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Peracchini: "Eravamo una piccola Napoli", ma Casati smorza i toni

polemica rifiuti
Spazzatura abbandonata

La Spezia - “Due anni e mezzo fa eravamo una piccola Napoli". Al bando il bon ton istituzionale. Pierluigi Peracchini usa il capoluogo campano come metro di paragone per i progressi della Spezia nel campo della gestione dei rifiuti svolti sotto la sua amministrazione. Quando la giunta si instaurò nel 2017, secondo il sindaco, la situazione era così drammatica da ricordare la crisi dei rifiuti di Napoli, che in quell'anno era al 33% di raccolta differenziata. Un concetto che poco dopo l'assessore competente Kristopher Casati, smorzerà: "Io sarò più cauto nella definizione. Quando siamo arrivati eravamo al 62,6% che non era comunque un risultato basso per la nostra realtà. C’erano però delle inefficienze e c’era un problema di decoro".
L'occasione per parlarne è l'incontro “RISORSA RIFIUTO: strategie per un gestione virtuosa di una risorsa, i rifiuti” che si è tenuto presso l'NH Hotel. "Le persone erano schiave del servizio, noi abbiamo creato un sistema misto con i bidoni intelligenti - ha ricordato il primo cittadino - Il programma sarà completato il prossimo anno, ma già oggi il nostro percorso ha permesso di contenere i costi per i cittadini. Siamo in Liguria quelli con la bolletta più bassa. Obiettivi che non sono facili da raggiungere e che ci spingono ad un miglioramento continuo. C'è a monte la necessità di produrre meno rifiuti, spingendo sui produttori e a valle sul modo in cui si smaltisce. E bisogna creare una filiera che non vada in crisi in base all’andamento del mercato o alle decisioni dei Paesi esteri che comprano i nostri rifiuti".
E' Casati, che è stato l'attuatore di questo nuovo sistema, a snocciolare i numeri. "A luglio di quest'anno siamo arrivati al 76,6% di differenziata - continua l'assessore - e siamo il primo capoluogo in Liguria a raggiungere questo risultato. Siamo partiti con 18 isole zonali nel centro storico e oggi siamo a 46. Abbiamo optato per un sistema misto tra cassonetti intelligenti nelle zone più abitate e porta a porta in collina, dove funziona molto bene. L'indifferenziato tra 2017 e 2019 è passato da 17.158 tonnellate ad una proiezione di 8.500 tonnellate. Abbiamo dimezzato il costo di smaltimento, che per tonnellata rimane uno dei più alti d’Italia a livelli di provincia. Anche la qualità dei rifiuti è buona, contando che del residuo il 31% sono abiti usati. Questo significa che gli spezzini stanno differenziando bene. Bisogna però contare che c'è una fetta, dal 5 all'8% della popolazione, che rifiuta qualsiasi forma di raccolta. E in questo interveniamo con i verbali: sono stati 1.689 per un totale di 215mila euro di multe".

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