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Tarabugi assunto in Spezia risorse, la maggioranza conferma che è tutto ok

Lunga e accesa discussione in consiglio comunale sulla compatibilità tra l'assunzione tramite concorso del consigliere comunale e i voti degli atti che hanno riguardato la società partecipata dal Comune.

Battibecco tra Peracchini e Pecunia
La sede di Spezia risorse

La Spezia - La surroga che sancisce l'ufficialità della nomina ad assessore di Giacomo Peserico e l'ingresso nel consiglio comunale della Spezia di Paolo Messuri ha aperto il lungo consiglio comunale di ieri sera, chiamato poi a dialogare su alcune interpellanze, una delibera e, infine, a discutere su una mozione presentata dalla minoranza, eccezion fatta per il gruppo guidato da Lorenzo Forcieri che non ha sottoscritto il documento nel quale si chiede conto della posizione di un consigliere comunale che da alcuni mesi è stato assunto a tempo determinato per una società partecipata. Nella mozione non si fa riferimento né alle generalità della persona né della società in cui lavora ma già all'inizio della lunga discussione che si protrarrà oltre le 2 di notte, emerge tutto quanto.
"Esistono diverse norme in Italia che regolano le funzioni e le prerogative dei consiglieri comunali e vietano espressamente i casi in cui possono ricorrere situazioni di conflitto d’interessi ed incompatibilità rispetto al ruolo elettivo all’interno dei consigli comunali - si legge nella premessa della mozione presentata - considerato che risulta che da circa un anno un consigliere sia stato assunto presso una società partecipata del nostro Comune senza che lo stesso consigliere abbia ritenuto doveroso dimettersi immediatamente dall’incarico elettivo e che il consigliere in questione è tuttora in carica e continua a lavorare presso la società controllata dal Comune. Tale circostanza, al di là delle possibili violazioni di legge, che nel caso non paiono sussistere, certamente rappresenta una situazione politicamente rilevante sul piano dell’inopportunità, anche in considerazione del fatto che lo stesso consigliere ha partecipato in prima persona all’approvazione di atti amministrativi deliberati dal consiglio comunale e relativi alla medesima società. Il consiglio comunale impegna il sindaco a valutare la circostanza in questione promuovendo le necessarie verifiche presso gli uffici dell'ente, per escludere l’esistenza di ogni possibile elemento di incompatibilità". Il documento si conclude con le richieste al sindaco di riferire all'aula consiliare le sue valutazioni sul piano politico in merito alla vicenda in questione ed assumere le determinazioni che riterrà più opportune per ottenere un quadro complessivo di chiarezza e trasparenza sull’operato del Comune e degli enti da questo controllati.

La replica di Manuela Gagliardi, assessore comunale alle Partecipate, dà il via alla discussione, animata e a tratti sopra le righe: "Non essendo contenuto il nome di riferimento parliamo per ipotesi: gli uffici hanno ritenuto che un consigliere comunale che non abbia poteri di coordinamento nella partecipata esclude qualsiasi incompatibilità, incandidabilità o inconferibilità. Rassicuro Pecunia e gli altri firmatari della mozione che non c'è nessuna violazione di legge e che da questo punto di vista noi come ente abbiamo il dovere di controllare quali siano le procedure che la società adotta ma non abbiamo nessun potere di interferire nella società stessa". Massimo Baldino Caratozzolo parla di risposta monca e nella contro-replica entra nello specifico rivelando il nome del consigliere la società partecipata, cambiando di fatto la traiettoria della discussione: "Le parole della Gagliardi non spiegano nulla sul concorso. Il nome è quello di Marco Tarabugi, lo faccio io. Ma il problema non è lui bensì l'articolo 29 del consiglio comunale che dice che i consiglieri devono astenersi a prendere parte alla discussione e votazioni su argomenti di interesse. Il dottor Sortino, che è il notaio del nostro consiglio comunale, ci deve dire se le votazioni su Spezia Risorse sono valide o meno, visto che quel consigliere ha espresso il suo voto. Poteva farlo? Oppure per l'articolo 29 non li poteva votare?".

Il botta e risposta coinvolge buona parte del consiglio. Innanzitutto Guido Melley: "Sono cose che capitano, per non farle capitare bisognerebbe intervenire alla radice. E' anche una questione di immagine della società, dispiace per la discussione di questa sera ma le risposte che vogliamo non sono sulla persona o sul caso in sé ma per chiarificare in linea generale nel rispetto di chi ci giudica". Paolo Messuri, fresco di ingresso in consiglio ma con tanta esperienza alle spalle: "Rientra nell'articolo 43 del regolamento. La mozione era priva di nome, ora si sanno sia il consigliere che l'azienda interessata. Mi domando se a questo punto la mozione debba essere ritirata". I toni si accendono con Federica Pecunia: "La maggioranza intende non discutere la mozione? E noi stiamo sui giornali dieci giorni. A me sta benissimo anche così". Più o meno ciò che dice Baldino: "E' l'ultimo dei problemi ma è veramente surreale, attenzione a non mettervi su questa strada perché sfioriamo il ridicolo. Il problema non è il consigliere ma sono le cose che dite voi". Ancora Messuri: "Non ci sottraiamo alla discussione, tenevo a sottolineare che esistono dei regolamenti che vanno rispettati. E l'articolo 43 dice che su fatti personali il consiglio si tiene a porte chiuse. Ritiro la richiesta ma suggerisco ai colleghi di minoranza di leggere e rispettare le leggi perché non si parla di conflitto di interessi". Poi Fabio Cenerini: "Sono d'accordo in parte con il collega Messuri. E' vero che la questione meritava la riservatezza però una volta che si è innestata si va avanti visto che non c'è niente da nascondere. Soprattutto se si tratta di un amministratore pubblico e non singoli privati".

