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Morgillo prova a farli ragionare: "Basta, così si provoca il disorientamento degli elettori"

L'ex assessore e vice-presidente del consiglio regionale, per tanti anni in Forza Italia e Pdl, interviene in merito allo scontro tra Forza Italia-Liguria popolare e il sindaco: "Tutti devono sotterrare l’ascia di guerra".

"ripartire con metodo e spirito nuovi”
Gigi Morgillo

La Spezia - “Si possono avere opinioni diverse e anche intraprendere percorsi diversi, ma non ha senso ogni giorno riempire le pagine dei giornali con lo scontro-polemica tra Forza Italia-Liguria Popolare ed il sindaco della Spezia. Così si ottiene un solo risultato: sconcertare e disorientare completamente gli elettori del centrodestra”. L’ex consigliere regionale Luigi Morgillo commenta così la polemica che da giorni “impazza” sui giornali e che sta dilaniando la maggioranza di centrodestra, alla guida del Comune. Continua l’ex consigliere: “Le persone che incontro non sono interessate a conoscere da che parte stia la ragione nella disputa che si è aperta, ma sono fortemente preoccupate per il rischio di riconsegnare la città al centrosinistra, con l’aggiunta dei grillini, proprio a causa di queste lotte interne. E ricordiamo che quattro anni fa si è riusciti, dopo 40 anni, a strappare l’amministrazione comunale dalle mani del centrosinistra. Ora si rischia di vanificare questo sforzo”.
“Personalmente reputo che questa ipotesi sia da scongiurare in tutti i modi, in primis tornando tutti alla politica quella con la P maiuscola - puntualizza l'ex vice-presidente del consiglio regionale - non entro nel merito della diatriba che si sta sviluppando, anche perché vivendo ormai da tempo al di fuori dalle logiche dei partiti, faccio difficoltà a cogliere gli aspetti reali di questa disputa, che mi appassiona ancora meno quando si trascina sul metodo di scelta degli assessori”.
Per l’ex consigliere regionale “La buona politica deve salvaguardare il giusto equilibrio tra la rappresentanza delle varie forze politiche che compongono la maggioranza ed il sacrosanto diritto di un sindaco, di un presidente di Regione, etc.. di scegliere i collaboratori che ritiene utili e funzionali al lavoro che dovranno compiere”.

Continua Morgillo: “Non ricordo da parte di forze politiche del centrodestra prese di posizione cosi radicali, quando in passato sono state tenute fuori dalle giunte, eppure si sono verificati diversi casi (vedi Comune di Genova, la Regione e lo stesso Comune della Spezia dove per quattro anni una forza politica non è stata rappresentata in giunta) e non mi risulta che qualcuno sia uscito dalla maggioranza”. Morgillo lancia quindi un monito: “L’invito che faccio a tutti da una parte e dall’altra è di sotterrare l’ascia di guerra: occorre ripartire da subito con spirito e metodi nuovi. Potrei citare la storia politica della città dove grazie ai bisticci e ai ricatti nell’ambito della DC negli Sessanta e negli anni Novanta abbiamo fallito il tentativo di mandare a casa la sinistra, ma credo che ai nostri concittadini interessi di più scrivere la storia futura di Spezia. E’ opportuno che il sindaco e soprattutto la Lega, che è di gran lunga la prima forza politica dell’attuale maggioranza di centrodestra del Comune, intraprendano da subito una iniziativa forte per rilanciare l’azione di governo della città e si lavori tutti insieme per portare a compimento i progetti strategici che sono fermi da più di 20 anni e non per colpa del centrodestra. Al sindaco voglio ricordare che il rapporto con le forze politiche che lo sostengono deve essere continuativo e costante e deve rappresentare il collante per fare bene e per dirimere sul nascere le eventuali incomprensioni”. Conclude: “Quando ho avuto l’onore di essere assessore della giunta regionale, ricordo che il presidente Biasotti ogni mese convocava i capigruppo insieme ai rappresentanti dei partiti per metterli al corrente della programmazione delle attività. Periodicamente la riunione veniva allargata a tutti componenti di maggioranza del Consiglio. In questo modo tutti si sentivano coinvolti e le eventuali divergenze emergevano in quelle sedi, evitando quanto possibile di farle arrivare sulla stampa”.

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