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Sinistre e Cinque stelle: "Ospedale, chiarire quali e quanti reparti e specializzazioni avrà"

Una serie di proposte in campo sanitario pronte a sbarcare nei consigli comunali e regionale.

"No alla privatizzazione"

La Spezia - "Una forte iniziativa politica sul tema del rilancio della sanità spezzina ed in particolare del nuovo ospedale del Felettino". La annunciano, in una nota congiunta, le sigle locali di Partito Democratico, Articolo uno, Movimento 5 stelle, LeAli a Spezia/lista Sansa, Partito Socialista, Linea condivisa, Sinistra Italiana, Avanti insieme e Rifondazione Comunista. "La nostra sanità - proseguono - versa in una situazione disastrosa da troppo tempo e le responsabilità politiche sono per noi molto chiare dopo più di cinque anni di pessima gestione sanitaria di Toti e della sua maggioranza di centrodestra in Regione. Nonostante l’encomiabile impegno dei nostri medici ed operatori sanitari, emerso anche durante l’epidemia Covid da un anno a questa parte, l’organizzazione e la programmazione delle strutture ospedaliere e delle cure territoriali in questi ultimi anni è stata fortemente deficitaria. Va coperto il deficit del personale, risolta l’annosa vicenda delle OSS , va rilanciata la medicina del territorio, da troppo tempo abbandonata, per potenziare i servizi di prevenzione e la cura delle malattie croniche tramite un potenziamento dell’assistenza domiciliare e delle case della salute. Ma va affrontato anche in maniera totalmente diversa il nodo del nuovo ospedale del Felettino e della riorganizzazione della rete ospedaliera della nostra provincia".

"Come forze politiche di opposizione - proseguono - diciamo no a qualunque forma di privatizzazione della nostra sanità e siamo in particolare contrari alla scelta della Regione per il progetto del nuovo ospedale che gli spezzini attendono da molti anni. Non possiamo accettare il fatto che Toti abbia oggi deciso di dirottare su altri territori regionali le somme residue del finanziamento statale per il nostro nuovo ospedale. Ci batteremo per attivare tutte le misure necessarie a recuperare l’intero finanziamento statale garantito dai precedenti Accordi di Programma tra il Ministero della Sanità e la Regione. Siamo contrari al progetto di Toti, avallato dal Sindaco Peracchini, che vuole far costruire ai privati il nuovo Felettino con una formula di leasing immobiliare dai lati oscuri e che avrà pesanti ricadute sulla tenuta dei bilanci Asl per un arco temporale di 30 anni. La Regione ha sperperato parte dei finanziamenti pubblici destinati al Felettino ed ora, per favorire la privatizzazione dell’ospedale degli spezzini, vuole spostare il resto dei soldi ancora stanziati altrove: uno “scippo” che il nostro territorio non può accettare e contro il quale intendiamo mobilitarci con forza".

"La nostra proposta alternativa - concludono - è chiara ed è finalizzata a definire: un piano generale di dimensionamento della rete ospedaliera spezzina che garantisca funzioni dedicate al futuro Felettino ed al S. Bartolomeo, che deve rimanere pubblico e qualificato; un progetto preliminare del nuovo ospedale che, oltre a quantificare il budget necessario al finanziamento totale dell’opera, chiarisca sin d’ora su quali e quanti reparti e specializzazioni potrà contare e di quale dotazione organica di medici e sanitari dovrà disporre la nostra rete ospedaliera; un nuovo Accordo di Programma Stato-Regione che confermi appieno gli stanziamenti pubblici per il nuovo Felettino e che sia propedeutico ad evitare l’operazione del “leasing in costruendo” fortemente voluta da Toti; una procedura di gara d’appalto integrata (progettazione esecutiva e costruzione) per il nuovo Felettino che, oltre a poter contare su una totale copertura finanziaria pubblica, veda all’interno della stazione appaltante anche tecnici di fiducia del nostro territorio; un piano di programmazione degli interventi necessari sul S. Andrea e sul S. Bartolomeo per garantire un idoneo livello di cure ed assistenza nel lungo “periodo transitorio” che intercorrerà sino all’entrata in funzione del nuovo Felettino. Nelle prossime settimane proporremo questi punti per noi essenziali in tutte le sedi a partire dal Consiglio comunale del comune capoluogo e dal Consiglio Regionale, nella conferenza dei Sindaci, ma siamo pronti a coinvolgere in un'ampia mobilitazione tutte le forze sociali e l'intera cittadinanza: per una sanità pubblica, efficiente al servizio dei diritti di tutti".

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