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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile - ore 18.42

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"Campionato duro, tutte in corsa fino all'ultimo turno"

Floriano Omoboni ha portato lo scudetto del 1944 in prima serata, sabato era a Torino. "Secondo me serviranno 40 punti per salvarsi quest'anno. Ha ragione Italiano: servono cinque punti al mese. E oggi siamo in palla...".

uno spezzino giramondo
Floriano Omoboni

La Spezia - "Io dico che quest'anno servono 40 punti per stare tranquilli. E' un campionato più combattuto del solito. Per anni la Juventus ha vinto i campionati a marzo, invece fino a primavera inoltrata credo tutte saranno in gioco per qualcosa. Ha ragione Italiano: allo Spezia servono cinque punti al mese per salvarsi". Niente scaramanzia, qualche calcolo e una sciarpa che lo accompagna in giro per l'Italia. Anche quando Floriano Omoboni porta nelle case degli italiani le mete esotiche delle crociere o i gioielli alpini degli sport invernali. Il giornalista e produttore televisivo, conduttore di programmi come S4, Blue Sport, Mondo Crociera, Hard Trek, e Skimagazine, era sugli spalti dell'Olimpico per Torino-Spezia. Ne è uscito con una sua tabella.
"Prendiamo due casi limite. Il Crotone nel 2017 chiuse con 9 punti il girone d'andata e ne aveva 14 a nove partite dalla fine. Eppure si è salvato grazie a quel filotto di risultati utili. Il Lecce della scorsa stagione è retrocesso con ben 37 punti. Io dico che la quota potrebbe essere anche più alta. Non ci sarà rilassamento, giocheranno tutte fino alla fine perché il campionato è aperto per ogni obiettivo. Non puoi guardare il calendario, devi solo muovere la classifica. Però va detto che il bottino di 18 punti ad una giornata dal termine dell'andata è un buon bottino", dice colui che ha costruito tre speciali in prima serata su Sportitalia sullo scudetto del 1944 vinto proprio contro il Grande Torino.

Che sensazioni lascia la partita di Torino? Un pareggio che sa di vittoria avendo giocato in dieci praticamente per tutta la partita
“Devo dire che il Torino è stato piuttosto inconsistente, ma noi abbiamo fatto una partita di grande cuore. E rischiando poco, perché quel palo nel finale è frutto dei cinque minuti della disperazione. Anzi, le occasioni migliori sono state aquilotte: il tiro già Gyasi, quello di Piccoli, la palla al limite per Marchizza... Per una volta abbiamo abbandonato il possesso palla, in virtù dell'uomo in meno, ma siamo riusciti a non prendere gol. Per me è un'ottima notizia. Abbiamo mosso la classifica e questo è importantissimo. Lo Spezia è in palla insomma e speriamo il periodo positivo duri ancora".

Diciotto punti è in piena media salvezza dunque, ma da dietro muovono tutte.
"Ad oggi allo Spezia pesa quell'unico punto fatto tra Crotone, Genoa e Bologna a dicembre. Poi ha vinto con Napoli e Sampdoria: chapeau. Ma per la classifica era meglio vincere contro le dirette concorrenti invece di battere le favorite e lasciare punti a queste. Fiorentina, Udinese, Genoa, Torino e Parma: bisogna fare un altro girone alla grande per tenersene dietro almeno una. Chi ha cambiato già allenatore, come Parma e Genoa, mi pare abbia già mostrato di essere in miglioramento. Anche il Torino mi aspetto che con Nicola cambi passo. D'altro canto il Benevento non lo vedo già salvo, perché per adesso è una squadra discontinua, che ha perso già 9 partite".

Dal mercato cosa servirebbe allo Spezia?
"Per me se Galabinov non ha problemi fisici, ad oggi lo Spezia è messo bene. In attacco Piccoli si è mosso molto bene a Torino, da Bergamo mi dicono che in Primavera dimostrava già di essere giocatore. Quando tornerà Nzola, potrebbe anche agire da ala come è successo ai play off. Le alternative ci sono. Terzino destro? Maggiore ha giocato bene, il 4-3-2 ha funzionato alla grande".

Milano è diventata baricentrica per seguire lo Spezia in questa stagione.
"Io abito vicino alla stazione centrale: in un'ora posso raggiungere lo Spezia a Torino, Bologna, Bergamo, Verona. Quando giocava a Cesena, in un'ora e mezza ero al Manuzzi con un cambio. Sono stato anche a Cagliari partendo da Linate. Crociere e impianti sciistici sono chiusi in questo periodo, domenica sono spesso a casa e allora vado a seguire lo Spezia per alcune televisioni locali. Gino Patroni diceva il luogo più bello di Milano è la stazione perché c'erano i treni per la Spezia. Anche per me, ma perché è il mio punto di partenza per seguire le Aquile".

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