso anno, la settimana prossima l'allenatore"

Il nuovo uomo mercato dello Spezia ha le idee chiare: "Rispetto dei tifosi e di chi lavora nel club al primo posto. Qui tanti giovani interessanti, non sono previste cessioni strategiche".

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Riccardo Pecini

La Spezia - “Il progetto sportivo del club mi ha convinto. Ho visto qualcosa di nuovo, interessante, adatto al mio modo di vedere il calcio. Abbiamo parlato e ho capito che l'idea della Famiglia Platek sarebbe potuto essere qualcosa in cui mi sarei potuto ben integrare”. Ecco Riccardo Pecini, 43 anni compiuti meno di un mese fa. Sulle spalle del dirigente nativo di Fivizzano il compito di costruire il secondo Spezia per la serie A, destinato a nascere dal trauma dell'addio di Vincenzo Italiano, con cui l'ex Sampdoria pensava fino a pochi giorni fa di dover lavorare.
La continuità però è data dalla rosa, che sarà il più possibile preservata. “Qui c’è un gruppo di ragazzi in crescita. Vogliamo metterlo nelle condizioni migliori per rendere e la scelta dell’allenatore andrà in questa direzione. Non è semplice, ma lavoriamo con questa idea. Difficile parlare di mercato oggi senza l’allenatore, ma il blocco dell’anno scorso sarà il punto di partenza. Poi ovvio che le caratteristiche di alcuni giocatori potrebbero non essere adatte al modo di pensare il calcio della guida tecnica. E allora si vedrà il da farsi”.

I Platek scelgono un lunigianese e, nello stesso giorno, nominano direttore tecnico un lericino. Una dimensione internazionale, l’inglese come idioma della quotidianità ma un occhio anche alle radici non guasta. Tutto in verità come doveva essere, di fatto: “Spero di contribuire alla crescita di una società che è la società della mia zona d’origine: in questi anni lo Spezia e senza dubbio la squadra che osservato di più dal vivo, ben prima dell’approdo in massima serie. L’impegno, che è un obiettivo, vanno in quella direzione”. Parole che la piazza vuole sentire dopo lo strappo ufficializzato ieri. “Bisogna mettere valori di rispetto verso il territorio, i tifosi, ma anche la gente che lavora intorno alla società. Questo è un principio basico per poter costruire qualcosa”.
E poi ci sono i principi tecnici. “Quando si va a prendere un giocatore si cerca buono, possibilmente giovane e se costa poco anche meglio. Al di là di tutto questo, il club ha già dei giovani in rosa interessanti. Se poi un giorno saranno delle plusvalenze lo dirà eventualmente il campo”. Concetto sviluppato poco dopo quando gli si chiede se ci saranno dei sacrifici, delle cessioni eccellenti: “Non siamo oggi nella difficoltà di dover per forza accettare delle offerte. Ci sono ovviamente mille fattori che possono portare alla partenza di un giocatore, ma in questo momento non c’è in ballo nessuna cessione strategica”. L'avventura è iniziata e adesso a testa bassa per trovare chi guiderà lo Spezia 2021-22. “Credo che all’inizio della settimana ventura sapremo qualcosa sull’allenatore”.

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