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Pecunia e Nobili: "Peracchini annulla il dibattito democratico"

Italia viva
Comune e Provincia della Spezia

La Spezia - "Il paese sta cercando di ripartire, le vaccinazioni ieri hanno toccato quota 500 mila dosi, con fatica ristoranti, bar, esercizi, sport e cultura riaprono i battenti e dopo lunghi mesi di chiusura ricominciano a lavorare e offrire servizi". E' quanto si legge in una nota di Federica Pecunia e Dina Nobili di Italia viva che proseguono: "Le scuole sono pressoché in presenza, gli uffici pubblici svolgono il loro lavoro regolarmente, le fabbriche producono e anche il turismo prova ad alzare la testa e spera nella stagione che sta arrivando. Tra il brulicare di una società che ha voglia di ricominciare, sempre con l'attenzione dovuta al contenimento del Covid 19, noi qui alla Spezia viviamo una strana anomalia. Gli unici privilegiati che continuano a riunirsi attraverso la rete e a non poter svolgere la funzione per cui sono stati eletti dai cittadini, sono i consiglieri comunali. Da mesi chiediamo che venga ripristinata una "nuova normalità", cercando la soluzione più adeguata per consentire lo svolgimento dei consigli comunali dal vivo e non da uno schermo. La politica ha ripreso ovunque le sue funzioni: il parlamento, il consiglio regionale, molti consigli comunali. Ma Peracchini non ne vuole sapere. Certo che a lui torna meglio così: annullare il dibattito democratico avvilendolo dietro una telecamera che consente di zittire o annullare qualunque forma di discussione di merito".

"Non sarebbe accaduto infatti ciò che è avvenuto in provincia sulla mozione del biodigestore - proseguono -, non è accettabile che il bilancio consuntivo del comune capoluogo venga discusso come ieri sera con persone che non hanno nemmeno potuto dibattere perché la rete aveva problemi di connessione. Basta. Lo diciamo a Peracchini ma anche al Presidente Guerri, non ci stiamo più a credere come dicono che non esista un sistema per mettere in sicurezza consiglieri e lavoratori ma consentire che la più alta e importante assemblea della città torni a svolgere il suo ruolo, quello che merita e quello che istituzionalmente le compete. Potremmo citare decine di strutture comunali nelle quali organizzandosi si potrebbero tenere le sedute". "Fino ad oggi abbiamo pazientato - concludono -, ma adesso che il mondo intero tenta di uscire da questo terribile periodo, non è più possibile che solo nelle stanze del Comune non si lavori per fare altrettanto".

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