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Politica

Tra 6 e 8 mesi per ottenere la visita di invalidità civile per carenza di medici. Rossetti: "Questi sono fatti"

Il consigliere d'opposizione: "Così si smentisce la retorica del va tutto bene".

Pippo Rossetti

“Per il riconoscimento dell’invalidità civile siamo passati da 30 a 180 giorni, mentre per i malati oncologici dai 15 giorni previsti per legge a oltre un mese. Questo vuol dire privare persone fragili e già in difficoltà, non solo dell’assegno di invalidità, ma anche di servizi per loro essenziali”, fa il quadro della situazione il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti.

“Dal 2004 a oggi abbiamo assistito al dimezzamento del numero dei medici che si occupano delle visite di invalidità. Se nel 2004 erano 23 oggi sono 12. Abbiamo bisogno di 13 medici in più”, chiede il consigliere PD che martedì, in consiglio regionale, presenterà un Ordine del Giorno. “Proporrò alla Regione di avviare immediatamente un tavolo con Alisa, Asl, Inps e Anmc, per chiedere che trovino subito soluzioni, per dare una risposta celere e prevedere l’immediata apertura delle procedure di assunzione. Nel frattempo il tavolo affronti il tema della carenza del personale”

“Il riconoscimento dell’invalidità – spiega Rossetti – oltre a permettere alle persone di accedere all’assegno di invalidità, fa sì che chi è in età lavorativa possa essere iscritto alle liste speciali negli uffici di collocamento per essere agevolato nella ricerca del lavoro; permettere di accedere al contrassegno disabili per la macchina, ma anche, per chi ne avesse bisogno, un punteggio per accesso prioritario alle Rsa. Inoltre, il mancato riconoscimento, non permette ai parenti di usufruire della legge 104 per l’assistenza dei loro cari. Il disservizio è gravissimo e colpisce le categorie più deboli del territorio”

”I fatti smentiscono la retorica del va tutto bene. Nella situazione difficile del Covid bisognava prevedere che ci sarebbero state ripercussioni sulle attività non legate alla pandemia e provvedere per tempo per compensare lo squilibrio. Invece, non sono stati messi in campo strumenti in grado di arginare e far fronte a tutte le prestazioni sanitarie non inerenti al Covid. Continua a mancare una pianificazione delle assunzioni e una strategia per potenziare i servizi territoriali in modo strutturale, tenuto conto delle ricadute gravissime che questo comporta”.

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