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Regolamento e alienazioni, case popolari protagoniste in Consiglio

La maggioranza ha approvato le due delibere di giunta, mentre l'opposizione ha addirittura lasciato l'aula virtuale dopo la bocciatura della pregiudiziale sull'incostituzionalità del vincolo dei 5 anni.

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La Spezia - Non solo l'ordinaria spaccatura tra maggioranza e opposizione, questa volta in consiglio comunale si è assistito anche all'abbandono dell'aula virtuale da parte della minoranza dopo la bocciatura della pregiudiziale sulla delibera contenente il nuovo regolamento per l'assegnazione degli alloggi popolari. Come era già emerso con forza nel corso delle commissioni consiliari, infatti, secondo il centrosinistra si andrà contro sicura impugnazione del bando che sarà emesso nei prossimi mesi, visto che sarà basato sui concetti della premialità della residenza per almeno 5 anni, punto sul quale la Corte costituzionale si è espressa contrariamente nel caso della legge regionale lombarda. Una norma pressoché identica a quella ligure, che però non è stata oggetto di sentenza ed è pertanto vigente.
Se da un lato l'opposizione ha ritenuto sbagliata la scelta di andare avanti nonostante il rischio di dover rifare tutto da capo, dall'altra il centrodestra ha sostenuto a più riprese e con convinzione la correttezza dei criteri proposti per evitare di assegnare appartamenti "agli ultimi arrivati" e solo dopo la presentazione, da parte dei cittadini extracomunitari, di un documento che attesti il mancato possesso di immobili nel proprio Paese d'origine. Due argomenti che in commissione hanno catalizzato le opinioni politiche e ideologiche delle due parti in causa e che, presto o tardi, dovranno essere cassati o promossi una volta per tutte, anche in Liguria, dai giudici della Corte costituzionale.

"Tutto nasce da una legge approvata dalla Regione Liguria che ha posto dei vincoli restrittivi per le famiglie in difficoltà abitativa ed interessate ad ottenere un alloggio comunale. Vincoli restrittivi - come l’obbligo di residenza del nucleo familiare per almeno 5 anni sul territorio comunale - che sono stati bocciati dalla Suprema corte per un identico caso relativo alla Regione Lombardia: una bocciatura sotto il profilo delle norme costituzionali perché il diritto alla casa è di carattere universale e non può essere oggetto di limitazioni di sorta, specie in materia di famiglie disagiate ed alla ricerca di un alloggio popolare. La Giunta Peracchini - dichiarano dall'opposizione - e la maggioranza che la sostiene sono consapevoli quanto noi del fatto che il nuovo regolamento comunale approvato ieri sera presenta chiari vizi di incostituzionalità, ma hanno preferito andare avanti a testa bassa per riaffermare sul piano ideologico che occorre fare delle discriminazioni per assegnare le case comunali. Quale sarà il risultato di questa ennesima scelta miope e sbagliata? Che il nuovo bando, atteso da centinaia di famiglie in difficoltà dopo l’ultimo varato dieci anni fa, rischierà di rimanere lettera morta per effetto dei contenziosi che nasceranno".
Di segno opposto le dichiarazioni odierne del gruppo consiliare della Lega, partito dell'assessore alle Politiche abitative, Giulia Giorgi: "Il lavoro svolto dal vicesindaco Giorgi e dal sindaco Pierluigi Peracchini dà finalmente risposte concrete alle esigenze degli spezzini in difficoltà, soprattutto in un momento di grave crisi sociale ed economica. Esprimiamo soddisfazione sia per il requisito che premia la residenza sul territorio comunale ai fini dell’assegnazione degli alloggi, sia per la richiesta del certificato che attesti che i cittadini stranieri non possiedano proprietà nel proprio paese di origine. Troviamo giusto dare priorità agli spezzini e a coloro che abbiano deciso di stabilirsi nel nostro territorio da diversi anni. Siamo molto soddisfatti anche dell’inserimento dei genitori separati e dei nuclei famigliari con persone che soffrono di malattie terminali nelle categorie da tutelare, insieme all’importante aiuto che l’amministrazione ha voluto mettere in campo anche nei confronti dei nuclei famigliari che hanno subito l’emergenza Covid-19. Non comprendiamo quindi la posizione di ostinata contrarierà delle opposizioni di centrosinistra a un provvedimento che permetterà di far fronte all’emergenza abitativa mettendo al primo posto gli spezzini".
Il voto positivo della maggioranza ha chiuso la serata di consiglio e, per il momento, la questione relativa al regolamento per l'assegnazione degli alloggi popolari.

Appartamenti, quelli di Edilizia residenziale pubblica, che ieri sera sono stati protagonisti anche di un'altra delibera di giunta, questa volta su proposta dell'assessore al Patrimonio, Manuela Gagliardi.
L'amministrazione in questo caso proponeva un piano di alienazione triennale che prevede la vendita di 57 alloggi - 47 dei quali occupati e 10 liberi - con l'obiettivo di incamerare circa 2,5 milioni di euro, utili per effettuare la manutenzione di 71 dei 154 appartamenti oggi non utilizzabili. "I criteri di scelta degli appartamenti da mettere in vendita - ha spiegato Gagliardi - sono stati il costo degli interventi di manutenzione necessari (superiori al 45 per cento del valore di vendita) e la vetustà". L'assessore, come già in commissione, ha dichiarato che gli attuali inquilini avranno il diritto di prelazione per l'acquisto degli immobili, che saranno messi in vendita a prezzi vantaggiosi e che in caso di mancato acquisto il trasferimento avverrà solo se sarà individuata una soluzione condivisa.
Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che la minoranza aveva maggiormente combattuto in commissione, chiedendo che il testo fosse chiaro il più possibile, a garanzia degli utenti. Così in apertura di discussione è emerso che fossero presenti due emendamenti sul punto, uno presentato dalla minoranza, l'altro dal sindaco. Al termine della discussione insieme alla delibera è stato ovviamente approvato solamente quello del centrodestra.

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