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Pastorino: "Altro che modello Liguria, il piano vaccinale che parte oggi è in piena confusione”

Gianni Pastorino

La Spezia - "In meno di 24 ore fa Regione Liguria, attraverso la propria pagina Facebook, comunica un cambio di passo repentino del piano vaccinale. Partiamo dal principio: da oggi, martedì 9 marzo, a partire dalle 14, si aprono le prenotazioni per ultravulnerabili, vulnerabili, personale scolastico, polizia locale, uffici giudiziari, protezione civile e fascia 18-80 anni con patologie" lo scrive in una nota Gianni Pastorino di Linea condivisa.

“La Liguria, dal punto di vista sanitario, è in piena confusione – dichiara il vice presidente della Commissione II e capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino – e non lo dimostrano solo i dati relativi ai vaccini, che inequivocabilmente collocano la Liguria agli ultimi posti a livello nazionale, ma anche le dichiarazioni a mezzo social della giunta, che nel giro di pochi giorni ha modificato il proprio piano vaccinale. La regione non si è coordinata adeguatamente con i medici di medicina generale, non ha attivato un numero adeguato di ambulatori per vaccinarsi, non ha assunto, anche a tempo determinato, nuovo personale sanitario da formare e utilizzare esclusivamente per la somministrazione dei vaccini”.

Rispetto alla somministrazione dei vaccini anti-covid parliamo di numeri e lo facciamo con dati alla mano: sul sito ufficiale del Governo, nella sezione dedicata al report dei vaccini anti covid 19, aggiornato in data odierna (9 marzo 2021), la Liguria ha somministrato 148.294 dosi, su 226.180 consegnate in regione, pari al 65,6%. Peggio di lei solo la Sardegna, con 110.866 dosi somministrate, su 182.930 consegnate, pari al 60,6%. Ma se noi analizziamo i dati forniti quotidianamente da Alisa, quelli di ieri, gli ultimi veicolati, saltano agli occhi le consuete discrasie. Per Regione Liguria sono 146.483 le dosi di vaccino anti-covid inoculate, pari al 72%, su 202.780 consegnate in regione.

“Nell'ottica di accelerare con l’inoculazione dei vaccini, da oggi la prenotazione è aperta a tutti i pazienti, con patologie, dai 18 agli 80 anni – prosegue il vicepresidente commissione II Gianni Pastorino –. In questo modo sono state accontentate tutte le persone che vorrebbero vaccinarsi il prima possibile, senza prendere nessuna decisione, senza organizzare alcuna strategia che metta davvero in sicurezza la nostra popolazione (stiamo parlando per esempio di malati oncologici, persone affette da malattie rare) e senza garantire il funzionamento dei nostri servizi (scuola, forze dell'ordine, vigili del fuoco etc). Una decisione di buon senso sarebbe stata quella di dare la precedenza a fasce di età più a rischio (50 – 80 anni) con patologie, e di attrezzarsi e organizzarsi prima di annunciare pomposamente sui social un cambio di rotta”.

Ma entriamo più nello specifico per quanto riguarda la somministrazione delle dosi da parte dei medici di medicina generale che potranno vaccinare solo i propri pazienti.

“Questo significa che, ad esempio a Genova, con soli 4 ambulatori per distretto per le vaccinazioni attive, facendo "i conti della serva", i mmg avranno un turno ogni 2 settimane – incalza il consigliere regionale Pastorino. È questa l'idea di Toti di “accelerazione”? Prima si era deciso, di comune accordo con i mmg, che più razionalmente e semplicemente sarebbero stati somministrati i vaccini AstraZeneca dal medico di turno in ambulatorio a tutti coloro, nella propria ATF, che ne avessero fatto richiesta prenotandosi. Con le nuove linee guida, invece, questo processo subirà inevitabili rallentamenti. La programmazione ligure per la somministrazione dei vaccini somiglia tanto al ballo del pinguino: 1 passo avanti e 3 indietro”.

Nell'imminente futuro il vaccino Johnson & Johnson verrà approvato e, con ogni probabilità, sarà distribuito in Italia all'inizio della prossima settimana. La buona notizia è che necessita di una sola somministrazione.

“Quante dosi di Johnson & Johnson arriveranno in Liguria? E quando? Come saranno distribuite? – chiede alla giunta Toti il consigliere Pastorino –. Il presidente Toti dichiara che bisognerebbe copiare il modello Liguria ma, a nostro giudizio, questo modello naviga a vista, senza una programmazione di lungo periodo, chiara e complessiva. In una regione in cui si assiste a un vorticoso aumento dei contagi, sembra che tutto sia lasciato al caso e alla buona disponibilità di alcune categorie. Le indicazioni date alla popolazione si contraddicono da un giorno all’altro”.

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