Dai banchi della maggioranza difesa ad oltranza verso Tarabugi e accuse all'opposizione. Così Marco Frascatore che torna per un attimo sulla querelle d'inizio serata accordando fiducia incondizionata al sindaco Peracchini: "Dove sta il problema, continuo a chiedermi. E' un diritto costituzionale partecipare ad un concorso, mettere in secondo piano per questioni di parte è di cattivo gusto. Il Comune non entra nel merito della selezione pubblica, c'è una legge che regolamenta. Qui siamo di fronte ad una scelta privata e personale consentita dalla legge. E' tutto gli atti, nel rispetto rigoroso della legalità. Ritengo che questo sia invece un attacco personale, poco dignitoso per questo consesso. Parlate di trasparenza, nel frattempo il collega è finito sui giornali: è il processo ad una persona, fatto per giunta dalla sinistra che dovrebbe riflettere sulle proprie radici invece di guardare in casa d'altri". Emanuele Corbani è ironico: "Grande prova di coraggio e signorilità, complimenti. Ma vedo che alla fine del documento tra le firme dei sottoscrittori non c'è quella di Forcieri, il che conferma la sua signorilità politica. Se parliamo di inopportunità è quella di far nascere questo atto. E' una brutta pagina quella di stasera". La pentastellata Donatella Del Turco riporta il problema al centro della questione: "State girando intorno. Il dubbio da cui parte questa mozione è se un amministratore può partecipare ad un concorso che è dello stesso Comune che sta amministrando. Al di là delle leggi c'è una questione di opportunità, di morale. Perché si viene giudicati dai funzionari con cui si lavora quotidianamente. Chiediamo solo trasparenza".

"O facciamo il nome e allora è un fatto personale o non lo facciamo e siamo generici: fino a quando non ci darete risposta non ci riterremo soddisfatti - incalza Pecunia -. Chi ha vigilato su tutta questa vicenda? Mi riservo di andare alla Corte dei Corti e all'Anac. L'articolo 78 dice che gli amministratori devono astenersi a prendere parte a delibere nelle quali sono rappresentati gli interessi propri di parenti e affini. Sapete là fuori quanta gente c'è con lo stesso curriculum vitae del consigliere, la stessa preparazione, gli stessi titoli, per entrare in una partecipata? Non ci avete risposto. Come è stato assunto? Come sono i criteri del concorso?". Messuri distingue fra la sua scelta di dimettersi da Acam Acque con la vicenda in discussione: "Mi sono dimesso dalla carica che ricoprivo perché era un ruolo apicale: in quanto presidente di una società partecipata di secondo livello, ho ritenuto dimettermi per questione di incompatibilità. Ma non sussiste in questo caso".

Anche il sindaco Pierluigi Peracchini, silente per molte ore, interviene: "Ho sentito troppe insinuazioni e qualcuno non è certo maestro. Per quanto riguarda le votazioni a cui ha partecipato non c'è incompatibiità: abbiamo verificato e il segretario generale ha detto che è tutto a posto. E' bene inquadrare di cosa stiamo parlando: è una società controllata da un Collegio sindacale fatto da professionsiti che devono vidimare la legittimità di atti. Nel collegio sindacale c'è un presidente nominato dal sindaco precedente che ha emanato due bandi di selezione pubblica e, per questi, sono arrivate tante domande. C'era una commissione esaminatrice che ha fatto questa selezione: nessuno interviene sulle partecipate. Se qualcuno ha prove deve andare nelle sedi opportune". Poi l'attacco diretto: "Perché dovrebbe chiarire Melley, in qualità di ex presidente di Spezia Risorse, se fosse opportuno che al tempo desse un contributo per le luci di natale o per il Vola alla Spezia. E potrei andare avanti a lungo. Ribadisco la correttezza dell'amministrazione e di Spezia Risorse. La selezione era pubblica, le graduatorie sono pubbliche, troverete tanti nomi che sono stati selezionati. Se c'è qualche dubbio, risponderemo per iscritto. La cosa sgradevole è mettere alla berlina una persona che ha fatto il proprio dovere e ha esercitato il proprio diritto da cittadino. Nel passato ho seguito scandali di assunzioni, per i quali sono stati scritti anche dei libri, stasera sembra di tornare ai tempi dei giacobini. Invito tutti ad utilizzare le normative esistenti ma con correttezza, distinguendo l'errore, quando c'è, dall'errante, quando c'è, perché si può fare male a persone innocenti". Un finale in crescendo, si fa per dire: "Ora deve dare delle spiegazioni sul concorso di Spezia Risorse. Se sa delle cose le denunci, basta con le minacce - tuona Pecunia nei confronti del primo cittadino -. Questa è la fine del suo mandato, l'hanno capito anche le pietre di Sant'Agostino e le panchine che ha fatto togliere. Non intimorisce più nessuno, ha stancato. Non riesce più a essere credibile. Vada in Procura ma la smetta di dirlo a noi. Noi facciamo critiche politiche che se lei non accetta significa che è inadeguato al ruolo. Non riesce a reggere la tensione e non è capace di esercitare la dialettica politica". Melley rimanda al mittente ogni presunto addebito: "Sindaco si legga tutto, ci sono delibere. Mai mi sarei permesso di fare iniziative autonome, fu un intervento concertato col Comune dell'epoca. Se non vuole chiedere scusa, rimanga agli atti che ha detto una cosa totalmente falsa". La chiosa è di Lorenzo Viviani, capogruppo leghista: "Questo è un processo, mi viene da pensare che non sia stato messo il nome proprio per spettacolarizzare".

Al momento del voto la mozione è stata bocciata con 17 voti contrari e 10 a favore.

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