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Raffaelli e Erba sulla spaccatura della maggioranza: "Il Comune capoluogo è tornato contendibile"

appello al centrosinistra
Luca Erba e Marco Raffaelli

La Spezia - "Le vicende di questi giorni interne al centrodestra segnano un punto politico evidente: Palazzo Civico è tornato ad essere contendibile. Il governo della città proprio in queste ultime settimane paga le contraddizioni politiche al proprio interno. Tutti i nodi vengono al pettine in una duplice frattura che guarda a tutto il campo centrista". I consiglieri comunali in carica del Partito Democratico Marco Raffaelli e Luca Erba tornano a parlare, commentando la situazione non semplice in cui è piombata la maggioranza dopo il rimpasto di giunta e i mal di pancia di Forza Italia e La Spezia Popolare: "A venir meno è proprio la compagine granitica che, a guida Toti, aveva fatto della compattezza il proprio punto di forza. Lo scontro in atto certifica uno stato di malessere che da Roma a Genova, passando proprio per il Comune, testimonia una crisi del sistema di alleanze. Il tentativo di egemonizzazione degli "arancioni" a spese di Forza Italia e di Liguria Popolare ha trovato sul proprio cammino una brusca battuta d'arresto. Il Governo Draghi ha ridato spazio e ossigeno politico ad un centro che sembrava essere stato cannibalizzato dalla Lega Salviniana e dalla destra Meloniana".

"Ed è questo uno dei passaggi chiave che evidenzia la crisi di sistema: il tentativo a freddo del Presidente Toti di ritornare a posizionarsi sul campo moderato ha segnalato, suo malgrado, la presenza di vicini di casa che non hanno alcuna intenzione di accettare lo sfratto imposto - continuano i consiglieri -. Da qui la richiesta di uno spazio di rappresentanza all'interno della giunta comunale. Il sindaco Peracchini è il terminale di un cortocircuito che sembra non rientrare così facilmente. Accuse di "gestione padronale" della giunta amplificano lo stato di malessere a cui stiamo assistendo. Non entriamo in un giudizio di merito dei nomi dei colleghi di aula che sono usciti sugli organi di stampa perché riteniamo tutti essere profili validi e spendibili; il vulnus politico è rappresentato dal metodo con cui si sta operando in merito ai nuovi innesti. La crisi di sistema è rappresentata da questo passaggio che può essere considerato un effetto collaterale di uno stato febbrile che avanza: una resa dei conti all'interno del centro destra. Questo scenario evidenzia un'assenza di visione sulle proposte per la città e una mancanza di consapevolezza sulle radici identitarie che costituiscono il tessuto vivo della nostra comunità".

Poi l'appello al Pd e al centrosinistra: "Abbiamo l'occasione di ricostruire un'alternativa radicale e profonda a questo modello di governo. Consapevoli della complessità dei problemi politici che affliggono anche il campo del centrosinistra immaginiamo le prossime settimane come l'occasione per la riapertura di un laboratorio di confronto di idee con tutte le forze politiche e civiche che si considerano alternative al governo di Palazzo Civico. In questa direzione dovrà muovere anche il Partito Democratico. Attore che riteniamo centrale per la costruzione di un nuovo modello di alleanze e il fulcro di una proposta di contenuto in grado di evidenziare l'immobilismo a cui abbiamo assistito in questi anni".

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