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Oss, Baldino: "In House si poteva fare, a dispetto di chi ha fatto solo finta di interessarsi al problema"

Intervento del consigliere comunale Massimo Baldino Caratozzolo.

"Già molti posti persi causa concorso"

La Spezia - A volte la politica è talmente chiara che basta attendere, e presenta il conto. Mi riferisco alla vicenda delle ormai arcinote 158 Oss in forza a Coopservice. Molte di loro, diciamolo chiaro, perderanno il posto di lavoro per errori, negligenze, sottovalutazioni che dopo la sentenza della Consulta che dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale promosse dalla presidenza del Consiglio dei ministri nei confronti degli articoli 5, 6 e 31, commi 1° e 2°, della legge della Regione Liguria numero 31 del 27 dicembre 2019 ” appaiono evidenti.

Quella norma infatti che avrebbe permesso a Regione Liguria di creare una azienda in House volta a riassorbire tramite la clausola sociale tutti i lavoratori di fatto ad oggi operanti in asl 5 ma formalmente esterni in quanto dipendenti di una cooperativa, fu fortemente voluta e promossa dai  due ex consiglieri regionali Battistini e Michelucci, guarda caso entrambi oggi fuori dal Consiglio regionale (quando si parla di mancanza di meritocrazia in politica e di candidature pilotate dall’alto).
La norma infatti fu votata in regione e fortemente promossa dal consiglio comunale della Spezia, grazie alla sapiente mediazione dell’attuale sottosegretario alla sanità Andrea Costa , oltre che del sottoscritto.
Ma udite udite…Fu bocciata , anzi impugnata come detto dal Consiglio dei ministri allora giallo-rosso dopo che un politico locale, oggi ministro (Orlando), dopo avere bacchettato per mesi i sindacati (alcuni contrari o diciamo meglio scettici verso l'ipotesi della azienda in House) non mosse un dito per informare e sensibilizzare  il governo di quanto si era riusciti a far redigere alla Regione Liguria e di quanto quella legge fosse importante per evitare sul nostro territorio questa innegabile emergenza lavorativa, oltre che questa ripugnante ingiustizia. Altrimenti perché Roma si sarebbe mostrata tanto contraria?
Subito dopo l’impugnazione anzi si volle fomentare il sospetto che la legge regionale fosse stata volutamente scritta male dagli organi liguri proprio per far si che essa fosse bocciata dal governo.
Nulla di più falso, evidentemente, vista oggi la sentenza della Corte Costituzionale.
Ecco perché dico che a volte la politica risulta talmente chiara da smascherare i tanti furbetti che vi si annidano da decenni.
Ma c’è di più. Siccome al peggio non c'è mai limite, tutte le forze politiche presenti oggi in regione dopo le “sante epurazioni” volute tramite le candidature presentate alle ultime regionali si sono ben guardate dall’attendere almeno il parere della consulta, presentando e votando all'unanimità nel febbraio scorso una sciocca quanto oggi colpevolmente omicida (in senso lavorativo) mozione regionale  in cui si chiedeva di accelerare le pratiche per il concorso in asl 5. Quel concorso che oggi ha già fatto perdere a molti di quei 158 lavoratori il posto.
Un posto che evidentemente si sarebbe potuto salvare insieme alla loro preziosa professionalità tante volte sbandierata da tutti, ma alla fine rispettata unicamente da chi per questa vicenda si è sbattuto davvero in tutte le direzioni.
Oggi tutto però è chiaro. L'azienda in House si poteva fare, a dispetto di chi non ci credeva e di chi a Roma ha fatto solo finta di interessarsi del problema. La Regione alla fine, dopo tanti ritardi e reticenze, una norma l’aveva pur prodotta (diamo pure a Toti la sufficienza almeno per una volta) salvo poi non difenderla sino in fondo preferendo diventare complice di chi con una mozione pro concorso ha con poche righe d'inchiostro vanificato tutto.
Complimenti davvero.
 
Massimo Baldino Caratozzolo, consigliere del Gruppo misto, esponente di Forza Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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