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Ultimo aggiornamento: Sabato 12 Giugno - ore 20.16

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Pubblica assistenza, Spezia unita ma sola nella battaglia

Il consiglio comunale ha firmato ieri sera un documento unitario nel quale si chiede che il consiglio regionale modifichi la legge regionale che a luglio diventerà esecutiva. Per salvare i posti di lavoro e calmierare i prezzi dei servizi funebri.

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Lo striscione affisso all'esterno della Pubblica assistenza della Spezia

La Spezia - Mozione urgente a difesa delle istanze della Pubblica Assistenza della Spezia votata ieri sera votata all'unanimità nel consiglio comunale spezzino al termine di una giornata piuttosto convulsa che inizia a Genova, nelle stanze del consiglio regionale, per concludersi in riva al Golfo con la presa di posizione del parlamentino virtuale di Piazza Europa. Con il documento congiunto, arrivato dopo che chiede la revisione della nuova legge regionale in materia. Un testo sottoscritto da tutti i capigruppo e votato dai consiglieri di maggioranza ed opposizione dopo la lunga pausa del consiglio comunale al termine della quale si è arrivata all'agognata compattezza. Presentarsi a Genova per portare avanti un'istanza che non trova, per nulla, la sponda degli altri territori della Liguria, sarebbe stato un suicidio politico. Ma alla fine si è arrivati ad una voce sola in nome del pieno sostegno ai lavoratori ed alla Pubblica Assistenza della Spezia con l'obiettivo di una rapida modifica della Legge Regionale del luglio 2020 che modificava la disciplina dei servizi delle onoranze funebri, escludendo dalla gestione degli stessi le organizzazioni non di tipo imprenditoriali come ad esempio le Pubbliche Assistenze.

Una normativa che entrerà definitivamente in vigore il prossimo 31 luglio e che non fa dormire sonni tranquilli la Pubblica Assistenza della Spezia, da diverse settimane impegnata a difendere i circa trenta addetti impegnati, che, se si arrivasse in fondo alla procedura, rischierebbero il proprio posto di lavoro. E' il presidente del consiglio regionale Giulio Guerri a leggere il testo congiunto richiamando la "qualificata tradizione centenaria" della Pubblica Assistenza, "che opera nella nostra città su molti ambiti di intervento sociale e reinveste i proventi dei servizi funebri a copertura delle molteplici attività di supporto ed assistenza alle fasce più fragili e deboli della popolazione". Pubblica Assistenza che nel settore dei servizi funebri locali, "oltre a svolgere con attenzione e professionalità i compiti affidati, offre tariffe agevolate che hanno svolto funzione di calmiere su un mercato che ha conosciuto, alla Spezia come in altre città italiane, casi e situazioni nelle quali alcuni operatori privati sono stati oggetto di indagini e procedimenti giudiziari" - ha aggiunto Guerri.

Di fatto la sola città della Spezia spinge affinchè il consiglio regionale cambi idea in modo da tutelare l'attività delle Pubbliche Assistenze ed i posti di lavoro che ne conseguono. Il percorso aveva già trovato unione nelle commissioni comunali nelle quali erano state ascoltate anche le organizzazioni sindacali del comparto. Ora il consiglio comunale riconferma il sostegno alla causa e chiede una rapida modifica della Legge regionale del 10 luglio 2020 per consentire in particolare alla Pubblica Assistenza della Spezia di proseguire nello svolgimento dei servizi funebri. salvaguardando il personale impiegato e l'effetto calmiere sul sistema tariffario applicato sul mercato locale. Nel testo, infine, si richiedere una sostanziale proroga dei termini dell'entrata in vigore della Legge regionale in questione per "consentire la prosecuzione delle attività dei servizi funebri da parte della Pubblica Assistenza nelle more dell'individuazione delle soluzioni normative a livello comunitario, nazionale e regionale di disciplina del comparto".

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