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Peserico: "Per gli spezzini le tasse più basse della Liguria"

L'assessore al Bilancio spiega le criticità tecniche incontrate nella stesura del bilancio consuntivo 2020 e del previsionale 2021. E annuncia: "Irpef inalterata, Cosap e Cimp si accorpano nel Canone unico patrimoniale".

"Io in giunta? Coerente col mio percorso"
Giacomo Peserico

La Spezia - La passione per la politica è affiorata sin da bambino, quando si bloccava in Piazza Europa di fronte ai manifesti con l'esito delle elezioni. D'altronde con un nonno consigliere comunale e uno zio vice sindaco a Valdagno, nel vicentino, l'argomento sarà stato la portata principale dei pranzi delle feste.
Giacomo Peserico, ultimo ingresso nella giunta comunale, però ha dovuto attendere, prima di potersi dedicare alla sua passione, perché i genitori volevano che prima fosse indipendente dal punto di vista economico. E il legame con il lavoro non è stato certo meno soddisfacente, tanto che oggi ha deciso di non interrompere l'impegno in Termomeccanica industrial process, dove è responsabile della gestione delle commesse. Due grandi amori, la politica e il lavoro, che si coniugano con la famiglia ("una moglie e due figlie che ringrazio per consentirmi di fare tardi sulle pratiche comunali e di lavoro") e con lo Spezia. E tutto si incontra nel piccolo ufficio che Peserico, assessore al Bilancio, alle Finanze, ai Tributi e all'Attuazione del programma, ha scelto di occupare al terzo piano, per stare più vicino ai dirigenti e ai funzionari del suo settore, preferendolo a quello vista mare che si era liberato.
"Sono stato nominato in una fase cruciale, quella di predisposizione del bilancio di previsione 2021 e del bilancio consuntivo 2020. Due bilanci completamente diversi, perché nel frattempo, con il Covid è cambiato il mondo. Nelle entrate ci sono meno tributi e più sostegni da Roma, e anche le spese si sono modificate. Prima tra il previsionale e il consuntivo non c'era quasi differenza. Lo scorso anno è tutto saltato".

Possiamo entrare maggiormente nel dettaglio?
"Nel 2020 sono arrivati dal governo 10 milioni, una somma importante, come compensazione di mancati introiti. Ma le entrate comunali sono tracollate: l'Irpef è passata da uno storico di 7,9 milioni a circa 5,7, e questo è dovuto a tante ore di cassa integrazione e ad attività che sono rimaste chiuse. I bilanci non sono solo tecnicismi: leggendoli si capisce dove sono i punti di forza e le criticità. L'imposta di soggiorno è un altro capitolo che la dice lunga, essendo scesa da 1,9 milioni a 600mila. In più ci sono le mancate riscossioni, altra nota dolente: Spezia risorse stava lavorando molto bene negli ultimi anni, ma il blocco delle riscossioni coattive ha fermato tutto. E ora c'è il paradosso che non avendo liquidità e avendo molti crediti di dubbia esigibilità a bilancio siamo tenuti ad accantonare maggiori somme. Sull'Imu, invece, nonostante siano state fatte stime assolutamente prudenziali, sono stati versati 400mila euro in più a dimostrazione di come la nostra città sia popolata da molti pensionati e dipendenti, che hanno così potuto ottemperare ai pagamenti per la casa".

E per quanto concerne le spese?
"Il 2020 è stato anche l'anno in cui ci sono stati grandi risparmi per i mancati spettacoli e per la chiusura delle scuole. Inoltre abbiamo creato un fondo per mettere in sicurezza il Comune in caso di sentenze negative: sono stati collocati 2,5 milioni di euro, che tanto non avremmo potuto utilizzare, nemmeno per sistemare un marciapiede".

Come mai?
"Perché il Comune è in disavanzo tecnico. Nel 2015 c'è stato un terremoto per le casse municipali. Prima si era tenuti ad accantonare una parte dei crediti di dubbia esigibilità che avevano più di 5 anni. Poi è stato imposto di accantonare le somme per tutti i crediti non riscossi e oggi ci ritroviamo che dobbiamo recuperare crediti di dubbia esigibilità per 22 milioni, con una rata annuale di 1,14 milioni sino al 2044. Anche se stiamo pagando in anticipo di un paio d'anni (grazie all'opera meritoria del sindaco, che mi ha preceduto a questa delega), l'essere in disavanzo tecnico impedisce di spendere anche gli avanzi di bilancio: nel 2020 ammontavano a 3,8 milioni, ma non si possono spendere oltre alla somma annuale di accantonamento. Il resto finisce nel fondo e resta lì. Viviamo il paradosso per cui se un'opera è finanziata ma non si riesce a completare spendendo tutte le risorse, l'anno successivo è necessario cercare altri soldi".

