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Peracchini: "Digestore è partita chiusa. Ieri in consiglio un mero show"

Il presidente della Provincia rimanda ogni appunto ai mittenti: "Seduta trasformata in una vetrina politica in cui fare bagarre".

L'impianto

La Spezia - “Ieri sera, in Consiglio provinciale abbiamo assistito ad un gioco strumentale, senza alcuna reale valenza amministrativa e senza un obbiettivo concreto a cui fare riferimento, solo per inventare una situazione forzata per cui creare un ‘caso politico’ e fare un mero show. Questo è il modo sbagliato di fare politica”. Con queste parole il presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini, torna sul consiglio provinciale di ieri. “Trasformare la seduta in una vetrina politica in cui fare bagarre chiedendo di votare atti senza alcuna valenza amministrativa – continua il presidente Peracchini - è un modo di svilire e delegittimare il ruolo di un ente che in questi ultimi anni ha lavorato per risolvere problemi e situazioni concrete. Le Province, in tutta Italia e non solo a Spezia, non sono una ‘tribuna politica’, ma sono un ente di amministrazione di secondo livello, così come le hanno volute, con una riforma sbagliata, le stesse forze di sinistra che oggi, a Spezia, vorrebbero utilizzare il Consiglio provinciale per farsi vetrina”.

“Sul biodigestore – prosegue la nota del presidente - la partita è tutta regionale ed è già chiusa: nessun tipo di atto prodotto dalla Provincia della Spezia avrebbe alcun effetto di ribaltare un iter definito e concluso da Regione che è l’ente competente per legge. Nonostante questo, per dare ruolo e valore a questo dibattito, ho dato piena disponibilità a farlo nei modi e nei tempi che ci sono consentiti ed ho proposto un approfondimento della questione in sede di commissione provinciale, sui vari temi, con gli esperti che si ritiene coinvolgere. Durante il Consiglio provinciale, anche a fronte di funzionari e tecnici che hanno tentato di spiegare più volte l’impossibilità di tale procedura e di far comprendere cosa è e cosa non è pertinente al Consiglio provinciale, si è voluto forzare la mano e creare un caso solo per ‘fare notizia’ e cercare di ingannare i cittadini illudendoli che la partita fosse ancora aperta e che la Provincia potesse in qualche modo determinare uno stop al biodigestore. Questo è un comportamento grave, lesivo del ruolo di un’istituzione e del compito che le norme gli hanno attribuito, anche in rapporto ai Comuni ed ai consigli comunali di cui è emanazione. Come Presidente non posso accettare che si giochi con le istituzioni, con quello che rappresentano, con le funzioni che portano avanti e con l’impegno di chi ogni giorno in questi enti lavora per trovare soluzioni e garantire servizi alle comunità, solo per cercare un nuovo palcoscenico”. Parole rivolte non soltanto all'opposizione di centrosinistra, ma anche da chi, in maggioranza – su tutti l'ex vice presidente Francesco Ponzanelli, capogruppo di La Spezia popolare – ha apertamene criticato il presidente e la sua scelta di non far votare i documenti a tema biodigestore.

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