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"La mia vita legata a quel gol, a quella maglia e a questa città"

nicola padoin
PADOIN

La Spezia - "Penso ad una grande emozione, probabilmente una delle più grandi della mia vita calcistica. Una giornata indimenticabile per me, per la squadra, per tanti tifosi e probabilmente per tutta la città". Provate a non sentire gli occhi lucidi guardando quel gol, quello di Nicola Padoin contro la Juventus nel 2007. Quello che consegnò allo Spezia il diritto a partecipare ai play out, poi vinti contro il Verona.

Oggi l'ex centrocampista tuttofare si è raccontato al sito ufficiale in vista di una partita che torna dopo 14 anni a giocarsi. "Tanti mi ricordano quel gol ogni volta che mi incontrano. Era l'ultima di campionato, una partita da dentro o fuori. Andare a Torino con un solo risultato utile a disposizione era quasi impensabile. Vivemmo la settimana molto intensamente, tanto che il martedì partimmo per il ritiro e ci compattammo come non avevamo mai fatto in precedenza. Ci caricammo molto, anche se chiaramente affrontare la Juventus ti carica di per sé. Eravamo davvero agguerriti quel giorno. Il calcio riesce a regalare queste emozioni forti. Chi ha avuto la fortuna, come me, di vivere un gol, una promozione, se la porta avanti tutta la vita. E' la forza dello sport".

La telecronaca di Caressa ci ha messo qualcosa in più. "Alla Spezia c'era chi l'aveva come suoneria. Era il 10 giugno, faceva caldo e avevo i crampi già da un po'. Era stata una settimana difficile, dopo la sconfitta in casa contro il Treviso. Di quel gruppo, quando una stagione finisce così, ovviamente non posso che avere ricordi belli. Era un gruppo molto esperto, venne fatto un mercato corposo dopo la promozione dalla serie C. C'erano ragazzi con una spiccata personalità come Davide Nicola, Pietro Fusco e Paolo Ponzo".
Indimenticabile, simbolo di un'epoca e di un modo di intendere il calcio. "Ho avuto la fortuna di giocarci insieme più di due anni con Paolino e di essergli amico. Lui era uno di quei pochi ex compagni che ho sempre sentito un amico vero. Persona straordinaria, buonissimo calciatore ma il meglio lo dava fuori dal campo. La sua grandezza è ancora oggi sulle maglie dello Spezia Calcio. Quella frase racchiude lo spessore umano e calcistico dell'uomo".

Padoin, a 42 anni, ne ha vissuti un terzo da spezzino d'adozione. "Per me lo Spezia è il tutto. Dal punto di vista calcistico mi ha dato la possibilità di confrontarmi con un campionato importante. A livello personale mi ha dato una moglie, mi ha dato una famiglia. La mia vita è legata con un segno indelebile a questa società, a questa città e a questi colori".
Cosa dire ai tifosi. "Li capisco. Non poter vivere l'emozione di questo traguardo storico credo sia frustrante. Però li conosco bene, so che non molleranno. Tenete duro, speriamo l'annata finisce bene e che possiate tornare a dare calore a questi ragazzi anche all'interno dello stadio Picco".

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