Il terremoto del 2015 non ha colpito solamente il Comune della Spezia. Ritiene che la quantità di crediti di dubbia esigibilità che erano a bilancio allora fosse giusta o che ne fossero conteggiati troppi?
"Erano troppi. Con questa amministrazione l'attività di Spezia risorse ha cambiato passo dopo un periodo di difficoltà e l'intenzione era quella di riscuotere il più possibile per limitare i problemi di bilancio. Quest'anno il fondo di accantonamento è di un importo di 6,5 milioni, e, come detto, sono soldi non spendibili".

Che ci può dire del bilancio previsionale?
"L'Irpef rimarrà a 0,6, inalterata. Nel raffronto con altre province liguri emerge chiaramente che abbiamo la tassazione più bassa. Negli altri tre capoluoghi l'aliquota è allo 0,8 e mentre da noi l'esenzione e al di sotto dei 15mila euro, a Genova è al di sotto dei 10mila e nelle altre due province non è proprio prevista. Abbiamo le tariffe più basse anche per quanto riguarda l'Imu, tanto che una famiglia spezzina di quattro persone può arrivare a pagare un terzo in meno rispetto a quelle genovesi, savonesi e imperiesi (in una categoria la differenza è tra 414 euro a 643 euro, Ndr). Però l'economia ha comunque subito la crisi e ci attendiamo un gettito totale di 2 milioni in meno. Cosap, Cimp e tassa sulle affissioni vengono accorpate per legge nel Canone unico patrimoniale e rimangono inalterate. Le stime parlano di un vantaggio solamente per la categoria di bancarelle che solitamente animano il Cercantico. Per quanto riguarda il suolo pubblico, sino al 30 giugno ci sarà l'esenzione per legge, poi si vedrà, mentre su quello extra la gratuità arriverà a fine 2021".

Con le entrate in calo, c'è da aspettarsi che da Roma arrivino altri sostegni per le casse comunali...
"Però dobbiamo capire quanto ci arriverà. Anche perché nel frattempo dovremo procedere con un altro accantonamento, quello per il Fondo di garanzia debiti commerciali. Siccome paghiamo a 30/40 giorni, che è un tempo ottimo, dobbiamo accantonare 810mila euro. Tramite l'onorevole Gagliardi è stato chiesto al governo di rinviare questa decisione, ma per ora non è cambiato niente... Se almeno sbloccassero la riscossione coattiva... E' difficile immaginare quali risparmi potranno esserci e quali spese impreviste. Per questo abbiamo previsto partite straordinarie come la vendita della quota di azioni Iren in sovrappiù rispetto a quella che dobbiamo mantenere per contratto: si tratta di circa 3 milioni di euro, che per il momento verranno messi sul capitolo lavori pubblici. Se riuscissimo a trovare strumenti alternativi, però, non li vorremmo utilizzare. Ma in momento del genere non possiamo dire che di sicuro non useremo".

Non possono essere accesi mutui per gli interventi dei lavori pubblici?
"Ne abbiamo già attivati molti per lavori e scuole, temi per i quali cerchiamo bandi nazionali o europei per abbattere i costi. L'unico mutuo di peso previsto è quello di 2,7 milioni per la curva piscina, ma, come noto, è un tema assolutamente in divenire".

Ci sono novità anche per quanto riguarda la Tari?
"Sì, dall'esercizio 2021 la Tari esce dal bilancio. Prima l'amministrazione paga Iren e riscuoteva le tariffe, ma non tutti pagavano il dovuto, con una perdita di circa 600mila euro all'anno per crediti di dubbia esigibilità. Ora il Comune non deve più riscuotere, ci penseranno Iren e Spezia risorse in base ad accordi tra privati. E un altro vantaggio è quello per ha partita Iva a regime non agevolato, che potrà recuperare il 10 per cento della tariffa".

Infine, una battuta sulla situazione interna a Forza Italia e alla maggioranza, di cui lei è stato suo malgrado protagonista.
"Tutti hanno usato parole di stima e incoraggiamento nei miei confronti, anche i nuovi vertici di Forza Italia. Inizialmente era stata chiesta la mia nomina e si è andati avanti, poi l'improvvisa sterzata. La mia posizione è sempre stata di restare in maggioranza e di essere disponibile per la nomina in giunta. Ritengo di aver fatto un percorso coerente con la mia storia e il mio mandato elettorale, con Peracchini sindaco. Il mio giudizio sui risultati conseguiti in questi quattro anni è ampiamente positivo, altrimenti non sarei entrato nella squadra di governo a un anno dalle elezioni. Dal 2007 mi sono impegnato tanto per arrivare a costruire un'alternativa al centrosinistra, ora non posso uscire da questa realtà e anzi voglio lavorare per la conferma tra un anno. Non concepisco strade come l'appoggio esterno o l'andare all'opposizione".

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