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Provincia verso la fine del pre dissesto: "Recuperati 9 milioni in meno di due anni"

Atteso prima dell'estate l'atto con cui la Corte dei Conti indicherà eventuali istruzioni per accertare la chiusura definitiva della condizione economica attuale.

Programma riequilibrio accolto
Comune e Provincia della Spezia

La Spezia - Con un atto formale emesso nella giornata di ieri, la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, istituita presso il Ministero degli Interni, ha accettato ed accolto il programma di riequilibrio finanziario pluriennale sviluppato della Provincia della Spezia ed ha quindi avviato la procedura definitiva per l’uscita di Via Veneto dalla condizione economica del pre dissesto, che da un decennio vincola la gestione amministrativa della stessa amministrazione provinciale. In attesa dell’esame del piano, il cui esito è arrivato in queste ore, la Provincia della Spezia aveva comunque direttamente già adottato le misure economiche straordinarie individuate nel documento inviato al Ministero, prevedendole quali necessarie per uscire dalla condizione di difficoltà, ovvero una generale riduzione delle spese e un’espansione delle entrate. Nei prossimi giorni una relazione, con evidenziato il vincolate parere definitivo della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali, verrà inviata alla Corte dei Conti che, presumibilmente entro l’estate, emetterà un atto deliberativo formale in cui saranno indicate eventuali istruzioni per arrivare ad accertare la chiusura definitiva della condizione economica di pre dissesto della Provincia.

“Mi ero prefisso questo obiettivo quale primo punto del mio mandato ed oggi, grazie ad un lavoro costante e rigoroso che ho voluto fosse prioritario, è stato raggiunto il traguardo fondamentale per uscire del disastroso stato finanziario in cui avevo trovato la Provincia a causa della cattiva gestione delle giunte di sinistra - commenta in una nota il presidente Pierluigi Peracchini -. Personalmente mi sono dedicato a fare in modo che questo risultato arrivasse subito, lavorando per recuperare in pochissimo tempo, meno di due anni, oltre 9 milioni di disavanzo. Operando anche con azioni forti, questo per poter anticipare il prima possibile l’uscita dallo stato di pre dissesto e di farlo in un momento in cui serve garantire al territorio servizi e certezza amministrativa. Ci siamo arrivati risolvendo la situazione in cui proprio le amministrazioni di sinistra avevano lasciato l’ente: una condizione di grave difficoltà e di precarietà economica che lo stava portando verso un declino irreparabile che si sarebbe ripercosso sui cittadini. Con l’accoglimento del piano di riequilibrio, da parte della commissione ministeriale, a conferma di quello che siamo riusciti a portare avanti, si delinea così la strada per la ripresa della piena capacità finanziaria della Provincia. Ora siamo in grado di affermare che, nei tempi previsti, la Provincia potrà riprendere a gestire il proprio bilancio in modo regolare, come ogni altro ente pubblico, e questo comporterà la capacità di poter accedere ai mutui per fare opere pubbliche, essere liberi da vincoli amministrativi che ci limitavano operativamente, realizzare investimenti infrastrutturali autonomi e via così. È un passaggio molto importante per riattivare appieno questo ente già gravato da una riforma sbagliata".

Un passaggio sulla (ri)riforma delle Province, ritenuta necessaria dal presidente Peracchini, che in merito, quale delegato dell’Unione delle Province italiane, è stato sentito dalle commissioni bilancio di Camera e Senato. "Serve riformare la gestione di questi enti - afferma nella nota -, garantendo risorse certe da poter utilizzare sul territorio per opere pubbliche strategiche, in particolar modo in questo momento storico. Ad oggi la Provincia della Spezia deve invece garantire, dalle proprie casse, trasferimenti verso lo Stato, verso l’erario, per circa 10 milioni di euro che finiscono nei fondi nazionali per il ristoro della spesa pubblica. Questo, per un ente come il nostro che conta circa solo 18 milioni di euro come entrate, vuol dire non avere poi le risorse necessarie per finanziare le proprie attività".

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